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Perché negli aeroporti non si fanno tamponi

Nessun tipo di controllo negli aeroporti tedeschi. Se il volo proviene da una zona considerata non a rischio i passeggeri sono liberi di scendere normalmente. Ma New York è appena stata dichiarata un hotspot Covid-19

Nel pieno della pandemia Covid-19, è possibile che i viaggiatori non subiscano controlli in aeroporto? E’ successo al giornalista Wolfgang Büchner, arrivato a Francoforte con il volo LH403 da New York. Nessuna misurazione della febbre, né alcuna domanda. Lo ha raccontato così in un tweet: “nessuna domanda, nessun controllo, nessuna misurazione della febbre, nessun foglio informativo per centinaia di viaggiatori, niente! Cosa sta succedendo qui?”. Domanda più che lecita vista la situazione attuale. Le “carte di abbandono” sono previste solo su voli da aree considerate a rischio, come Cina, Giappone, Corea del Sud, Iran o Italia. I passeggeri arrivati da queste aree sono rintracciabili dalle autorità (percorso, contatti e indirizzo) in caso di infezione. New York, dichiarato come area a rischio dal Robert Koch Institute, non è stato ancora chiuso. Ma non solo i voli da e per paesi terzi non subiscono controlli. Una collaboratrice della nostra redazione ha preso un volo Berlino-Roma domenica 22 marzo e tutto il personale dell’aeroporto non indossava le precauzioni adeguate (mascherine e guanti). Inoltre, sul volo stesso, non è stata garantita la distanza di sicurezza. Non tutte le file dell’aereo avevano un posto di distanza. Una negligenza non poco trascurabile.

Le autorità tedesche rimettono ai piloti la responsabilità di controllare la salute dei passeggeri. L’unico metro di misura? I sintomi di un raffreddore

Nel caso del giornalista Wolfgang Büchner si è cercato di risalire al responsabile. Ma la ricerca si è dimostrata uno “scarica badile” continuo. Per prima è stata contatta la polizia federale. La quale ha ribadito che gli agenti di polizia all’aeroporto controlla i documenti di viaggio, questo è un “problema con le autorità sanitarie responsabili”. Se un operatore nota un passeggero con sintomi di raffreddore deve trasferirlo nel reparto sanitario. (Da quando i sintomi del Covid-19 sono solo quelli di un raffreddore?) Si ha così interpellato l’ufficio sanitario di Francoforte, ma anch’esso si è dichiarato non responsabile, dirottando la colpa sul Ministero della Salute dell’Assia. Questo a sua volta si riferisce a un ordine di Berlino, secondo cui dovrebbe essere il pilota dell’aereo a comunicare prima dell’atterraggio se sull’aereo sono presenti malati. Nel caso il pilota (da oggi anche con mansioni sanitarie) comunichi la presenza di qualche infetto, allora l’ufficio sanitario verrà informato ed esaminerà i passeggeri. In conclusione di questa (assurda) spiegazione, se il pilota non denuncia alcun malato i passeggeri possono sbarcare normalmente. Francoforte è un cosiddetto aeroporto NSI, sinonimo di norme sanitarie internazionali. Questo vale anche per Monaco, Berlino, Amburgo e Düsseldorf. La procedura stabilita da tali norme è chiara e uniforme: il pilota rimane incaricato e responsabile nel denunciare eventuali malati prima dell’atterraggio.

Negligenza da parte dello Stato tedesco

In tutto il Paese si applicano ormai restrizioni strette controllate dalla polizia, eppure i rimpatriati provenienti da zone non considerate a rischio atterrano negli aeroporti senza essere controllati. Oltre al fatto che gli operatori degli aeroporti tedeschi continuano a lavorare senza le dovute precauzioni, aumentando esponenzialmente il rischio del contagio. Ci si domanda: quando tempo deve ancora trascorrere, quanto devono peggiorare ancora le cose, prima che le misure di protezione siano estese a tutti, viaggiatori e non?

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Immagine di copertina: Pixabay

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