Serpenti e lucertole rallentano la costruzione dell’impianto Tesla

Serpenti e lucertole hanno causato la sospensione dei lavori di costruzione della Gigafactory di Tesla. L’impianto dovrebbe comunque entrare in funzione a metà luglio 2021

Due gruppi ambientalisti si sono rivolti al tribunale e sono riusciti a ottenere un’ingiunzione provvisoria che ha costretto Tesla a sospendere l’abbattimento delle foreste per la costruzione del nuovo impianto fuori Berlino. Citando la presenza di serpenti e lucertole europei indigeni, la Lega verde di Brandeburgo (Grüne Liga) e l’Unione per la conservazione della natura e della biodiversità (NABU) hanno ottenuto un’ordinanza d’urgenza dal Tribunale amministrativo di Francoforte. Tesla aveva di recente ottenuto un permesso per eliminare altri 83 ettari (205 acri) di pini a Grünheide, a sud di Berlino, per il suo impianto Gigafactory. La casa automobilistica statunitense vuole che la foresta in più venga rasa al suolo per lo stoccaggio dei prodotti e per la costruzione di un condotto per l’acqua di scarico vicino alla fabbrica. Durante i lavori di preparazione del sito, sono stati bonificati i primi 92 ettari di foresta e Tesla prevede di aprire l’impianto entro luglio del prossimo anno.

 

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La sentenza contro Tesla

Il tribunale ha imposto una «sospensione temporanea dei lavori» per consentire il controllo del caso «in considerazione del rapido progresso della costruzione». Secondo i giudici l’ingiunzione della Lega e della NABU «non era infondata» e hanno notato che l’autorizzazione, se dovesse procedere e richiedere solo pochi giorni, annullerebbe il giusto corso della giustizia. Tesla, lo stato di Brandeburgo e gli ambientalisti forniranno comunque ulteriori testimonianze prima che venga presa una decisione finale.

Preoccupazioni locali sulla gigafactory

Il caso degli ambientalisti si basa sulla legge tedesca di conservazione che dovrebbe essere applicata rigorosamente nel caso di ritrovamenti del serpente liscio indigeno europeo (Coronella austriaca) e della lucertola delle sabbie (Lacerta agilis). Christiane Schroeder, direttrice regionale del NABU, ha accolto con favore la sentenza e, secondo il tribunale, la richiesta deve essere presa sul serio ed esaminata. I residenti del comune di Grünheide, poco più di 8.000 abitanti, hanno espresso preoccupazione non solo per l’acqua insufficiente nella loro regione in cui, 2 anni fa, l’utilizzo era limitato ma anche per il forte impatto sulle zone di conservazione della fauna selvatica.

 

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