Al Jüdisches Museum una mostra racconta la comunità ebraica di Berlino tra contraddizioni e senso di estraniamento

Frédéric Brenner – ZERHEILT. Una mostra al Jüdisches Museum che racconta la comunità ebraica di Berlino in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni.

Lo Jüdisches Museum ospiterà, fino al 13 marzo 2022, gli scatti del fotografo e antropologo francese Frédéric Brenner. Attivo da più di quarant’anni nella ricerca fotografica su temi quali migrazione ed esclusione sociale, Brenner concentra la sua attività artistica sulla diaspora ebraica, elevata a manifestazione della instabile condizione umana. La sua opera maestra, Diaspora, Homelands in Exile, è il frutto di venticinque anni di ricerca attraverso quaranta paesi, nel tentativo di dare voce all’identità ebraica nel Ventesimo Secolo. Fotografo documentale rivoluzionario, Brenner vuole offrire uno sguardo a 360 gradi sulle comunità da lui indagate, mostrando la loro naturale connessione con il tessuto urbano in cui si muovono, sottolineandone paradossi e dissonanze. Quale miglior contesto di Berlino, dunque?

Un saggio fotografico sulla Berlino di oggi

La mostra Zerheilt, definita da Brenner “un saggio fotografico”, raccoglie le fotografie scattate durante il suo soggiorno di ricerca a Berlino, tra il 2016 e il 2019. L’intento è quello di restituire un’immagine frammentata e polifonica, non esaustiva, di ciò che significa essere ebrei oggi in questa città. Ne esce fuori un percorso estremamente interessante e personale. Il fotografo ha confessato di essersi approcciato alla ricerca in modo passivo, ma con le “antenne” sempre puntate, lasciando che fossero le foto a trovare lui, e non viceversa. Il significato di ogni scatto è arrivato solo in seguito. È per questo che i soggetti delle fotografie non sono modelli, ma persone comuni, immortalate nello spazio scenico da loro disegnato, con gli abiti da loro scelti. Zerheilt propone ben 83 fotografie nella Eric F.Ross Gallery al piano terra del Jüdisches Museum, finestre senza filtri sulla vita quotidiana berlinese.

Frédéric Brenner – ZERHEILT. Jüdisches Museum. © Alessandra Tognolatti

Frédéric Brenner – ZERHEILT. Jüdisches Museum. © Alessandra Tognolatti

ZERHEILT: un neologismo che raccoglie molti significati

Il tedesco, si sa, è una lingua amata dai creativi, poiché permette di dare espressione a sentimenti incomunicabili. Zerheilt è infatti l’unione tra il verbo zerstören (distruggere) e heilen (guarire). Heil, ricorda Brenner, era però anche il saluto nazista. Ora Berlino è, in tutta la sua essenza, l’opposto di ciò che era in quei tempi. Secondo il fotografo, infatti, la Germania è oggi il luogo di memoria e riparazione per eccellenza. Questa raccolta di scatti, considerati “pezzi di vita” vuole, in qualche modo, partecipare a questo processo di ricostruzione, a cui anche l’osservatore può contribuire. Il titolo Zerheilt ben rappresenta le sfaccettature della mostra, che indaga le dissonanze e i paradossi non solo della comunità ebraica, ma dell’uomo più in generale. La mostra è un invito ad abbracciare, non allontanare, questo senso di estraniamento, al motto di Lass die Dinge zu dir kommen (lascia che le cose vengano a te).

Frédéric Brenner – ZERHEILT. Jüdisches Museum. © Alessandra Tognolatti

 

Frédéric Brenner – ZERHEILT

Jüdisches Museum, Lindenstraße 9-14, 10969 Berlino

dal 3 settembre al 13 marzo 2022

Orari: 10.00-19.00, lunedì-domenica

Ingresso gratuito

 

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