Triberg Wasserfälle, le più alte cascate tedesche, tappa obbligata nella Foresta Nera

Le cascate di Triberg, una delle tappe più gettonate dai turisti nel suggestivo paesaggio della Foresta Nera

Triberg è un comune tedesco di 5.212 abitanti, famosa per gli orologi a cucù ma, soprattutto, per le meravigliose cascate di Triberg, generate dal fiume Glutach. Sono tra le più alte della Germania, con un salto complessivo di 163 metri. Ogni anno attirano moltissimi turisti per lo spettacolo scenografico che creano, in quanto si sviluppano su sette livelli di roccia granitica. Inoltre ci sono vari sentieri, che permettono di raggiungere la cima della cascata attraverso la foresta verdeggiante. Lungo tutto il percorso è possibile osservare il panorama mozzafiato con la cascata che scorre veloce e zampillante.

Alla scoperta della Foresta Nera tra dolci e orologi

Oltre che per il paesaggio suggestivo, la Foresta Nera è conosciuta soprattutto per la realizzazione artigianale degli orologi a cucù e per il dolce omonimo. A Triberg, infatti, è presente l’Eble Uhren-Park, al cui interno si trova una gamma sbalorditiva di orologi a cucù, tra cui è presente anche il più grande orologio a cucù del mondo. Pesa 6 tonnellate e il suo meccanismo comprende ruote del diametro di 2,6 metri e un pendolo lungo 8 metri. La Foresta Nera è una delle torte più amate e richieste nelle pasticcerie di tutto il globo. Secondo la ricetta tradizionale prevede molteplici strati di pan di Spagna al cioccolato con panna montata e ciliegie, ricoperti su ogni lato di panna montata e scaglie di cioccolato. Elemento fondamentale è il Kirschwasser, il liquore alla ciliegia conosciuto anche come “Kirsch”. Ci sono varie versioni sull’origine della Foresta Nera. Tra queste una narra che la torta è originaria proprio della foresta omonima, ovvero nella zona montuosa del Baden-Württemberg, nota per i suoi ciliegi che in passato veniva piantato dalle novelle coppie di sposi.

L’antica leggenda

Tra le molte attrazioni che il paesaggio della Foresta Nera offre vi è anche una leggenda. Essa narra che nel 1644 una bambina guarì da una malattia agli occhi dopo essersi lavata il viso in una sorgente d’acqua. L’anno seguente un uomo guarì dalla lebbra lavandosi nella stessa sorgente. Per esprimere la sua gratitudine, mise in un tronco di pino squarciato una piccola statua di Maria, che dopo molto tempo fu ritrovata da alcuni soldati. In seguito, fu costruita sul posto una semplice chiesa di pietra, che poi fu sostituita dalla chiesa barocca di pellegrinaggio.

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Immagine di copertina: Pixabay

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