I 5 vini tedeschi da non perdere: il meglio tra le uve prodotte in Germania

Chi ha detto che i vini tedeschi non sono buoni? Vi suggeriamo 5 tra i vini più famosi e più buoni della Germania che vi faranno cambiare idea

A differenza della birra, il vino non può essere prodotto ovunque con la stessa facilità, in quanto le sue qualità derivano spesso da particolari condizioni climatiche e territoriali. I vini tedeschi, pertanto, sono spesso nell’ombra sulla scena internazionale dell’industria del vino. Ad essere più frequentemente tessute sono le lodi di uve italiane o francesi e i vini tedeschi tendono a rimanere confinati da stereotipi. Ma la considerazione che merita il vino tedesco è sicuramente superiore a quella che viene comunemente data. La gran parte delle vigne si trovano a sud-ovest della Germania, lungo il corso del Reno, e la maggior parte dei vini tedeschi è caratterizzata da alta acidità e da basso tasso alcolico: queste caratteristiche rendono i vini tedeschi più adatti all’invecchiamento e più approcciabili di molti altri.

Riesling, CC0, Public Domain, di casc, da Pixabay, https://pixabay.com/it/photos/riesling-vino-bianco-vendemmia-vino-1567409/

Riesling, © casc, da Pixabay

I vitigni tedeschi sono tra quelli posizionati più a nord in Europa. La sfida del far maturare uve a questa latitudine, se vinta, può risultare in alte vette qualitative per la Germania. Due terzi dei vitigni tedeschi sono di uve bianche e dominano decisamente il mercato autoctono, seguiti da quelli italiani. Tipicamente, i più diffusi anche all’estero sono le vendemmie tardive e i vini dolci, sia passiti che l’Eiswein. Quest’ultimo è un vino raro ma davvero ottimo che viene ottenuto da grappoli praticamente ghiacciati perchè lasciati maturare e raccolti solo ad inverno inoltrato. L’Eiswein risulta così in un vino molto equilibrato e con un alto contenuto di zuccheri e acidi.

Vi presentiamo quindi una breve introduzione al mondo dei vini tedeschi, elencando le 5 uve più diffuse e più amate tra quelle prodotte in Germania: un mercato diverso da quello mediterraneo ma che ha tanto da offrire agli amanti del vino in tutte le sue sfaccettature.

1) Riesling (bianco)

Il Riesling è indubbiamente il vino tedesco più famoso, ma anche il più nobile. Vitigno particolarmente adatto alla Germania, è originario della valle del Reno. Si tratta di un’uva a bacca bianca che matura molto tardi e resiste agli autunni freddi. Pare che il suo nome derivi dall’espressione “Reissende Tiere”, vale a dire “animali selvaggi”, in quanto proviene da vitigni selvatici addomesticati. Rispetto a quello italico, il Riesling renano si presenta come un vino dal gusto piuttosto elegante e deciso, con note agrumate e alta bevibilità. Questo vino raggiunge in Germania, infatti, i suoi livelli qualitativi più alti. Gli Eiswein di Riesling sono, non a caso, tra quanto di più pregiato la Germania ha da offrire al mercato del vino.

 

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2) Müller-Thurgau (bianco)

Vitigno nato da un incrocio e caratterizzato da un profumo intenso e fruttato, è noto comunemente come “Rivaner“: creato nel 1882 dal professore Hermann Müller da Thurgau in Svizzera, si è a lungo pensato che derivasse dal Riesling renano e dal Sylvaner verde. In realtà delle analisi genetiche hanno sfatato questo mito dimostrando come le vere origini di quest’uva siano Riesling e Madeleine Royale. Il Müller-Thurgau ha bisogno di meno sole ma più pioggia del Riesling e tende ad avere note più miti nei suoi aromi, con sentori di moscato. Proprio come il Riesling, però, questo vino è un’imprescindibile fetta della storia enologica tedesca.

 

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3) Spätburgunder (rosso)

Quest’uva è un Pinot nero e, pertanto, ha una coltivazione difficile perchè largamente influenzata dall’area in cui viene prodotto. Nonostante sia un vino corposo, è in realtà dotato di molta eleganza e, in Germania, ha sicuramente un posto predominante nella produzione dei vini rossi. Si tratta di un vitigno che necessita di sufficiente calore e di terreni calcarei: ha infatti origine in Borgogna e ha la caratteristica di maturare piuttosto tardi. I grappoli coltivati in Germania tipicamente hanno un colore più chiaro e hanno meno acidità di altri provenienti da climi meno freddi. Le uve Spätburgunder occupano circa l’11% delle vigne della Germania.

 

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4) Sylvaner (bianco)

Una delle varietà tedesche di bacche bianche più longeve, il Sylvaner è nato da un incrocio di traminer e bianco austriaco. Le prime prove della coltivazione del Sylvaner in Germania risalgono al 1659 ed è stato, un tempo, il vitigno più importante della Germania. Il nome dovrebbe derivare dalla parola latina silva, che significa bosco, caratteristica che ha a lungo alimentato teorie erronee sulla presunta origine del vitigno in Transilvania. Studi più recenti hanno invece confermato le origini austriache del vino. Dalle uve di Sylvaner si ottiene un vino piuttosto neutrale con media acidità e dai toni delicati e fruttati. Al palato è vellutato e sapido e ha in comune col Riesling diverse proprietà organolettiche. Forse per questo, essendo più popolare tra i produttori che tra i consumatori, è un vino ancora tutto da scoprire.

 

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5) Dornfelder (rosso)

Il Dornfelder è un’uva a bacca nera ottenuta nel 1956 dall’incrocio tra due vitigni. È il secondo per produzione dei rossi della Germania dopo lo Spätburgunder, nonostante sia una delle uve di più recente origine. In principio usato come vino da miscela per migliorare il colore dei rossi più pallidi, è oggi coltivato, invece, come un vino di alto valore e complessità. Trattandosi di un vitigno molto prolifico e di maturazione piuttosto precoce, il Dornfelder si è dimostrato essere una tra le uve più promettenti degli ultimi anni.

 

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Immagine in evidenza di felix_w, da Pixabay.