La Germania avrà bisogno di immigrazione per sostituire i lavoratori qualificati vicini alla pensione

Uno studio dell’Institute of the German Economy ha dimostrato che la presenza di lavoratori qualificati diminuirà ancora nei prossimi anni.

Entro il 2040, le industrie tedesche potrebbero perdere fino a un ottavo della manodopera qualificata. I ricercatori hanno analizzato gli effetti che il pensionamento della generazione dei «baby boomer» avrà sul mercato del lavoro. Con il ricambio generazionale e l’aumento dei giovani con un’istruzione universitaria si prevede una diminuzione di circa 3 milioni di lavoratori qualificati. Tra le soluzioni proposte, l’innalzamento dell’età pensionabile e l’impiego di manodopera straniera, anche se i ricercatori proiettano un futuro lavorativo sempre più digitalizzato.

La legislazione tedesca sull’immigrazione per lavoro

In piena pandemia, la Germania ha modificato la legge sull’immigrazione per facilitare l’ingresso di forza lavoro da paesi terzi. Il Ministro federale del lavoro Hubertus Heil ha dichiarato che «senza manodopera straniera l’economia tedesca ne risentirebbe molto». La nuova legge, entrata in vigore il 1° marzo 2020, favorisce gli immigrati attraverso il riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche lavorative ottenute all’estero. Make it in Germany è il portale messo a disposizione dei lavoratori stranieri (ma anche a studenti internazionali) che fornisce informazioni sulle procedure di ingresso e visto, sulla ricerca di un lavoro e sulla vita in Germania.

Scenari futuri nel mercato del lavoro

La generazione dei baby boomer (i nati tra il 1946 e il 1964) è ormai prossima al pensionamento. Jörg Nolte, direttore generale per l’economia alla Camera di Commercio di Berlino, ha espresso numerosi dubbi riguardo al futuro mercato del lavoro. «Molti giovani non sono nemmeno consapevoli dei loro talenti e molti optano per percorsi più facili di un apprendistato» ha dichiarato Nolte. Secondo i ricercatori, la formazione dovrebbe essere promossa in modo mirato, al fine di aiutare più giovani a ottenere una qualifica professionale. Da non sottovalutare l’inarrestabile digitalizzazione del lavoro. Gli imballatori, per esempio, potrebbero essere sostituiti del tutto da robot e macchinari automatici. Lo stesso vale per i contabili o gli ufficiali di credito che, in un futuro non troppo lontano, potrebbero essere sostituiti da sistemi elettronici. È anche vero che il mercato del lavoro è in continua evoluzione, e tra qualche anno ci saranno professioni ora impensabili. Pensiamo alla figura del social media manager: chi se la sarebbe immaginata solo vent’anni fa?

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Immagine di copertina: © Pixabay

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