Come funzionerà, nel dettaglio, la distribuzione del vaccino Covid in Germania

Entro la fine dell’anno, la Germania potrebbe essere uno dei primi paesi occidentali a distribuire il vaccino contro il Covid-19.

Queste sono le previsioni sulla base degli accordi vigenti tra il Governo e una compagnia farmaceutica tedesca che, attualmente, sta testando il vaccino. Il tutto, però, dipenderà dai risultati delle sperimentazioni, attualmente alle fasi finali, e dalla successiva approvazione del progetto da parte della European Medicine Agency.

Il potenziale primato tedesco sarebbe dovuto al fatto che la Germania ospita l’attuale azienda leader nello sviluppo del vaccino anti Covid-19, la BioNTech SE che, in collaborazione con la Pfizer Inc, conta di poterlo sottoporre ad una valutazione già nel mese di novembre. L’azienda sta effettuando un lavoro sinergico anche con le autorità sanitarie regionali tedesche per istituire dei centri di vaccinazione in tutto il paese, e delle vere e proprie equipe mediche che, dopo aver ricevuto le giuste direttive sulla conservazione e sulla somministrazione del vaccino, possano operare anche all’interno delle case di cura o nelle zone rurali.

La BioNTech SE ha già affidato lo stoccaggio e la distribuzione del vaccino ad una società che rimane, attualmente, ignota. Il farmaco sarà poi trasportato in più di 60 centri di vaccinazione dislocati nei 16 Länder subito dopo essere stato approvato, il che potrebbe avvenire entro la fine del 2020. Depositare i vaccini in questi centri invece che in altre strutture è il modo più sicuro perché questi vengano somministrati prima alle categorie più urgenti, oltre al fatto che vi è maggiore controllo e sicurezza. Questi centri, inoltre, saranno muniti di attrezzature atte a garantire una corretta conservazione del vaccino BioNTech-Pfizer, che deve essere mantenuto ad una temperatura di 8 C° per una settimana, e di -75 C° per periodi più lunghi.

I criteri per la distribuzione

Una selezione iniziale è necessaria nella prima fase della distribuzione. La BioNTech SE, infatti, consegnerà il vaccino già qualche ora dopo la sua approvazione, ma sulla base di contratti d’acquisto preliminari. La stessa Germania, ad esempio, ha già ordinato 200 milioni di dosi di vaccino BioNTech-Pfizer – anche se, dal suo arrivo, altri 7 sono i mesi stimati prima che venga inoculato a tutti i ‘prescelti’.

Sono stati utilizzati dei criteri specifici anche per stabilire quali categorie di persone debbano avere la precedenza sulla somministrazione del vaccino. Un esempio da seguire è, sicuramente, quello che verrà attuato dalla Baviera che, in linea con le direttive e l’ amministrazione federale, ha ideato il più efficiente piano di distribuzione, prevedendo di favorire le persone più anziane o che presentano un quadro clinico già compromesso, gli impiegati e i residenti nelle case di riposo. Seguiranno poi i lavoratori della sanità, la polizia e i vigili del fuoco.  Gli aiuti, ovviamente, non mancano: circa 2000 medici bavaresi hanno già offerto il loro contributo per gestire la distribuzione.

Inoltre, una campagna informativa nazionale spiegherà i motivi per cui il Governo ha dato la priorità a determinate categorie di persone, a cui si chiede di indicare eventuali sintomi o effetti collaterali del vaccino tramite un’app, che verrà lanciata parallelamente allo stesso in modo da monitorarne gli effetti, come spiegato dal Ministro della Salute.

Nonostante gli sforzi, uno studio dell’Hamburg Center for Health Economics dimostra che solo poco più del 50% della popolazione tedesca sarebbe disposto ad essere vaccinato, e le statistiche sono simili anche nel resto d’Europa. A tal proposito, Jonas Schreyögg, a capo del Centro, afferma che «la maggior parte delle persone contrarie al vaccino sono quelle che pensano che la loro salute non può essere compromessa dal Covid-19 e quelle che non si fidano della politica dell’informazione».

Il vaccino nel resto del mondo

Al contrario delle statistiche, a differenziare i vari Stati è certamente l’aspetto organizzativo. L’Italia, ad esempio, non ha ancora deciso a chi delegare la distribuzione del vaccino, ma ha già selezionato le categorie di persone che saranno vaccinate per prime. La Spagna ha disposto che la strategia di vaccinazione verrà stabilita dalle amministrazioni centrali e regionali, e che saranno le regioni a supervisionare la distribuzione e curare i registri di vaccinazione nazionali.

Fuori dall’Europa, le sfide aumentano. Il Regno Unito assicura 350 milioni di vaccini pronti per essere somministrati dopo il “via libera” ma, date le numerose dosi e le complicazioni logistiche, i tempi risultano molto più lunghi del previsto. La scelta, quindi, è stata quella di ottimizzare le risorse disponibili, estendendo la facoltà di iniettare il vaccino a tutto il personale medico e lavorando per creare aree di vaccinazione di massa. Tuttavia, come ha lasciato intendere il capo della Vaccine Taskforce, Kate Bingham, il paese è limitato anche dalle sue capacità di produzione.

Negli Stati Uniti la strada sembra ancora lunga: il Governo deve ancora stabilire quante dosi distribuire per ogni Stato, come distribuirle e a chi.

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Immagini di: Vaccino Coronavirus foto di Pete Linforth da Pixabay

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