Germania, il terrorista della sinagoga condannato all’ergastolo

Dopo un processo lungo cinque mesi il tribunale ha emesso la sentenza di condanna contro il terrorista che nel 2019 ha ucciso due persone cercando di fare una strage all’interno di una sinagoga

Questo lunedì Stephen B. è stato condannato al massimo della pena in Germania per l’omicidio di due persone e il tentato omicidio di altre 60 persone durante il suo attacco a fini terroristici nella sinagoga di Halle. Il 9 ottobre dell’anno scorso l’uomo aveva tentato di fare irruzione nella sinagoga della città mentre 50 persone si trovavano al suo interno per la celebrazione del Yom Kippur, il giorno più importante del calendario liturgico ebraico. L’attacco era però fallito, poiché le armi fatte a mano da lui stesso non erano state in grado di abbattere le porte dell’edificio. Nella frustrazione ha ucciso altre due persone: una 40enne che si trovava lì solamente di passaggio, Jana L., e un pittore di 20enne che si trovava in un negozio di kebab a mangiare, Kevin S., il tutto prima di provare a sparare ad altri passanti e ai poliziotti durante il suo tentativo di fuga. Che non è durata molto, dato che era stato arrestato 90 minuti dopo l’attacco a 40 chilometri fuori dalla città. Il giudice Ursula Mertens in occasione di questo processo importante ha dichiarato la sua opinione numerose volte durante la lettura della sentenza «Sei un pericol0 per  l’umanità», ha affermato sottolineando come Stephen B. non avesse mostrato alcun tipo di rimorso durante il processo e di come continuasse a perpetrare la sua “assurda ideologica”. Ha fatto anche un paragone tra l’attentatore e il giovane pittore ucciso, «A differenza sua non si era rinchiuso nella sua camera, lavorava, giocava a calcio, aveva delle qualifiche». Ha concluso infine affermando che per proteggere l’umanità da una persona così “crudele” e “codarda”  l’unica soluzione è rinchiuderlo in prigione per il resto della sua vita.

Il punto di vista delle vittime

Ogni volta che la parola “olocausto” veniva menzionata durante il processo, l’accusato si metteva a ridere. Hanno assistito al processo 45 persone, la maggior parte delle quali erano presenti durante la lettura della sentenza questo lunedì, si trattava di sopravvissuti all’attacco e di alcuni famigliari delle vittime. È la prima volta che un fatto del genere accade in Germania, molto spesso i sopravvissuti ad un attacco terroristico sono stati ignorati dal sistema giudiziario.  Uno degli avvocati che rappresentava nove di essi ha dichiarato che alla fine del processo i suoi clienti si sono sentiti “sollevati e rinvigoriti” dalla conclusione del processo e dal fatto che abbiano potuto partecipare attivamente, condividendo le loro storie. Ci sono stati molti momenti toccanti durante questo processo. Alcuni manifestanti contro il razzismo, ad esempio, hanno piantato una tenda di fronte all’aula del tribunale durante ogni giornata di udienza ed è stato lì che i sopravvissuti e i loro avvocati si sono riuniti durante l’ultimo giorno del processo per fare le proprie dichiarazioni alla stampa.

Il fatto

Il 9 ottobre 2019 Stephen B. ha tentato di fare irruzione nella sinagoga di Halle vestito con abiti militari mentre alcuni fedeli si trovavano all’interno, il tutto è stato filmato tramite una telecamera posta sulla sua testa e il video lungo 35 minuti è stato successivamente caricato su internet. L’attentatore ha inizialmente tentato di sfondare la pesante porta di legno della sinagoga con i proiettili delle sue pistole fatte in casa,  tirando anche molotov e altri tipi di granate. Vedendo che non era riuscito nel suo intento ha deciso di sparare ai passanti, uccidendo una donna che si trovava vicino alla sinagoga ed un ragazzo che si trovava in in un negozio di kebab. Alle 12.44 la polizia aveva postato un tweet in cui confermava l’arresto dell’attentatore, continuando lo stesso a chiedere alle persone di rimanere a casa, poiché all’epoca non si sapeva ancora che Stephen B. fosse un lupo solitario.

Leggi anche: Sopravvissuti all’attacco di Halle creano piattaforma per tracciare gli xenofobi tedeschi 

 

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Foto: © Halle Synagogue – Commons Wiki

 

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