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Brexit, Morgan Stanley trasferisce 120 miliardi di dollari di risorse in Germania

Il colosso bancario americano Morgan Stanley, a causa della Brexit, ha deciso di allontanarsi dal Regno Unito spostando 120 miliardi di dollari di assets da Londra alla Germania

Stando a quanto riportato da alcune agenzie di stampa il trasferimento di questo gruppo di assets dovrebbe avvenire nel primo quarto dell’anno prossimo, quando il periodo di transizione della Brexit sarà già probabilmente terminato. Morgan Stanley è soltanto l’ultimo dei grandi investitori che ha deciso di tagliare i ponti con la Gran Bretagna in vista della Brexit, generando un certo panico oltremanica poiché si teme che Londra perderà la sua posizione di spicco nel mercato finanziario senza investitori. Anche altre banche americane come JPMorgan Chase&Co. e Goldman Sachs Group Inc. hanno deciso di rafforzare la propria presa in Europa nel mezzo del caos causato dalla Brexit. La Bundesbank ha dichiarato che entro la fine dell’anno la Germania riceverà più di 400 miliardi di euro in assets da parte di investitori non europei. E questi sono solo gli investimenti della “prima ondata“, ha detto Dorothee Blessing, co-direttrice dell’unità di Investimenti Finanziari della Banca Europea. Già a partire dal 2018 Morgan Stanley aveva costruito una sede di negoziazione a Parigi e aveva trasferito i propri impiegati in diverse città europee tra cui Madrid e Milano. La banca possedeva a Francoforte già 350 impiegati  e 14 miliardi di risorse alla fine del 2019. Recentemente Morgan Stanley ha anche acquistato spazi all’interno del grattacielo Omniturn di Francoforte, sede ospitante di moltissime aziende e uffici finanziari. Qui potranno lavorare circa 600 dipendenti. Bloomberg informa che Morgan Stanley non ha rilasciato nessuna dichiarazione stampa al riguardo.

Le preoccupazioni della Gran Bretagna

Secondo i dati forniti da Ernst & Young Global Limited molte società di servizi finanziari che operavano in Inghilterra hanno trasferito circa 7.500 impiegati e 1,2 triliardi di sterline in Europa entro la fine di ottobre. Inoltre circa 2.850 posizioni sono state aggiunte in Europa, le città che hanno ottenuto maggiori vantaggi da ciò sono Francoforte, Dublino e Lussemburgo. Le banche londinesi si stanno già organizzando per affrontare le conseguenze di una Brexit senza alcun accordo finanziario. Il Governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey, ha dichiarato «Stiamo preparando il sistema finanziario a tutti gli scenari possibili a partire dal referendum del 2016, ma ovviamente ci stiamo concentrando di più sulla cosiddetta “no deal exit”, la quale ha molte più implicazioni». Sempre dalla Banca Centrale proviene la rassicurazione che i rischi maggiori della Brexit siano stati mitigati, ma che potrebbero comunque esserci “disordini finanziari”. Nonostante ciò i dati dei trasferimenti calcolati da gennaio hanno lasciato spiazzato il mondo dell’economia britannico. «I numeri calcolati oggi non sono assolutamente come i numeri che avevamo stimato immediatamente dopo il referendum», ha aggiunto Bailey.

Preparandosi al futuro

Le speranze di un accordo tra Gran Bretagna e Unione Europea si fanno sempre più effimere. Questo venerdì le quotazioni della sterlina erano più basse dell’1% rispetto a quelle del dollaro in contemporanea all’avvio delle discussioni su una quasi certa uscita no-deal. Anche l’indice FTSE 100 è crollato dell’0.8% scendendo a 6, 546. «Se riceveremo una Brexit dura il mercato sarà sconvolto», ha dichiarato Peter Garnry, direttore della strategia azionaria della Saxo Bank. Ha aggiunto anche che le azioni potrebbero scendere al 7%, soprattutto quelle delle banche. Solitamente i partecipanti del mercato azionario sono abituati ai politici che raggiungono accordi all’ultimo minuto, ma in questo caso un accordo tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea sembra praticamente impossibile. I prezzi delle azioni inglesi potrebbero sprofondare al 20% poiché la Banca d’Inghilterra potrebbe rispondere a una separazione no-deal con tassi di interesse negativi piuttosto che attutire l’imminente caduta economica del paese a partire dal 31 dicembre. Seguendo una polizza di interessi negativi Threadneedle Street taglierebbe le proprie aliquote da un record dell’0.1% a sotto zero, ciò vorrebbe dire che le banche commerciali dovrebbero pagare degli interessi per piazzare depositi nella banca centrale. Gli esperti mettono in guardia da questo approccio, affermando che darebbe un colpo di grazia ai profitti delle banche e potrebbe compromettere le stabilità finanziaria. Le banche inglesi potrebbero raggiungere perdite fino a 200 miliardi di sterline, molto di più di quanto si era previsto dalla caduta economica causata da una no-deal Brexit e dalla crisi del Coronavirus.

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Foto: Banconote da Pixabay  ©martaposemuckel CC0