La Germania accoglierà i migranti sbarcati in Italia tra aprile e maggio con Alan Kurdi e Aita Mari

La Germania torna ad accogliere i migranti sbarcati in Italia e a  Malta

La Germania vuole permettere l’ingresso nel Paese ai migranti salvati dalle difficoltà in mare, che sono sbarcati a Malta e in Italia.  In passato lo stato tedesco aveva aveva aiutato regolarmente l’Italia e Malta. Tuttavia, di recente, a causa della pandemia del Coronavirus, non si era assunto impegni al riguardo. Al momento la situazione si sta attenuando, ha detto il ministro federale dell’interno Horst Seehofer. I due paesi mediterranei avevano offerto accogliere, per ciascuno di loro, 80 migranti salvati dalle difficoltà in mare. Le ammissioni avverranno “a fine giugno, luglio”, ha detto il ministro dell’Interno. La promessa di Seehofer riguarda anche i migranti delle navi di salvataggio “Alan Kurdi” e “Aita Mari”. Entrambi erano stati arrestati dalle autorità italiane all’inizio di maggio.

Anche altri Paesi europei sono pronti a riaccogliere i migranti

L’Italia e Malta hanno spiegato, durante la crisi del Coronavirus, che non potevano più offrire un rifugio sicuro ai migranti. Allo stesso tempo hanno chiesto un sostegno più forte da parte di altri paesi europei. Nel fine settimana, Malta ha accolto più di 400 migranti. Molti di loro erano rimasti bloccati su piccole navi al largo delle coste maltesi per diverse settimane, alcuni dalla fine di aprile. Secondo la Commissione UE, lunedì, anche Lussemburgo, Francia e Portogallo sono pronti ad accogliere i migranti sbarcati nell’arcipelago maltese.

Bisogna riprendere le operazioni di salvataggio

Nelle prossime settimane la Commissione Europea intende presentare una nuova proposta per una riforma del sistema d’asilo. I progressi sul tema della migrazione saranno anche un punto all’ordine del giorno della presidenza tedesca del Consiglio dell’UE a partire dal mese di luglio. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) chiede che l’Unione Europea riprenda le operazioni di salvataggio in mare. Secondo quanto dichiarato dalla portavoce dell’OIM Safa Msehli, almeno 157 persone sono morte nel Mediterraneo centrale. Inoltre, c’è un alto numero di casi non denunciati. Poiché gli Stati confinanti e l’Unione Europea avevano fermato i soccorsi ufficiali in mare e i governi ostacolavano gravemente i soccorritori privati, i profughi in barca sono stati lasciati soli al loro destino. A marzo, l’UE aveva sospeso l’uso delle navi nell’operazione “Sophia”, ponendo così praticamente fine al salvataggio statale dei rifugiati nel Mediterraneo.

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