Germania, nuove informazioni sul killer di Heidelberger

Emergono nuovi dettagli sull’autore della sparatoria di lunedì 24 gennaio nel campus universitario della facoltà di scienze naturali di Neuenheimer Feld appartenente all’ateneo di  Heidelberg

Nel pomeriggio di lunedì 24 gennaio la Germania è stata sconvolta da una tragica sparatoria avvenuta all’Università di Heidelberg, quando, intorno alle 12:00, un uomo è entrato in un’aula magna dell’ateneo e ha aperto il fuoco con un fucile ferendo quattro persone per poi uccidersi con un colpo in testa. La polizia ha reso noto che anche una ragazza di 23 anni, studentessa dell’università, è morta verso le 16:00 di lunedì 24 gennaio a seguito delle ferite riportate. Due ragazze di 19 e 20 anni e un ragazzo di 20 sono ancora ricoverati in ospedale con ferite lievi alla gamba, alla schiena e al viso. Intanto le indagini hanno fornito ulteriori informazioni sull’autore della sparatoria.

Il killer era nato e cresciuto a Berlino ed era stato iscritto a un partito neonazi

Nico G., questo il nome del 18enne che ha aperto il fuoco, era nato e cresciuto a Berlino e studiava bioscienze proprio all’Università di Heidelberg. Durante le indagini è anche emerso che il giovane, fino al 2019, era stato iscritto a Die Dritte Weg (La terza via), partito politico neonazista tedesco fondato nel 2013. Durante le perquisizioni nell’appartamento dove risiedeva Nico G. a Mannheim, poco distante da Heidelberg, gli investigatori non hanno però trovato nessuna traccia di collegamenti con estremisti di destra. Inoltre, secondo quanto riportato dal quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung il 18enne soffriva di gravi disturbi mentali.

Le armi acquistate in Austria pochi giorni prima della sparatoria

Sul luogo della sparatoria gli inquirenti hanno trovato due fucili e circa 150 munizioni. Una terza arma è stata poi trovata nell’appartamento del 18enne. Durante le indagini gli investigatori hanno scoperto che tutti e tre i fucili erano state comprati da venditori austriaci una settimana prima della strage. Secondo le prime ricostruzioni Nico G. si sarebbe recato a Heidelberg con un taxi, trasportando le armi dentro una borsa sportiva messa nel bagagliaio della vettura. Prima della sparatoria il 18enne aveva mandato un messaggio WhatsApp al padre in cui scriveva: “Le persone devono essere punite ora”.

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 Immagine di copertina: Sparatoria di Heidelberg da Pixabay