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Germania, primo caso documentato di variante brasiliana del Covid

Passeggero arrivato all’aeroporto di Francoforte dal Brasile positivo alla nuova variante brasiliana: è asintomatico

Per la prima volta è stato registrato in Germania un caso di variante brasiliana di Corona virus in un passeggero proveniente dal Brasile, atterrato all’aeroporto di Francoforte. Ad annunciarlo Kai Klose, Ministro degli affari sociali dell’Assia. Secondo Sandra Ciesek, direttrice dell’Istituto di virologia medica di Francoforte, la persona infetta sarebbe asintomatica. Il test molecolare ha poi confermato che l’infezione da Coronavirus riscontrata è la stessa della variante  identificata in Brasile. Il Robert Koch Institut compara la variante brasiliana a quella sudafricana, dal momento che entrambe si sono rivelate più contagiose. Tuttavia, nessuna delle varianti sembra amplificare la patogenicità del virus.

Cosa sappiamo della variante brasiliana

La variante brasiliana è apparsa per la prima volta a Manaus, capitale dello Stato di Amazonas. La variante B.1.1.28 è stata riscontrata in un caso di reinfezione. È il caso di un’infermiera 45enne, che 5 mesi fa aveva contratto il Coronavirus. Nella seconda infezione da nuova variante, i sintomi della donna sono peggiorati. La variante brasiliana contiene mutazioni preoccupanti: una, in particolare, cambierebbe la forma della proteina spike all’esterno del virus in un modo che potrebbe renderla meno riconoscibile al sistema immunitario, rendendo più difficile il compito degli anticorpi. Le varianti del Coronavirus dovrebbero essere sensibili ai vaccini già sviluppati, tuttavia proseguono gli studi per confermarne l’efficacia.

L’andamento dei casi di Coronavirus in Germania

In Germania, recentemente, sono già emersi casi legati alle nuove varianti del virus, quella britannica e quella sudafricana. Quanto all’andamento della pandemia nel Paese, il Ministro della salute Jens Spahn ha spiegato che «i numeri vanno nella direzione giusta, ma sono ancora troppo alti». Anche Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institut, ha sottolineato che «i dati sono in calo e questa è la conseguenza alle misure». Il numero dei pazienti in terapia intensiva è diminuito, lo conferma Gernot Marx, presidente dell’associazione interdisciplinare per la terapia intensiva. È necessario evitare la diffusione delle nuove varianti, per scongiurare una terza ondata, mentre la seconda non si è ancora conclusa.

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Immagine in evidenza: Pixabay

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