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Germania, 165 decessi di Covid in un giorno. È la pandemia dei non vaccinati (ma non solo)

Preoccupano il numero dei decessi da Covid e il numero di nuove infezioni giornaliere in Germania, che ha raggiunto il massimo storico: si cercano delle soluzioni per contrastare la quarta ondata

Le autorità sanitarie in Germania hanno segnalato, giovedì 4 novembre, al Robert Koch Insitute (RKI) 33.949 nuove infezioni da Coronavirus in un solo giorno: è stato raggiunto il massimo storico. Il numero dei nuovi casi giornalieri ha superato quello dello scorso 18 dicembre di 33.777, raggiungendo un nuovo record. Con 165 decessi da Covid registrati e un livello di incidenza di 154,5, si può parlare di picco della quarta ondata. In una conferenza stampa tenutasi ieri a Berlino il Ministro della salute, Jens Spahn, e il capo dell’RKI, Lothar Wieler, hanno espresso la loro preoccupazione. In modo particolare è stata sollevata la questione vaccini, dichiarando che quella della Germania è una “pandemia dei non vaccinati”. È stata infatti criticata da Jens Spahn la lentezza con cui si effettua la vaccinazione di richiamo e i pochi controlli sui certificati vaccinali.

Tutte questioni che saranno discusse a Lindau. Il massimo storico, infatti, coincide con l’inizio di una conferenza dei ministri della salute federali e statali a Lindau, sul lago di Costanza. Tra critiche e preoccupazioni i capi dei ministeri cercheranno delle possibili soluzioni pratiche per contrastare la quarta ondata invernale. La questione più calda da discutere entro venerdì è sicuramente come far sì che più persone si facciano vaccinare, insieme alla questione dei vaccini obbligatori nelle case di cura. Dopo mesi di videoconferenze quasi settimanali, i Ministri stanno negoziando di persona per la prima volta.

Controlli troppo “permissivi” e vaccinazioni di richiamo troppo lente: le questioni più urgenti che i ministri dovranno discutere

Una delle questioni riguardanti il Covid che i ministri dovranno discutere è quella del controlli troppo “permissivi”. A criticare un atteggiamento troppo indulgente sui controlli dei certificati vaccinali non è stato solo il Ministro federale della salute Jens Spahn, ma anche l’esperto di salute dell’SPD Karl Lauterbach. Secondo lui molti ristoratori e organizzatori di eventi non controllano a sufficienza che i clienti siano stati vaccinati o che abbiano effettuato un test rapido negativo. A destare ancora più preoccupazione, però, sono i tempi di richiamo delle vaccinazioni. Per il ministro Spahn è infatti necessario effettuare più rapidamente le vaccinazioni di richiamo, soprattutto alle persone vaccinate che hanno completato il ciclo sei mesi fa. In particolare secondo lui vanno “rafforzati” il personale medico, le persone immunodepresse e gli anziani.

D’accordo con lui anche molti Stati federali, che hanno proposto di scrivere a tutte le persone oltre i 70 anni, esortando per un richiamo vaccinale. La Baviera, in particolare, vuole insistere per rendere accessibile a tutti una terza dose di vaccino, per cercare di “anticipare la situazione“. Il capo dipartimento della Bassa Sassonia, Daniela Behrens, ha invece criticato i 14 giorni di tempo richiesti finora per ordinare i vaccini. “Il Ministro federale della salute ha urgente bisogno di fare nuovi e più pragmatici accordi con le case farmaceutiche che permettano una pianificazione più flessibile delle vaccinazioni in loco”.

Vaccini e test obbligatori all’interno delle case di cura

Un’altra questione spinosa è quella dei vaccini obbligatori all’interno delle case di cura. Il Ministro della salute del Baden-Württemberg si è infatti espresso a favore della vaccinazione obbligatoria agli anziani delle case di cura. Si discute inoltre su un possibile test antigenico Covid obbligatorio o certificazione vaccinale per chiunque voglia entrare in visita all’interno delle strutture. “Nessuna persona non vaccinata dovrebbe avere contatti con un gruppo così vulnerabile, sia professionalmente che come visitatore. Questo vale per le case di riposo e di cura e per le unità di terapia intensiva”. ha dichiarato il presidente dell’Associazione dei medici generali, Ulrich Weigeldt. Il nuovo Ministro del Nord Reno-Westfalia, Hendrik Wüst, pensa che il test obbligatorio nelle case di cura sia “assolutamente giusto”. Non bisogna “rifare gli errori dell’inizio della pandemia, dove la gente è morta da sola”.

Tra le altre questioni sul tavolo di Lindau anche se la pandemia di Corona debba essere ancora classificata come un’emergenza epidemica di portata nazionale dopo il 25 novembre, insieme all’assistenza infermieristica, di primaria importanza. “Ora ci rendiamo conto che l’infermieristica è al suo limite”, ha detto il presidente della conferenza dei Ministri della sanità, Holetschek. Gli infermieri stanno dicendo addio agli ospedali, riducendo il loro orario di lavoro, e alcuni stanno addirittura migrando verso le agenzie di lavoro temporaneo.

Alcuni numeri a confronto

In Germania con i numeri attuali riportati dal Robert Koch Institute si può parlare a tutti gli effetti di quarta ondata di Covid, con numeri mai visti prima. Con quasi 34mila contagi, è stato infatti superato il picco della precedente terza ondata di infezioni, raggiunto lo scorso 22 aprile, con 29.518 casi in un solo giorno. Una settimana fa la cifra era di 28.037 infezioni. A preoccupare è anche il numero dei decessi registrato nelle ultime 24 ore: 165, a confronto dei 126 della settimana scorsa. Inoltre, il livello di incidenza nazionale in sette giorni, cioè il numero di nuove infezioni per 100.000 abitanti, è di 154,4. Una settimana fa era di 130,2. Il parametro più importante che potrebbe però portare ad un possibile inasprimento delle restrizioni di Corona è il numero dei pazienti ricoverati, in aumento nell’ultima settimana.

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Immagine di copertina: vaccini da Pixabay CC0

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