Germania, il centrosinistra (Spd) in testa nei sondaggi. Nel programma la patrimoniale.

L’Union (CDU e CSU) continua a scendere nei sondaggi, mentre continua l’ascesa dell’Spd di Olaf Scholz e si ipotizza un’alleanza con Verdi e Sinistra (Die Linke)

La corsa alla successione di Angela Merkel è ancora aperta, tuttavia i sondaggi sono sempre più drammatici per l’Union – formata da Csu e Cdu – attualmente alla guida del Paese. Molti sono i dubbi sul candidato Armin Laschet, che perde sempre più consensi. Sono vari, anche all’interno della stessa Union, coloro che accusano la figura poco carismatica di Laschet per gli scarsi risultati nei sondaggi. Le opinioni su Laschet e il calo della fiducia del partito finora guidato da Merkel, sta, parallelamente, spostando l’attenzione sulla figura autorevole di Olaf Scholz (Spd) – che attualmente ricopre il ruolo di vice Cancelliere – che sta riscontrando pareri sempre più positivi.

Un tema caldo nelle elezioni federali di settembre è sicuramente la questione che riguarda tagli o aumenti della tassazione. L’Spd di Scholz, i Verdi e la Sinistra vogliono reintrodurre l’imposta sul patrimonio. Scholz afferma infatti di “voler riformare il sistema fiscale”, alleggerendo la maggior parte dei contribuenti con salari medio-bassi e ripristinando “un’aliquota fiscale moderata e uniforme dell’1% per persone con un patrimonio netto di due milioni di euro. Coloro invece che possiedono più di un miliardo di euro, dovrebbe pagare un’imposta patrimoniale pari al 2%. Anche i verdi si allineano con le posizioni dell’Spd. Vogliono alleggerire le persone con redditi bassi e medi ed introdurre un’imposta annuale sul patrimonio dell’1%  per capitali superiori a 2 milioni di euro. Gli introiti ottenuti dovranno essere investiti nell’istruzione. La Sinistra si spinge oltre con una tassa progressiva sul patrimonio. Dall’1% per chi possiede un milione di euro, al 5% per chi ha più di 50 milioni di euro. Inoltre, propongono una tassa di proprietà per le persone con un patrimonio superiore a 2 milioni di euro.

Scholz auspica di vedere CSU e CDU all’opposizione

Durante un’intervista ad Ard di martedì scorso, Scholz ha esplicitamente affermato che non ci sarà alcuna coalizione con l’Union. Il candidato Cancelliere dell’Spd, infatti, ha dichiarato che il suo obiettivo è che l’Union finisca all’opposizione dopo le elezioni federali. Molti sono i punti di conflitto. Sulla tassazione, ad esempio, Scholz critica l’agenda di Cdu e Csu, i quali si oppongono fermamente ad introdurre imposte sul patrimonio. “A causa della crisi causata dalla pandemia, lo Stato ha contratto oltre 400 miliardi di debiti, che dovranno essere ripagati a partire dal 2023. In questa situazione, la Cdu/Csu vogliono ridurre in maniera sensibile le tasse anche per persone con redditi alti e per le aziende con alti profitti. I piani di Laschet rivolti a questi gruppi costeranno almeno 30 miliardi di euro l’anno, senza alcun contro-finanziamento”. Scholz, al contrario, in un’intervista a Bild, ha affermato “Penso che sia giusto che coloro che hanno un reddito alto – come me – debbano pagare più tasse”.

Una fetta rilevante dell’Spd vorrebbe una coalizione con Verdi e Sinistra

Il partito della Sinistra si sta preparando ad un’alleanza con Verdi e Spd. Il giornale Spiegel ha riportato un programma di otto pagine che il partito intende presentare lunedì. Il piano contiene i dati chiave per possibili negoziati di coalizione con la Spd e i Verdi. Die Linke vuole aumentare il salario minimo, abolire il programma Hartz IV, aumentare le pensioni, introdurre un assegno di base per i bambini e un tetto massimo per gli affitti a livello nazionale. Vari i sono i punti in affinità con la linea proposta da Scholz, come l’aumento dei salari – si è infatti espresso a favore di un salario minimo fissato a 12 euro – o una maggiore attenzione al piano pensionistico. L’Spd di Scholz non esclude una coalizione con Verdi e Die Linke, tuttavia la futura coalizione non sarà decisa nel “retroscena”. “Ora è il momento per i cittadini di decidere”.

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