La leggendaria burocrazia tedesca sta rallentando anche l’evacuazione dell’Afghanistan

I collaboratori locali rischiano di restare in Afghanistan a causa dei criteri richiesti dalla Germania per la domanda di asilo

Hanno collaborato con le truppe tedesche in Afghanistan, hanno ricevuto soldi e rassicurazioni, ma poiché ufficialmente non erano assunti dalla Germania, ma da aziende private, allora ora non hanno diritto ad essere evacuati. O meglio, lo hanno, come qualsiasi altro civile afgano che, fuggendo da una zona di guerra, può chiedere asilo, ma non hanno nessuna corsia preferenziale. E questo nonostante i talebani stiano perseguitando per prima chi nelle settimane, mesi e anni precedenti, ha aiutato le forze straniere. Come del resto ha affermato Boris Pistorius, Ministro degli interni della Bassa Sassonia e membro del SPD, «Per i talebani sono tutti collaboratori e traditori». Insomma, la burocrazia tedesca sta contribuendo a mettere in serio pericolo la vita di molti afgani.  La situazione in Afghanistan sta degenerando e la Germania non ha molto tempo. Come riferisce il quotidiano Spiegel, la situazione è drammatica: si tratta di persone che per almeno dieci anni hanno lavorato accanto alle forze armate in loco ricoprendo diversi ruoli e che ora temono le ripercussioni per il loro operato.

La situazione si sta facendo sempre più drammatica a Kabul

Purtroppo, non rimane molto tempo per decidere e intanto a Kabul governa il caos. In città i poster pubblicitari che ritraevano donne avvenenti a volto scoperto sono stati danneggiati, strappati o imbrattati. Per quanto i talebani abbiano dichiarato che le libertà delle donne non saranno violate, stando agli ultimi avvenimenti non sembra che sarà così. Se l’aeroporto di Kabul è assaltato da afghani desiderosi di fuggire, fuori dalla zona aeroportuale i talebani hanno circoscritto il territorio per bloccare coloro che vorrebbero scappare. Solo i bambini riescono a essere presi in salvo dai solati che pattugliano la zona. Il divario tra ciò che il gruppo estremista afferma e ciò che fa cresce ogni giorno sempre più.

Le ultime indiscrezioni sulla condizione dei collaboratori locali e non solo

Secondo le ultime indiscrezioni, i talebani avrebbero iniziato ad arrestare quegli afghani che hanno collaborato con le forze NATO. Come riporta il quotidiano Il Post, i talebani avrebbero «una lista prioritaria di persone» da arrestare che cercano «casa per casa»: non si tratterebbero solo di ex collaboratori, ma anche giornalisti e attivisti politici. Secondo le testimonianze, i talebani si starebbero muovendo per ricercare tutti coloro che hanno lavorato a favore dell’intervento internazionale: il gruppo estremista avrebbe minacciato di uccidere le famiglie dei collaboratori, se costoro non si dovessero presentare di loro spontanea volontà. Il pericolo che corrono queste persone è evidente.

La missione di evacuazione intanto continua

Fuori dalla zona, i talebani sparano per contenere la folla. È di oggi la notizia di un civile tedesco colpito da un proiettile in volo. Ora si trova sotto cure mediche e non è in pericolo di vita. L’esercito tedesco intanto sta inviando due elicotteri delle forze speciali verso la capitale afghana. Gli elicotteri sono progettati appositamente per il salvataggio di ostaggi e possono atterrare in città molto affollate. La Bundeswehr tedesca prevede di utilizzare gli elicotteri per trasportare piccoli gruppi fuori dall’aeroporto di Kabul e da altre aree controllate dai talebani in Afghanistan, ha riferito Der Spiegel. Gli aerei militari tedeschi hanno finora evacuato più di 1.600 persone da lunedì.

I politici europei sono preoccupati per una nuova ondata migratoria

La questione è delicata anche perché alcuni politici temono che in Europa si riversi un’ondata di persone richiedenti asilo come avvenne in occasione della guerra in Siria. Se da un lato, in Germania il confronto è aperto tra governo e opposizione, l’Austria ha dichiarato di voler limitare il più possibile le migrazioni. Infatti, Vienna vorrebbe ampliare gli accordi tra U.E. e Turchia, in modo che sia quest’ultima ad accogliere i rifugiati. Oggi avverrà il vertice tra Merkel e Putin a Mosca: l’argomento principale è la situazione afghana. Intanto, Macron ha intimato la necessità di un coordinamento internazionale tra gli alleati per gestire al meglio la situazione.

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