La Germania vuole sanzionare la Russia per l’avvelenamento di Navalny

I due Stati europei rimangono convinti che il Cremlino sia responsabile dell’avvelenamento del leader dell’opposizione Alexei Navalny

Con un annuncio pubblicato il 7 ottobre sulla pagina ufficiale del Ministero per gli Affari Esteri francese, Germania e Francia hanno ribadito «la forte condanna nei confronti dell’avvelenamento di Alexei Navalny in territorio russo». Nel comunicato i due Stati spiegano come il Cremlino non abbia ancora dato «spiegazioni credibili» per quanto riguarda il tentato omicidio di Navalny. Questo nonostante sia stato confermato dai medici tedeschi, che hanno curato Navalny a Berlino, il fatto che il leader dell’opposizione russo sia stato avvelenato con il Novichock, un agente tossico sintetizzato per la prima volta in un laboratorio sovietico tra gli anni ’70 e ’80. Proprio per questo atteggiamento omertoso da parte del Governo russo, Germania e Francia vogliono proporre agli altri Stati europei possibili sanzioni contro la Russia. Di certo questa richiesta non aiuterà a distendere i rapporti già tesi con la Russia.

La Russia avrebbe violato la Convenzione Internazionale contro l’uso delle armi chimiche

L’uso del Novichock, come si legge nel comunicato francese, è stato confermato anche dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW). L’agente tossico era già stato usato per avvelenare l’ex agente segreto russo Sergej Skripal e la sua famiglia nel 2018 in territorio britannico. Anche in quell’occasione il Governo russo aveva respinto ogni accusa nonostante le autorità britanniche avessero dichiarato che il coinvolgimento del Cremlino fosse stato «molto probabile». Secondo Germania e Francia «l’atroce tentato omicidio» di Navalny «mina gravemente i principi fondamentali della democrazia e del pluralismo politico». Inoltre l’uso del Novichock violerebbe le norme internazionali sull’uso delle armi chimiche.

 

Alexei Navalny era stato curato all’ospedale Charitè di Berlino

Navalny si era sentito male il 20 agosto scorso a bordo di un volo partito dalla città di Tomsk in Siberia e diretto a Mosca. Si era reso necessario un atterraggio di emergenza e Navalny era stato trasferito in gravi condizioni in un ospedale russo. Navalny cadde in coma e venne trasferito, dopo una disputa tra medici russi e tedeschi, all’ospedale Charitè a Berlino. Qui i dottori scoprirono che Navalny era stato avvelenato e il Governo tedesco chiese spiegazioni alla Russia che continua a negare ogni suo coinvolgimento nel tentato omicidio. Il 7 settembre Alexei Navalny è uscito dal coma.

 

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