Berlino, medici di base: “Vaccino prima a cassieri e autisti che ad anziani raramente visitati”

I medici di base si rivolgono al Senato: chiedono più coinvolgimento nella distribuzione del vaccino anti Covid

Gli specialisti di medicina generale di Berlino hanno chiesto di essere più coinvolti nella distribuzione del vaccino contro il Coronavirus. Come riportato dalla Morgenpost, il presidente dell’associazione dei medici di base di Berlino, Wolfgang Kreischer, ha dichiarato che «i medici di base sono nella posizione migliore per decidere chi dev’essere vaccinato». Nella lotta contro il virus, i medici di base stanno già svolgendo gran parte dei compiti del servizio sanitario pubblico: fanno tamponi, tracciano le catene di contatti, impongono le quarantene. «Siamo noi a portare il peso maggiore», ha aggiunto Kreischer, «il 90% dei tamponi sono stati effettuati dai medici generici, che si sono occupati anche della distribuzione del vaccino antinfluenzale».

A Berlino 400mila pazienti ad alto rischio

I numeri sono questi: ci sono oltre 400mila berlinesi particolarmente vulnerabili contro il virus in una prima fase, qualora il siero dovesse diventare disponibile. Non è chiaro quali siano i criteri attraverso cui  selezionare i candidati alla vaccinazione, si procederà per gradi, come sempre. Seguendo anche i consigli dei medici di famiglia, per i quali prima di tutto bisognerà occuparsi di quei gruppi di lavoro che entrano in contatto con molte persone: parliamo di medici e personale sanitario, di agenti di polizia e vigili del fuoco. Ma anche di cassieri o autisti di autobus. Ancora Kreischer ha aggiunto che «i pazienti più anziani non appartengono al gruppo ad alto rischio. Le case e gli ospedali sono protetti dalle regole di visita e dai test rapidi, che ora sono disponibili per il personale e i visitatori. Non ci sono più casi di infezione». Dunque, gli anziani potrebbero ricevere il vaccino in una seconda fase.

Le scuole devono restare aperte

Anche le autorità sanitarie di Berlino continuano ad essere d’accordo nel tenere le scuole aperte. Patrick Larscheid, medico di Reinickendorf e portavoce del suo distretto nella Camera dei Rappresentanti di Berlino, ha apprezzato la decisione di salvaguardare l’istruzione. Ora si sta discutendo il piano, passo dopo passo, per le scuole di Berlino: per Larscheid, il problema non è nel luogo in sé, quanto nell’atteggiamento dei ragazzi. Al di fuori del contesto scolastico, decisamente problematico. Il Senato, richiamato a gran voce dall’Associazione dei medici generali, dovrà dunque dare una risposta su tutte le questioni poste. Kreischer si aspetta più coinvolgimento, anche perché «a volte le decisioni vengono prese dall’amministrazione senza tener conto della realtà medica».

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