Quando si tratta di donare gli organi, l’Italia è più virtuosa della Germania

Quanto a donazioni di organi, la Germania non è affatto virtuosa rispetto agli altri Paesi europei: nel 2017 sono stati soltanto 9,7 i donatori per milione di abitanti. Le motivazioni sono varie.

Secondo le statistiche pubblicate dalla Deutsche Transplantation Foundation (DSO) e riportate da The Local, nel 2017 in Germania ci sono state solo 797 donazioni di organi, 60 in meno rispetto all’anno precedente. Si tratta del numero più basso negli ultimi 20 anni. «Per la prima volta scenderemo sotto la decima posizione per numero di donatori di organi per milione di abitanti» ha dichiarato Axel Rahmel, direttore della DSO. Il primato positivo va alla Spagna. Buoni anche i numeri dell’Italia.

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I dati della Germania

La Germania è dietro quasi tutti gli altri Paesi dell’Europa occidentale quanto a donazioni di organi. L’anno scorso in Baviera il numero di donatori è aumentato del 18%, la cifra più alta registrata in Germania. Anche altri Bundesland come l’Assia, la Renania-Palatinato e il Saarland hanno registrato un aumento del numero di donatori nel 2017. La tendenza nazionale è però in diminuzione. «Sebbene lo scorso anno siano stati spesi più di 100 milioni di euro in pubblicità e organizzazione, la donazione di organi è di fatto ferma» ha dichiarato Eugen Brysch, capo della Fondazione tedesca per la Protezione del Paziente (DSP). Secondo Brysch è necessario intervenire con urgenza poiché 10.000 pazienti gravemente malati sono al momento in attesa di trapianto. Secondo quanto dichiarato dal Ministro della Salute Hermann Gröhe, il 69% dei tedeschi afferma di voler donare un organo. Solo il 32% di questi ha però una documento che possa certificare legalmente questa volontà. In Germania infatti non esiste la legge del silenzio-assenso come in altri Paesi Europei, ad esempio la Spagna. I residenti in Germania devono certificare espressamente la propria volontà di donare un organo post-mortem tramite un apposito documento.

Le probabili motivazioni

Rahmel, direttore della DSO, attribuisce il declino delle donazioni di organi non tanto alla renitenza dei potenziali donatori, ma piuttosto alla scarsa organizzazione dei servizi ospedalieri. «È necessario migliorare l’organizzazione delle circa 1.250 cliniche specializzate» ha dichiarato. Un altro probabile motivo è costituito dalla scarsa fiducia riposta dai cittadini nel sistema sanitario a causa di episodi passati. Un esempio è il caso del medico di Gottinga, nella Bassa Sassonia, indagato nel 2012 per aver falsificato le cartelle cliniche dei suoi pazienti al fine di accelerare il processo delle donazioni. Secondo i pubblici ministeri il comportamento del medico potrebbe persino aver portato al decesso di altri pazienti che avevano più urgenza di essere sottoposti al trapianto. Il medico è stato assolto, ma il caso ha portato allo smascheramento di altre azioni simili commesse da medici specialisti. Fatti come questo potrebbero dunque aver scoraggiato le persone a diventare donatori di organi.

La situazione in Italia

Nel 2016 l’Italia è stato il secondo Paese Europeo con il più alto numero di donazioni di organi dopo la Spagna. «Un popolo di santi, navigatori e adesso anche di donatori» ha scritto La Stampa in proposito. Nel 2016 circa 3.736 vite sono state salvate grazie ai trapianti in Italia, 409 in più rispetto al 2015. Sul sito del Ministero della Salute è possibile trovare i dati, ancora provvisori, del 2017. Oltre alle cosiddette donazioni post-mortem, sono anche molti i casi di chi ha deciso di donare un organo in vita, per esempio un rene o un pezzo di fegato. Sono circa 300 i casi di questo tipo registrati nel 2016. In Italia vige il principio del consenso o del dissenso esplicito e la materia è regolamentata dalla Legge n. 91 del 1 aprile 1999. Il “silenzio-assenso” introdotto dagli artt. 4 e 5 della Legge 91/99 non ha mai ancora trovato attuazione. Tra le modalità per esprimere la volontà di donare i propri organi dopo la morte accertata, c’è la segnalazione sul retro della propria carta di identità al momento della richiesta o del rinnovo del documento presso il comune di appartenenza. Alla luce di questi dati, si può dire che l’Italia è un Paese che sa anche essere solidale e altruista. Donare un organo è infatti un atto di grande umanità, di civiltà e presa di coscienza.

Immagine di copertina: Kidney transplant surgery © Tareq Salahuddin CC BY 2.0

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