Yusra Mardini

Yusra Mardini, la rifugiata siriana che oggi vive in Germania e ha nuotato a Tokyo 2020

Yusra Mardini è una nuotatrice siriana che, dopo aver trovato asilo in Germania, si è conquistata un posto alle Olimpiadi di Tokyo

Nata il 5 marzo 1998 a Damasco, Yusra Mardini è cresciuta con il sogno di gareggiare ai Giochi Olimpici. Il padre, appassionato nuotatore e istruttore di nuoto, la portò in piscina per la prima volta quando aveva appena tre anni. “Ero stata costretta a nuotare e non mi piaceva”, racconta Yusra quando le viene chiesto come ha iniziato, “piangevo sempre perché l’acqua era fredda. Ma dopo qualche anno ho capito che era la mia passione”. Nonostante la sua giovanissima età, Yusdra si dedica al nuoto quotidianamente. Nel 2011, tuttavia, in Siria scoppia la guerra. Un giorno, mentre Yusra si sta allenando con la sorella maggiore, anch’essa nuotatrice, una bomba squarcia il tetto e cade in piscina. Incredibilmente, per un difetto di costruzione, non esplode. Tuttavia in quel momento la famiglia Mardini realizza la concretezza del pericolo che corre continuando a vivere a Damasco. É necessario fuggire e proprio da questa fuga ha inizio il viaggio di questa incredibile atleta.

La fuga in Germania e il sogno delle Olimpiadi

Il 12 agosto 2015, Yusra lascia definitivamente la Siria insieme alla sorella maggiore e due cugini. Ha inizio così un’odissea che dura 25 giorni, durante i quali attraversano illegalmente 8 Paesi. Da Damasco arrivano a Beirut, poi a Istanbul e da lì si imbarcano verso la Grecia. Sono in 20 su un gommone da 9 posti e, come se non bastasse, il motore si rompe durante una tempesta. Le sorelle Mardini si tuffano in acqua per tentare di stabilizzare la barca e portarla a riva. Sono ben consapevoli del rischio di annegamento ma, come Yusra racconta, “Abbiamo pensato: sarebbe un peccato non provare ad aiutare. Siamo nuotatrici, dopo tutto”. Trascinando a nuoto il gommone, dopo tre ore e mezza, raggiungono le coste di Lesbo. Da qui, attraverso la rotta balcanica arrivano finalmente in Germania, dove vengono ospitati a Berlino, alla casa dei rifugiati presso la caserma Schmidt-Knobelsdorff.

In Germania Yusra riprende ad allenarsi con la società sportiva Wasserfreunde Spandau 04. “Quando ero piccola sognavo le Olimpiadi e sapevo che in qualche modo ci sarei andata. Ma dopo aver lasciato la Siria non pensavo che sarei mai stata in grado di parteciparvi”. E invece il suo sogno diventa realtà appena un anno dopo. Nel 2016 infatti, in occasione delle Olimpiadi di Rio, viene fondata la prima Squadra Olimpica dei Rifugiati e Yusra viene selezionata per gareggiare nei 100m a farfalla. “Sono molto orgogliosa. So che non sto portando la bandiera del mio Paese ma sto portando la bandiera Olimpica che rappresenta più di 80 milioni di rifugiati in questo momento”. Dopo Rio 2016, nel 2021 Yusra vola a Tokyo, dove gareggia per la seconda volta per la Squadra Olimpica dei Rifugiati.

Rifugiati in Germania

Proprio l’anno in cui Yusra Mardini ha compiuto il suo viaggio dalla Siria a Berlino, in Germania c’è stato un aumento dell’arrivo dei rifugiati. Infatti, nel 2015 Angela Merkel aveva deciso di permettere l’ingresso a centinaia di migliaia di rifugiati Siriani in fuga. È stata una decisone che la Cancelliera ha preso quasi interamente da sola. Non si era consultata con i partner europei né con il parlamento tedesco e anche per questo ha creato delle controversie. Su un campione di 2043 persone interrogate sulla questione, il 25,7% si è espresso a favore sin dall’inizio mentre il 33,3% a sfavore e il 17,6% in origine sostenitore, in seguito si è opposto. Tuttavia Merkel ha sempre riaffermato la sua decisione, incoraggiando iniziative pubbliche e private per l’integrazione di rifugiati in Germania. Yusra, oggi dopo le Olimpiadi, ha come obiettivi quelli di ricevere finalmente la cittadinanza tedesca e aprire una piscina.

 

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