Jägermeister, la storia di uno dei liquori più amati al mondo

È nato come digestivo tedesco, ma oggi lo Jägermeister è uno dei liquori più popolari tra i giovani in Europa e negli Stati Uniti

Ideato negli anni trenta nel cuore della Germania come digestivo, lo Jägermeister è oggi uno dei liquori più popolari tra i giovani.  Fu Curt Mast che, nel 1934, rilevò l’azienda vinicola del padre, dandole una nuova direzione e inventando questo elisir. Già durante la Seconda guerra mondiale lo Jägermeister diventò molto popolare in Germania. Tuttavia, fu solo negli anni ’80, grazie ad un imprenditore americano, che il superalcolico cominciò a essere apprezzato anche dai giovani. La ricetta del liquore speziato rimane ancora oggi un segreto, ma la bottiglia verde è ormai inconfondibile e le leggende legate al logo rendono la storia di questo superalcolico ancora più intrigante.

Jägermeister ©Jakob Braun da Unsplash - Licenza Unplash https://unsplash.com/photos/n3nilRDAKuM

Jägermeister ©Jakob Braun da Unsplash – Licenza Unplash

Tradizione tedesca e antiche leggende

Il liquore tedesco a base di erbe venne prodotto per la prima volta nel 1934 a Wolfenbüttel. Lo stabilimento di produzione si trova ancora oggi nella stessa zona. Tuttavia, quella che era nata nel 1878 come azienda per la produzione di aceto di vino fu trasformata negli anni trenta da Curt Mast nella famosa distilleria che oggi attrae numerosi turisti.

Il sapore unico del liquore del “guardiacaccia”, questa è infatti la traduzione dal tedesco, è dovuto alle 56 varietà di erbe, radici, frutti e spezie. Questi ingredienti vengono lasciati a macerare in alcol per essere assaporati dopo circa un anno di lavorazione.

I tedeschi chiamano lo Jägermeister “Leberkleister”, letteralmente “colla di fegato”. Anche se alcuni sostengono che il liquore contenga sangue di cervo, pare che questo ingrediente non compaia nell’antica ricetta, che rimane ancora oggi in parte segreta.

L’iconica bottiglia e il logo inconfondibile

La bottiglia dello Jägermeister è sicuramente unica nel suo genere. Pare che Curt Mast abbia testato centinaia di bottiglie facendole cadere sul pavimento in legno della sua cucina prima di trovare un modello abbastanza robusto.

Jaegermeister CC0

Jägermeister, logo – Unsplash

Ancora più inconfondibile però è la grafica dell’etichetta. Il logo pare essere ispirato alla leggenda di Sant’Uberto. Si narra infatti che Uberto fosse un feroce cacciatore che un giorno, mentre cacciava proprio nelle zone della bassa Sassonia, ebbe una visione: un maestoso cervo con una croce splendente tra le corna. La visione avrebbe convinto il giovane ad abbandonare la sua vita dissoluta e a convertirsi al cristianesimo. Da quel giorno si narra che il giovane avrebbe cominciato a rispettare e proteggere la natura fino a diventare il santo patrono dei cacciatori.

Proprio a questa leggenda sono infatti associati i versi di Oskar von Riesenthal, cacciatore e scrittore tedesco dell’Ottocento, che recitano: “Questo è lo scudo d’onor del cacciatore, che protegge e ama il suo gioco, che caccia nel modo adeguato, per onorare il creatore nella creatura”.

Jägermeister da più di 80 anni

Lo Jägermeister era un liquore popolare tra i tedeschi già durante la Seconda guerra mondiale, tanto che si dice che i soldati tedeschi lo utilizzassero come anestetico e disinfettante. In quegli anni veniva soprannominato “Goering-Schnapps”, “Il liquore di Goering”, proprio perché nel 1934 Hermann Goering divenne “Reichjaegermeister”, “guardiacaccia imperiale”.

La sua popolarità crebbe a tal punto che l’azienda si propose come sponsor della Bundesliga tedesca 1973 e anche dei team della Formula Uno. Oggi, lo Jägermeister è uno sponsor attivo nel mondo della musica rock, tanto da creare edizioni limitate della bottiglia in segno di celebrazione di varie band.

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Immagine di Copertina: Jägermeister ©Dzmitry Dudov da Unplash – Licenza Unplash

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