Un dottore siriano accusato di torture e omicidio è ora sotto processo in Germania

Residente in Germania dal 2015, un medico siriano è stato accusato di crimini contro l’umanità durante l’esercizio della professione

Mercoledì 28 luglio, il Pubblico Ministero Federale ha accusato il medico siriano Alla Mousa di aver torturato almeno 18 persone nel corso del 2011, mentre prestava servizio negli ospedali militari di Homs e Damasco. Secondo quanto riportato, il medico avrebbe ucciso una persona e tentato di sterilizzarne alcune. Ora è sotto accusa per omicidio, lesioni personali gravi e lesioni gravissime. Mousa, residente in Germania dal 2015, ha esercitato la professione fino al giorno dell’arresto, il 19 giugno 2020.

Le accuse nel dettaglio

Già nel 2011 Mousa fu accusato di tortura sui detenuti della prigione di Homs, in Siria. Secondo il Pubblico Ministero tedesco, durante le rivolte scoppiate in Siria contro il Presidente Bashar Assad nel 2011, gli oppositori del regime venivano arrestati e torturati. Un destino simile spettava ai civili rimasti feriti e ritenuti oppositori: portati negli ospedali militari, apparentemente per ricevere cure mediche, subivano in realtà terribili torture. Sono tre le accuse principali mosse al medico siriano che operava all’interno degli ospedali militari. Secondo la prima avrebbe picchiato un prigioniero, rotto tre denti con un calcio e dato fuoco alle sue ferite dopo averle cosparse con del liquido infiammabile. Secondo la seconda avrebbe iniettato una sostanza letale ad un prigioniero che avrebbe opposto resistenza al pestaggio. Mousa è infine accusato di aver torturato un detenuto affetto da epilessia con pugni e calci in faccia e colpendolo con un tubo in plastica.

L’esempio della Germania

In virtù del principio di giurisdizione universale, negli ultimi anni Berlino opera in prima linea nel perseguire una serie di reati gravi commessi in Siria, qualora le vittime o gli imputati si trovino sul territorio tedesco. Lo scorso febbraio il Tribunale di Coblenza ha condannato a quattro anni e mezzo di carcere un ex membro della polizia segreta di Assad, Eyd Al-Gharib, per complicità in crimini contro l’umanità. Il processo di Al-Gharib rappresenta il primo caso in cui un altro Paese ha emesso un giudizio contro un ufficiale del Governo siriano per crimini contro l’umanità. Il Segretario Generale del Centro Europeo per i Diritti Costituzionali e Umani Wolfgang Kaleck ha elogiato l’accusa da parte della Germania che aprirà ora la strada per il processo di Mousa. “In Siria il sistema di tortura e massacro è complesso ed esiste solo grazie all’aiuto di molti soggetti. […] Il processo è un importante segnale per i sopravvissuti che hanno taciuto finora”, ha dichiarato Kaleck.

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In copertina: Siria da Pixabay, CC0

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