Ambasciata d’Italia a Berlino, storia di un regalo di Albert Speer consegnato con 60 anni di ritardo

Secondo Albert Speer, il palazzo dell’Ambasciata italiana avrebbe dovuto simboleggiare l’importanza dell’alleata principale del Terzo Reich. Ma fu inaugurato solo nel 2003.

Berlino. Al n°1 di Hiroshimastraße si trova il palazzo dell’Ambasciata italiana. Tra i suoi compiti, oltre a quello di tutelare i diritti dei cittadini italiani in Germania, figura anche quello di diffondere e promuovere all’estero la nostra cultura e lingua, ad esempio attraverso l’Istituto di Cultura italiano a Berlino. Inizialmente collocata in una dimora privata tedesca risalente al XIX secolo,  la sede fu spostata nell’edificio attuale tra il 1938 e il 1943, in una posizione di rilievo all’interno del quartiere delle rappresentanze diplomatiche, per volere dell’architetto nazista Albert Speer. Tuttavia, in seguito a varie vicissitudini storiche, il palazzo non ospitò l’Ambasciata per ben 60 anni- fino all’inaugurazione nel 2003.

 

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Un regalo di Albert Speer all’Italia

L’odierno edificio dell’Ambasciata fu costruito nel quartiere berlinese di Tiergarten tra il 1938 e il 1943, nell’ambito dei grandi piani di ricostruzione della capitale tedesca voluti da Albert Speer. Secondo i suoi progetti, Tiergarten sarebbe dovuto essere il quartiere delle missioni diplomatiche estere, in cui due in particolare avrebbero dovuto spiccare su tutte le altre: quella giapponese e quella italiana, proprio per rendere omaggio ai due alleati più importanti del Terzo Reich. L’importanza dell’Italia all’interno dei rapporti diplomatici tedeschi è sottolineata non solo dalla collocazione centrale della sede dell’Ambasciata, ma anche dalla sua maestosità ed eleganza.

Dopo la guerra il palazzo cadde parzialmente in disuso

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio fu gravemente danneggiato dai bombardamenti. Inoltre, molte opere d’arte che decoravano gli ambienti interni andarono perdute, altre ancora furono riportate a Roma per meglio preservarle. Dopo il 1949 l’Ambasciata venne trasferita a Bonn, nuova capitale della Repubblica Federale Tedesca, ma il palazzo berlinese non fu completamente abbandonato. Venne infatti restaurato il primo piano dell’ala occidentale, che da allora ospitò il Consolato Generale. Dal 1973, data in cui l’Italia riconobbe ufficalmente l’RDT, a Berlino era presente un ambasciatore italiano, che risiedeva però nella parte orientale della città. Con la caduta del Muro e la riunificazione della Germania, l’Ambasciata italiana poté finalmente spostarsi da Bonn e tornare nella sede originaria di Tiergarten, ma solo dopo anni di restauri.

L’inaugurazione, 60 anni in ritardo

Il palazzo di Hiroshimastraße riportava ancora i danni della guerra e dell’abbandono, quindi a metà degli anni ’90 venne indetto un concorso per scegliere un progetto di riqualificazione. Il vincitore fu l’architetto Vittorio de Feo, che nel 1999 diede inizio ai lavori. Ebbero fine nel 2003, anno in cui l’allora Presidente Federale Johannes Rau e il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi inaugurarono insieme la nuova, definitiva sede diplomatica italiana. In un intervento pronunciato durante la cerimonia, Ciampi definì il palazzo dell’ambasciata come simbolo dell’impegno della Germania e dell’Italia a portare avanti i valori della democrazia e dell’unità in Europa.
Attualmente, data la sua importanza storico artistica, il palazzo è posto sotto tutela monumentale (Denkmalschutz).

 

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Lo stile e le sale interne

A progettare la sede dell’ambasciata fu l’architetto Friedrich Hetzelt, incaricato da Speer in persona. Hetzelt volle realizzare un edificio dall’aspetto imponente, in stile rinascimentale, riadattandolo però al gusto urbanistico tedesco. Furono impiegati materiali preziosi importati direttamente dall’Italia, come la pietra serena e il travertino di Tivoli. Dell’esterno, oltre al colore rosa sgargiante della facciata, colpisce subito il monumentale portico in laterizio, ispirato agli ingressi dei templi romani. Il palazzo è diviso in tre aree funzionali: un’area per la Cancelleria, una per la Rappresentanza e una per gli Appartamenti privati e la Foresteria. Ogni ambiente interno, ampio ed elegante, è decorato da numerose opere d’arte, tra cui arazzi della Manifattura di Bruxelles (XVI Secolo), dipinti della Scuola veneziana ed emiliana e, alle pareti, veri e propri capolavori di ebanisteria italiana e tedesca. Si tratta, insomma, di un vero e proprio monumento alla nazione italiana.

Visite guidate

Ogni lunedì alle 15:30 vengono organizzate visite guidate della sede dell’Ambasciata, salvo impegni istituzionali. Per partecipare è necessaria la prenotazione, inviando una mail all’indirizzo  berlino.visitembassy@esteri.it, indicando le date di nascita dei visitatori (in gruppi di minimo 10, massimo 30 persone). Le visite, offerte in italiano o in tedesco, hanno la durata di circa 1 ora. Purtroppo, al momento, sono sospese a causa dell’emergenza Coronavirus. Per ogni aggiornamento in merito, visitare questa pagina.

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Immagine di copertina: Ambasciata italiana a Berlino da Wikimedia ©Achim Raschka / CC-BY-SA-4.0

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