La storia del “tradimento” di Churchill ai cosacchi sovietici che combatterono con i nazisti

Dalla fine della guerra al tradimento di Churchill

Nel febbraio del 1945, quando fu evidente che i tedeschi avevano perso la guerra, i cosacchi volevano arrendersi all’esercito britannico per sfuggire alla tirannia stalinista. Fu su questa base che si aprirono i negoziati. Alla fine del conflitto furono rimpatriati dagli Alleati secondo ciò che venne chiamato “rimpatrio reciproco” in conformità con gli accordi presi durante la conferenza di Yalta nel febbraio 1945. Il primo ministro britannico Winston Churchill, il presidente americano Franklin Roosevelt e il Segretario sovietico Josef Stalin si incontrarono per decidere le ultime questioni rimaste dalla guerra in Europa. Le autorità britanniche responsabili avrebbero in quel caso cooperato con i sovietici nel Regno Unito al fine di identificare tutti i cittadini sovietici per poi occuparsi del trasposto degli stessi fino a quando non sarebbero stati riconsegnati alle autorità sovietiche. In realtà, secondo la volontà di Stalin, il contenuto degli accordi fu tenuto segreto in quanto non figura nel comunicato finale emesso dalla Conferenza di Yalta. Se i dettagli fossero stati pubblicati, i cittadini sovietici al servizio della Wehrmacht sarebbero stati ben consapevoli del loro destino se fossero tornati in Unione Sovietica e avrebbero avuto la possibilità di prendere le misure necessarie per evitare di cadere nelle mani degli Alleati.

Chi erano i Cosacchi

I cosacchi provenivano per lo più dall’area dell’Ucraina meridionale e si differenziavano in base al nome del clan, designato con il nome del fiume maggiore più vicino. Al tempo degli ultimi zar, i Cosacchi erano considerati una classe militare privilegiata. Infatti si caratterizzavano per la loro superiorità nell’equitazione e per la loro abilità con la sciabola oltre che per le loro caratteristiche uniformi colorate che li definivano. La grande maggioranza di loro era fedele alla famiglia Romanov. Durante la rivoluzione bolscevica i settori dei cosacchi opposero una delle resistenze più dure che l’Armata Rossa abbia mai incontrato: motivo per cui, dopo la rivoluzione, i bolscevichi si vendicarono distruggendo in modo crudele tutte le Repubbliche federali dei cosacchi considerandole tutte parte della Russia solidale con lo zar.

Cosa successe durante la guerra

Nessuno dei principali leader politici tedeschi coinvolti nel fronte orientale voleva avere a che fare con i prigionieri di guerra sovietici o con i cosacchi che combattevano in uniforme tedesca per il Terzo Reich. Il primo nazista che cominciò a cambiare la sua visione dei sovietici fu il tedesco Alfred Rosenberg. Lo stesso successe sia ad Hitler che al capo delle SS Himmler nel 1944. Durante la seconda guerra mondiale i Cosacchi combatterono nell’Armata Rossa contro le truppe dell’Asse che avevano invaso la Russia. Parte di loro, memori delle politiche di “decosacchizzazione” subite ad opera dei bolscevichi, cominciarono a sentirsi lusingati dalla prospettiva di riguadagnare la perduta autonomia e decisero di passare nelle fila tedesche. La loro alleanza con la parte tedesca in realtà non fu stretta in favore del nazismo quanto per amore della loro patria russa e nel desiderio di una seconda guerra civile contro i comunisti.

Leggi anche:  Come il nazismo investì nei cartoni animati per compensare l’amore di Hitler per la Disney

Non perderti foto, video o biglietti in palio per concerti, mostre o party: segui Berlino Magazine anche su Facebook, Instagram e Twitter!

Immagine di copertina: Screenshot da Youtube.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *