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Il 70% dei tedeschi ama la cucina italiana: il loro ritratto e le tendenze alimentari in Germania

Il consumatore tedesco archetipico è sempre più anziano, informato, fedele al brand e attento alla tracciabilità dei prodotti agroalimentari. Qui di seguito l’analisi contenuta nella tesi magistrale di Francesca Gentile, neolaureata in Management Internazionale all’Università Cattolica di Milano con una tesi dal titolo “L’eccellenza enogastronomica italiana in Germania”.

di Francesca Gentile (qui il suo profilo LinkedIn)

Le tendenze alimentari in Germania sono frutto di innumerevoli cambiamenti socio-demografici. La popolazione tedesca, sempre più anziana, sta alimentando la domanda di prodotti che coniughino il gusto con l’attenzione verso la salute. I ritmi di vita frenetici richiedono, quando non si mangia al ristorante, alimenti pronti al consumo o veloci da preparare. La qualità e l’origine dei prodotti alimentari risultano essere le maggiori discriminanti nelle scelte di acquisto del consumatore tedesco, sempre più informato e consapevole, nonché amante della cucina italiana. Per parlarne bisogna partire da chi sia il consumatore tedesco di oggi. La prima caratteristica è che si connota per un’età sempre più avanzata. L’innalzamento dell’età media della popolazione rappresenta il cambiamento demografico più significativo in atto nella società moderna. Se nel 1950 soltanto lo 0,2% della popolazione tedesca aveva più di 85 anni, si stima che nel 2060 gli over 85 saliranno al 7% e che nello stesso anno più di un terzo dei tedeschi avrà un’età superiore ai 60 anni. I consumatori tedeschi con il più alto potere di acquisto si collocano nella fascia della popolazione di età compresa tra i 21 e 45 anni, sempre più ristretta.

Età media del consumatore tedesco e proiezioni

Il consumatore tedesco è sempre più informato anche quando si tratta di acquistare al supermercato.

In generale l’87% dei consumatori in Germania raccoglie informazioni riguardanti la filiera produttiva del bene che intende acquistare, prediligendo il packaging del prodotto come fonte di informazione (59%). I prodotti di cui i tedeschi ricercano informazioni prima dell’acquisto sono soprattutto gli articoli di elettronica (76%) e gli elettrodomestici (73%), mentre per l’abbigliamento i consumatori decidono in negozio quale prodotto acquistare, senza una ricerca preliminare di informazioni. Nel settore agroalimentare la ricerca di informazioni da parte del consumatore tedesco si concentra sul luogo di origine e di produzione (53%), sugli aspetti legati alla salute (52%) e sui marchi di qualità (43%) dei prodotti che finiranno sulla sua tavola (PwC, 2016: 13). Responsabili del crescente desiderio di informazione nel comparto agroalimentare sono gli scandali sempre piè frequenti nel settore. Se i prodotti dolciari sono il genere alimentare che i consumatori tedeschi acquistano più di frequente senza raccogliere informazioni (83%), la metà dei consumatori ricerca informazioni sull’origine della carne e dei prodotti a base di carne prima dell’acquisto (PwC, 2016: 12). Il 60% dei tedeschi si ritiene soddisfatto o molto soddisfatto delle informazioni che è possibile raccogliere circa i prodotti alimentari. La soddisfazione riguarda anche le informazioni reperibili sulle bevande (59%) (PwC, 2016: 14).

L’importanza della tracciabilità dei prodotti e la fedeltà al brand

L’esigenza di tracciabilità è avvertita dal consumatore tedesco in modo significativo per i prodotti alimentari freschi come la carne e i suoi derivati (85%), la frutta e la verdura (84%) e i prodotti lattiero-caseari (81%). Nel settore food&beverage i prodotti per cui i tedeschi si preoccupano meno della rintracciabilità sono quelli dolciari (48%) (PwC, 2016: 6). Due terzi dei consumatori tedeschi preferiscono i prodotti di marca, a cui associano maggiore qualità, riconoscibilità, affidabilità e tradizione. È soprattutto nell’acquisto degli articoli di elettronica e degli elettrodomestici che prediligono i prodotti di marca. Le motivazioni che portano a scegliere un prodotto di marca sono da ricercare nell’esperienza positiva e duratura che il consumatore ha avuto con il brand. Sono perlopiù i giovani a prediligere le marche: il 93% dei consumatori di età compresa tra i 16 e i 29 anni ha una marca preferita e il 30% desidera che la propria marca preferita sia attiva su Instagram. Il consumatore tedesco è inoltre fedele al brand ed è disposto ad accettare un aumento del 7% dei prezzi prima di abbandonare la marca a cui è affezionato. I motivi che spingono a cambiare la marca sono il peggioramento della qualità dei prodotti (91%) e gli scandali che riguardano la salute dei consumatori (48%). Il 75% dei tedeschi resta fedele alla marca anche in caso di accuse di frode (PwC, 2017: 24).

Tradizione vs Innovazione

Il consumatore tedesco preferisce la tradizione all’innovazione. Nonostante la metà dei brand abbia in previsione di investire sull’innovazione dei prodotti nei prossimi tre anni, i consumatori non intendono abbandonare i prodotti conosciuti della loro marca preferita a favore di prodotti nuovi, in particolar modo nel comparto dei generi alimentari, delle bevande e dei cosmetici (PwC, 2017: 31). Sono i giovani consumatori tedeschi di età compresa tra 16 e 29 anni a prediligere l’innovazione sulla tradizione, soprattutto per quanto riguarda i prodotti alimentari, l’abbigliamento e l’elettronica (PwC, 2017: 32).

Spese medie di una famiglia tedesca nel 2017

La spesa in cibo e bevande dei tedeschi

Ogni famiglia tedesca dispone in media di un reddito lordo pari a 4.474 € mensili che, al netto delle trattenute e delle imposte, ammonta a 3.399 €. Dei 2.517 € spesi in media da una famiglia tedesca ogni mese, la maggior parte è destinata alla casa, all’energia e alla manutenzione dell’abitazione (36%). Il secondo posto della classifica dei consumi è detenuto dai prodotti alimentari, dalle bevande e dai tabacchi (14%), a parimerito con i trasporti (Destatis). L’incremento dei consumi privati registrato dalla Germania (+ 1% nel 2018 rispetto al 2017) ha contribuito sia all’aumento del giro di affari nel settore enogastronomico, come conseguenza della crescente propensione a spendere da parte del consumatore tedesco, sia all’ingresso o all’affermazione sul mercato di prodotti premium, in linea con la crescente attenzione da parte del consumatore tedesco per la qualità, che risulta essere un fattore decisivo nelle scelte di acquisto del consumatore tedesco (ICE Berlino, 2017: 4).

Il 70% dei tedeschi ama la cucina italiana

Le tendenze alimentari in Germania si riassumono nella ricerca di prodotti alimentari che soddisfino il palato, l’attenzione verso la salute, l’esigenza di rintracciabilità e di qualità, nonché nella posizione apicale occupata dalla cucina italiana nella classifica delle cucine internazionali più amate in Germania, apprezzata dal 70% dei tedeschi.  A parere dei tedeschi gli alimenti non possono prescindere dall’avere un buon sapore (99%) e dall’essere sani (91%). Il 48% dei tedeschi attribuisce importanza alla velocità e facilità di preparazione degli alimenti, il 36% al contenuto calorico e il 32% al prezzo. I consumatori tedeschi sono informati sulla rintracciabilità dei prodotti alimentari che acquistano. Il confronto con gli amici e i familiari costituisce la fonte di informazione preferita (78%), seguita dalle informazioni fornite dal produttore sulla confezione del prodotto o nella pubblicità (70%) e dalle informazioni reperite in rete (60%). La modalità di raccolta online di informazioni sulla rintracciabilità degli alimenti, privilegiata dagli under 30, è utilizzata dal 48% degli over 60. Le informazioni che i tedeschi ritengono importanti circa i prodotti alimentari riguardano la qualità, l’origine, gli ingredienti e la data di scadenza.

Cosa mangiano i tedeschi a casa

Sulle tavole tedesche si trova ogni giorno una grande varietà di alimenti. Se il pesce è l’alimento meno consumato con cadenza giornaliera dalla popolazione (2%), la frutta e la verdura sono i generi alimentari più consumati quotidianamente (71%), preferiti dalle donne (80%) rispetto agli uomini (62%). Il consumo giornaliero di carne, in diminuzione (- 2% nel 2019 rispetto al 2018), registra percentuali più elevate tra gli uomini rispetto alle donne (39% contro 18%) e ad Est rispetto all’Ovest del Paese (43% contro 26%). Più della metà dei tedeschi consuma ogni giorno latte e derivati. Il 6% e l’1% della popolazione opta rispettivamente per un’alimentazione vegetariana e vegana. I vegetariani e i vegani si concentrano nella fascia della popolazione tedesca di età compresa tra i 14 e i 29 anni. I piatti a base di carne, come gli arrosti, il gulasch e lo Schnitzel, sono i preferiti dai tedeschi (33%), seguiti dalla pasta in tutte le sue varianti (17%), tra cui primeggiano gli spaghetti alla bolognese, le lasagne e gli Spätzle. I piatti a base di verdura sono i preferiti per il 10% dei tedeschi.  Non tutti i piatti preferiti dai tedeschi sono originari della Germania, sintomo della curiosità culinaria e della voglia di sperimentare in cucina che caratterizza i tedeschi. La cucina italiana, che piace al 70% dei tedeschi, si colloca in cima alla classifica delle cucine internazionali più apprezzate in Germania, seguita da quella tedesca e greca (Statista).

Come e perché stanno cambiando i consumi di cibo e bevande in Germania

“I ritmi lavorativi sempre più frenetici e l’aumento dei lavoratori attivi di sesso femminile in Germania hanno determinato un incremento notevole del consumo di pasti fuori casa e/o di snack on the go”. Tre quarti dei tedeschi mangiano al ristorante almeno una volta al mese e un tedesco su cinque più di una volta a settimana. Il 5% della popolazione mangia quotidianamente in mensa. Sono soprattutto gli uomini e i lavoratori a mangiare fuori casa. Il servizio di food delivery viene utilizzato almeno una volta a settimana dal 6% dei tedeschi, dei quali gli utilizzatori assidui hanno un’età compresa tra i 14 e i 29 anni. I pensionati presentano abitudini alimentari che differiscono dal resto della popolazione, poiché si concedono più tempo per mangiare, vanno più spesso al ristorante, cucinano con maggiore frequenza e ricorrono di rado a piatti pronti. Essen auf Rädern e i Mittagstische a prezzo agevolato per i pensionati sono servizi conosciuti rispettivamente dall’80% e dal 50% dei pensionati. I consumatori tedeschi sono consapevoli che l’eccesso di grassi, di zuccheri e di sale non è salutare. L’84% è favorevole alla riduzione del contenuto di zucchero nei prodotti confezionati, il 68% dei grassi e il 38% del sale. Il consumo dei prodotti equosolidali e biologici è in aumento. Nel 2017 in Germania le vendite degli alimenti fair-trade sono aumentate del 15%, mentre quelle degli alimenti organic del 6%. Con un consumo nazionale di alimenti biologici che ammonta a 10 miliardi di euro e un consumo pro-capite pari a 116 euro annui, quasi il doppio della media europea di 60 euro pro-capite, la Germania si qualifica come il maggiore mercato europeo del biologico. Cucinare è un’attività piacevole per il 74% dei tedeschi, nonostante solo il 40% lo faccia ogni giorno. Il 37% della popolazione tedesca cucina dalle due alle tre volte a settimana, l’8% una volta a settimana, il 5% meno di una volta a settimana e l’1% non cucina mai. Sono soprattutto le donne a cucinare ogni giorno (51%), mentre tra gli uomini il 16% non cucina mai.

Lo spreco alimentare nelle case tedesche

Lo spreco alimentare è una problematica sentita in Germania, dove ogni cittadino getta 55 kg di alimenti all’anno, la metà dei quali è costituita da parti di alimenti non consumabili, quali ossa o semi, mentre la restante metà si compone di alimenti ancora adatti al consumo. Le motivazioni che spingono i consumatori tedeschi a gettare generi alimentari risiedono nella data di scadenza passata, in porzioni troppo abbondanti e nell’errata valutazione delle quantità durante l’acquisto. Gli alimenti la cui data di scadenza impressa sulla confezione risulta passata, vengono buttati in un caso su due senza essere aperti. Sebbene in Germania i bambini siano presenti in un quinto delle case, le famiglie con bambini producono un terzo dei rifiuti alimentari totali.

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Photo: © Pixabay – CC0

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