I dolori del giovane Werther è un libro senza tempo

I dolori del giovane Werther, il romanzo di Goethe, è considerato un romanzo simbolo del movimento dello “Sturm und Drang”

Il romanzo epistolare pubblicato per la prima volta nel 1774 è uno dei libri chiave del movimento romantico dello Sturm und Drang al quale aderisce Johann Wolfgang von Goethe. Al suo interno sono fissati dei concetti chiave come il sentimentalismo, l’individualismo dell’eroe che combatte contro le convenzioni sociali e, ovviamente, il rilievo e l’importanza delle passioni. Tra il 1770 e il 1775 l’adesione al movimento fu accompagnata da una produzione poetica ricchissima. E’ proprio con quest’opera che il giovane Goethe diviene uno degli autori più amati tra i suoi contemporanei. Il romanzo conquistò prima tutta la Germania e successivamente il resto dell’Europa. Nell’autobiografia Aus meinem Leben. Dichtung und Wahrheit, edita per la prima volta nel 1811, l’autore racconta come il romanzo, che ha come protagonista il giovane Werther, abbia avuto degli effetti immediati sulle giovani generazioni del tempo a causa di tutte quelle emozioni che prima di allora venivano represse. Sembrava che i giovani entrassero a contatto per la prima volta con i loro sentimenti più profondi, le loro passioni più nascoste. Il romanzo è una sorta di autobiografia della vita dell’autore. Goethe ripercorre in quelle pagine gli anni trascorsi a Lipsia. L’autore si immedesima nel protagonista del libro. Werther condanna l’introspezione emotiva che porta solo ad un piacere temporaneo. Non si rifugia tanto nell’amore dell’amata ma quanto nello stesso sentimento. Il romanzo non gira intorno alla figura femminile, come si potrebbe intuire dalla presentazione di Lotte. La chiave del romanzo è chiedersi in che modo il giovane Werther ami il sentimento stesso. Il romanzo, che nel 1787 viene pubblicato nuovamente, si diffonde così tanto da creare una vera e propria moda, il Wertherismo. Si tratta dell’atteggiamento tormentato e inquieto dell’artista romantico. Le passioni, le inquietudini sono le uniche frecce direzionali della vita di una persona.

La trama de “I dolori del giovane Werther”

Il romanzo, composto da una serie di epistole, è scritto in prima persona. Tutte le lettere hanno come destinatario Wilhelm, un amico del protagonista. Werther, nelle sue lettere, non fa che chiedere aiuto e appoggio morale all’amico. La continuità delle lettere portano il lettore a pensare di leggere un diario più che un romanzo. Solo due lettere non sono indirizzate a Wilhelm. Una è indirizzata alla donna amata, Lotte, e l’altra per Albert. L’idea chiave del romanzo è quella di dare al pubblico l’immagine di un individuo che non riesce ad adeguarsi alla società che lo circonda. Dalle pagine del romanzo emerge la solitudine della gente che lo circonda. La gente è sola e non si sente di appartenere a niente e nessuno. Rappresentate della consapevolezza di questa solitudine è proprio Werther. Il protagonista è anche innamorato. Essendo così sensibile, l’unica via d’uscita sembra essere il suicidio, che si rivelerà purtroppo essere una fuga tipica nel periodo del romanticismo. Il romanzo e’ suddiviso in due parti. La prima parte è costruita secondo una composizione parallela in cui c’è l’identificazione dello scrittore con il giovane Werther, il suo incontro con Lotta, il suo amore per lei, il suo crollo emotivo, il motivo della pistola che lascia intendere il finale della storia, la fuga di Werther e alla fine il suo addio definitivo. La seconda parte del romanzo inizia col ritorno di Werther, col suo nuovo incontro con Lotta e con un amore che entrambi non riescono più a sopprimere. Il finale dimostra l’incapacità di cavarsela nel mondo in cui vive. La sua visione del mondo è così sensibile che alla fine viene soffocato dai propri sentimenti. Peggio di questa esagerata sensibilità c’è solamente la sensazione di non appartenenza. L’espressione del “dolore mondiale” è il tratto dominante di questo romanzo. Proprio per questo il romanzo “I dolori del giovane Werther” viene considerato l’opera più famosa del tempo in cui nasce. Scritto solo in qualche settimana, si oppone fortemente alla poetica del classicismo, direzione della letteratura mondiale fino a quel momento dominante.

La bografia dell’autore

Goethe nasce il 28 agosto del 1749 a Francoforte del Meno, da una famiglia agiata e culturalmente vivace. Il piccolo Johann Wolfgang assorbe sin da bambino una visione cosmopolita del mondo grazie ai frequenti contatti dei genitori con personaggi famosi di lingua non tedesca. Infatti, quando si trasferisce a Lipsia nel 1765 per iniziare gli studi di giurisprudenza, già conosce diverse lingue. La prevalenza di una routine letteraria rivolta principalmente al Rococò si rivela deludente per Goethe, così come la vita mondana della città verso cui non prova alcuna attrazione. Tornato nel 1768, a Francoforte conosce un’amica della madre, Susanne von Klettenberg, devota frequentatrice delle comunità pietistiche. Il giovane si confronta con la donna e trae dalla religiosità un aspetto che diverrà ricorrente nelle sue opere: la conoscenza del mondo della natura e la sua intima relazione con l’animo umano. Il suo arricchimento culturale prosegue a Strasburgo, dove completa gli studi universitari. Tra il 1770 e il 1771 conosce Johann Gottfried von Herder, noto filosofo e critico tedesco. Quest’ultimo è l’animatore della nuova corrente letteraria dello Sturm und Drang. Il soggiorno a Strasburgo si può ritenere uno dei più incisivi nella formazione culturale di Goethe. Instaura amicizie significative con molti intellettuali della città e intreccia una relazione amorosa tormentata e dolorosa con Friederike Brion. Da questa sofferenza emergono le sue prime liriche. Dopo la laurea fa ritorno a Francoforte e nel 1774 comincia la scrittura del romanzo che lo ha reso famoso. Si tratta di una personalità molto curiosa. Dieci anni dopo la stesura del romanzo epistolare, convinto di essere investito da una missione etica per salvare la poesia che si agita in lui, Goethe intraprende in incognito un viaggio in Italia, patria delle tradizioni classiche e della poesia. Lo studio dell’arte classica e rinascimentale riassesta il suo equilibrio emotivo. Il suo ritorno a Weimar viene accolto con estrema freddezza per l’improvvisa scoperta della relazione che Goethe aveva intrapreso con la giovane operaia Christiane VulpiusSi sposa con la donna nel 1806, dopo aver avuto un figlio che morirà nel 1830. Si dimette dagli incarichi politici, focalizzando la propria attenzione ad iniziative culturali che suscitano l’interesse di altri intellettuali del periodo. Dirige il teatro ducale e approfondisce gli studi scientifici, già iniziati da anni con grande passione. Icona per eccellenza della cultura tedesca, la sua opera si distingue per la maniera differente di rappresentare e decifrare la natura, la storia e la società. Nelle sue tragedie, nei suoi romanzi e nelle sue poesie, si avverte non solo un’appassionata ricerca dei suoni linguistici, ma anche una penetrante meditazione sui sentimenti umani. Il suo interesse spazia su tutta l’umanità, della quale ricerca l’evoluzione e i destini: studia le civiltà orientali ed estende i suoi interessi alla storia, letta come pulsazione dell’eterno divenire della natura, fondendo la filosofia naturalistica con la spiritualità dell’universo.

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