Franz Ketterer e la storia dell’invenzione del primo orologio a cucù nel mezzo della Foresta Nera

La curiosa storia dell’invenzione dell’orologio a cucù trova le sue radici tra realtà e leggenda

Gli orologi a cucù della Foresta Nera sono fra i souvenir più ambiti dai turisti che visitano questa meravigliosa catena montuosa nel sud-est della Germania. Dalle svariate forme, stili, e misure, questi preziosi oggetti esistono già da molti secoli. Tuttavia, il racconto legato alla loro origine mischia storia e leggenda, andando ad aumentare l’alone di mistero che li avvolge. Secondo la credenza popolare, fu Franz Anton Ketterer a inventare il primo orologio a cucù nel 1740. Ketterer fu un mastro orologiaio del villaggio di Schoenwald, un piccolo paesino situato nel bel mezzo della Foresta Nera. La storia narra che fu proprio Ketterer a inventare un ingegnoso sistema meccanico capace di riprodurre il suono del cuculo. Il mastro orologiaio avrebbe scelto il suono di questo uccello per portare allegria alle persone, visto il legame tra l’arrivo della primavera e il tubare del cuculo. Tuttavia, la storia legata a questa invenzione trova le sue radici in un’epoca più remota.

 

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Un’invenzione importata, la storia prima di Ketterer

Negli anni antecedenti al 1630, in Baviera il tempo veniva tenuto con una meridiana e una clessidra. La grande svolta avvenne quando un venditore ambulante di vetro tornò dalla Cecoslovacchia con un orologio a trave di legno. Il macchinario aveva semplici ingranaggi di legno e delle pietre che fungevano da peso. Le persone della zona iniziarono così a costruire degli orologi seguendo l’esempio del modello importato. Lavorando tutto l’inverno, riuscivano poi ad affidare le loro creazioni a un venditore ambulante che li portava in varie parti del mondo. L’orologio così fatto rappresentò un grande miglioramento rispetto a quello importato dal venditore ambulante, ma non era ancora un vero e proprio orologio a cucù. Friedrich Dilger si trasferì in Francia per studiare l’avanzamento dell’orologeria e, quando i suoi studi furono completati, portò la nuova tecnologia in Germania. Fu così realizzato il primo vero orologio della Foresta Nera.

I primi riferimenti all’orologio a cucù si trovano già nel 17esimo secolo

Anche se la storia ufficiosa data questa invenzione a metà del 18esimo secolo, sappiamo per certo che esistono tracce di orologi a cucù già da inizio ‘600. Nell’inventario di Augusto I di Sassonia del 1619 troviamo, per esempio, menzione di tale oggetto. Qualche anno più tardi, nel 1650, Athanasius Kirche, famoso erudito tedesco, descrisse il funzionamento di un orologio a cucù nel suo “Musurgia Universalis”, trattato musicale in lingua latina. La prima menzione conosciuta del suo impiego per segnare il tempo è del 1669 quando Domenico Martinelli, noto architetto italiano, ne parlò nel suo “Horologi Elementari”. L’intricata storia di questo oggetto si rifà quindi a differenti fonti e storie che ne hanno alimentato la fama, legandolo oggi inestricabilmente alla storia tedesca.

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Immagine di copertina:Cucù.jpg/©WikimediaCommons/CC0

1 commento
  1. Truman Burbank
    Truman Burbank dice:

    Sull’orologio a cucù c’è una frase mitica di Orson Welles nel film “Il terzo uomo”:
    «In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerra, terrore, omicidio, strage ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, con cinquecento anni di amore fraterno, democrazia e pace cos’hanno prodotto? L’orologio a cucù.»
    Gli svizzeri negarono subito la partenità dell’orologio a cucù. In effetti gli inventori erano i tedeschi.

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