Stranizza d’amuri – Intervista con gli attori protagonisti Samuele Segreto e Gabriele Pizzurro

Venerdì 28 luglio Stranizza d’amuri di Giuseppe Fiorello è stato presentato in anteprima a Berlino dai due attori protagonisti, Samuele Segreto (Gianni) e Gabriele Pizzurro (Nino)

Venerdì ho visto in anteprima berlinese Stranizza d’amuri, il film di Giuseppe Fiorello, uscito nelle sale italiane lo scorso marzo. La storia raccontata è tratta liberamente da un fatto di cronaca siciliana degli anni ’80, quando due ragazzi di Giarre, Toni e Giorgio, sono stati trovati morti mano nella mano. Si archivia il caso come omicidio-suicidio, ma la motivazione non è Shakespeariana, non siamo davanti a un remake siciliano dei due amanti veronesi. La matrice è l’omofobia, che permea tutte le relazioni sociali e che giustifica e nasconde la violenza. Successivamente ai fatti di Giarre, e sulla scia di indignazione popolare, nascerà il primo Arcigay italiano, quello di Palermo.

Nonostante i fatti raccontati siano dolorosi e drammatici, Stranizza d’amuri è un film dolce. Grazie ai paesaggi (stereo)tipicamente siciliani e alle figure che popolano il paese, riuscivo facilmente ad immergermi nel film. Non è stato difficile riconoscere i pranzi famigliari sotto il portico fuori casa, o alcuni personaggi eccentrici che si aggiravano anche nel mio paesino. A degna conclusione di questa serata che da Berlino mi ha fatto vedere un po’ d’Italia, ho parlato con i due giovani protagonisti, Gabriele Pizzurro e Samuele Segreto. Ecco qua l’intervista inaspettata in una calda serata berlinese.

Lavorare in Sicilia, con il siciliano e…

Come accennato il film è ambientato in Sicilia, in provincia di Catania, perché tratto e ispirato liberamente a eventi di cronaca degli anni ’80. Una delle prime domande fatte riguarda proprio il siciliano. Il film si apre con una sequenza di immagini che ci riportano alla campagna siciliana e a un contesto di formazione “al maschile”. La figura più anziana del trio insegna a comportarsi da “veri uomini”, a “non schiantarsi” facilmente e a dimostrare coraggio… verso un coniglio che viene braccato da uomini con fucile.

Ad ogni modo nel parlato viene utilizzato il siciliano: dialetto, inflessione, accento, tutto rimanda alla lingua isolana. Certo è un siciliano semplificato, forse anche standardizzato, che acquisisce elementi del palermitano e non si attiene al catanese stretto. L’obiettivo è far si che un pubblico non nativo capisca o perlomeno colga i concetti più importanti  anche nei momenti di parlata stretta.

La vera sfida l’ha affrontata Gabriele Pizzurro, il quale, essendo originario di Roma, non solo ha dovuto prendere lezioni di siciliano ma ha anche iniziato a parlare con la madre e i nonni materni il dialetto. Di sicuro abitare in Sicilia per i tre mesi di riprese lo ha aiutato ad immergersi nella parlata siciliana, senza che un’uscita con gli amici nella città eterna rovinasse mesi di sforzi.

…tra siciliani, lavorare con “Beppe” Fiorello

Il regista è Giuseppe Fiorello, anche lui siciliano, il quale si è imbattuto nella storia di Giarre una decina di anni fa leggendo un trafiletto di un giornale. Da allora l’idea è rimasta nella cartella degli spunti fino a quando non ha deciso di dirigere Stranizza d’amuri, il film d’esordio alla regia.

Alla domanda “Come è stato lavorare con Giuseppe Fiorello?” Samuele Segreto (Nino) mi risponde subito: “È stato molto formativo: lui (Giuseppe Fiorello) è molto meticoloso. Essendo un attore con molta esperienza, ci ha aiutato gestendo la recitazione in maniera rigida, soprattutto curando molto i particolari. La prima cosa che gli ho detto quando l’ho rivisto è che, quando rivedevo i film fatti, non mi piacevo mai. Invece, in questo c’era proprio una presa di realtà diretta”.

A proposito di “presa di realtà diretta” Gabriele ci racconta un aneddoto: “I fuochi d’artificio sono tutti veri, ho dovuto fare dei corsi perché sono stati sparati come negli anni ’80. La scena in cui preparo il fuoco mettendo la polvere da sparo e i colori l’ho fatta davvero”. Interviene Samuele ridendo: “I motorini, l’ape, i bagni ghiacciati – con Beppe in sottofondo che ci diceva che quella del 1982 era l’estate più calda mentre noi uscivamo dall’acqua tremando – è tutto vero“.

Stranizza d’amuri: vivere il pride

In un film che mostra un’epoca non troppo distante in cui l’amore doveva essere nascosto e la libertà di essere sé stessi finiva nel momento in cui si usciva dal canone prestabilito, la storia di Nino e Giorgio entra in punta di piedi ma scuote le coscienze degli eterosessuali più rigidi. Giuseppe Fiorello ha dichiarato a Vanity Fair che: “Ho voluto raccontare una storia omosessuale senza la rappresentazione sessuale, non per censura né per bigottismo, ma perché volevo dare spazio all’amore tra esseri umani“.

È proprio l’amore tra esseri umani ad essere mostrato in tutta la sua semplicità, senza giudizio o morale. Ed infatti, il film, sembra essere stato accolto molto bene: sia dalle nuove generazioni che in questo modo possono ricordare la storia di Toni e Giorgio. Ma anche, come racconta Samuele, dagli anziani del suo paese che vanno a vedere il film e poi si complimentano per la storia d’amore, sorpassando la diffidenza che si poteva invece vivere non più di cinquant’anni fa.

Non è un caso che per l’Arcigay di Palermo abbia detto ai due giovani che “Questo è il nostro film”. Una pellicola che rivendica e ricorda il passato, rendendo orgogliosi e non permettendo di dimenticare ciò che è stato. Quest’anno Samuele e Gabriele sono stati i figliocci del Pride di Palermo, l’anno scorso invece Giuseppe Fiorello ne è stato il padrino.

Leggi anche: Fireworks-Stranizza d’Amuri: Giuseppe Fiorello per la prima tedesca a Berlino

Studia tedesco a Berlino o via Zoom con lezioni di gruppo o individuali, corsi da 48 ore a 212 €. Scrivi a info@berlinoschule.com o clicca sul banner per maggior informazioni

Non perderti foto, video o biglietti in palio per concerti, mostre o party: segui Berlino Magazine anche su Facebook, Instagram e Twitter