Germania, gruppo di neo-nazi crea caos a bordo di un treno

Gruppo di neo-nazi insulta una passeggera che ricordava l’uso della mascherina. La lite è poi degenerata in insulti e slogan di estrema destra.

L’incidente è avvenuto su un Intercity Express tra Lipsia e Berlino: la polizia federale sta indagando su otto presunti neo-nazi di età compresa tra 19 e 22 anni. Una volta sceso alla stazione centrale di Wittenberg, il gruppo è stato interrogato dagli agenti della polizia di Stato. Dalle indagini è emerso che gli uomini avevano partecipato a una manifestazione neo-nazi a Lipsia. La polizia federale ha riferito che la discussione è iniziata quando una passeggera ha chiesto ai giovani uomini di indossare la mascherina. Pare che i sospettati abbiano reagito alla richiesta della donna insultandola, imitando ripetutamente il saluto nazista e pronunciando slogan estremisti di destra. Mentre scendeva alla stazione ferroviaria di Lutherstadt Wittenberg, uno degli uomini ha infine schernito la donna mostrando i genitali. La versione dei fatti fornita dalla passeggera è stata poi confermata anche da altri testimoni che avevano assistito alla scena. Secondo uno dei testimoni, il gruppo ha anche insultato e minacciato gli altri viaggiatori.

Proteste: neonazisti a Lipsia

Secondo alcuni media tedeschi, lo scorso 7 novembre (2020) migliaia di persone sono scese per le strade di Lipsia per protestare contro le misure anti-Covid adottate dal governo di Angela Merkel. Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica locale MDR, alla manifestazione erano presenti anche alcuni membri del partito neonazista NPD (Partito Nazionaldemocratico di Germania). «Ci sono stati numerosi attacchi contro le forze dell’ordine», ha twittato la polizia poco dopo aver definito il raduno «illegale». Nonostante la polizia abbia interrotto la manifestazione e scortato le persone, alcuni manifestanti sono rimasti per le strade fino a notte fonda. Inoltre, secondo il sindacato dei giornalisti DJU, ci sono stati almeno 32 attacchi contro i giornalisti, principalmente da membri del movimento «Querdenken» (Lateral Thinking), che ha organizzato la principale protesta. Il gruppo sosteneva che le misure restrittive, adottate dalla Germania per contenere la pandemia da Covid-19, violassero i diritti dei cittadini.

Covid: vicini e senza mascherina

Anche la manifestazione che si è tenuta lo scorso 18 novembre a Berlino, contro le politiche del governo sul Coronavirus si è conclusa nel caos quando diversi manifestanti hanno attaccato le forze dell’ordine, sfidando gli ordini di indossare la mascherina e del rispetto del distanziamento sociale. Per disperdere la folla, la polizia tedesca ha usato idranti e spray al peperoncino. Gli agenti hanno evitato di sparare con i cannoni ad acqua direttamente sui manifestanti perché pare ci fossero anche bambini tra la folla. Alcuni manifestanti hanno reagito lanciando fuochi d’artificio, razzi e altri oggetti contro la polizia. Tra la folla di manifestanti si presume fossero presenti anche gruppi neonazisti. Secondo alcuni ricercatori, in quel periodo si sarebbero potuti prevenire tra i 16.000 e i 21.000 contagi da Covid 19 se le manifestazioni dei negazionisti fossero state vietate.

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Immagine di copertina: CC0 Unsplash

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