In viaggio a Berlino Est, il romanzo di Claudio Petrozzelli su una giornata nella DDR poco prima della caduta del Muro

Un breve romanzo a firma di Claudio Petrozzelli  che ci catapulta nella vita cittadina di Berlino Est all’alba della non preventivata caduta del Muro

9 Novembre 1988

Il mio nome è Antonio. Sono un giovane giornalista di Avellino, cittadina graziosa nell’entroterra campano….

È questo l’incipit di “In viaggio a Berlino”, romanzo d’esordio dell’irpino  Claudio Petrozzelli, 28 anni, laurea in Scienze Politiche appassionato di storia, politica e viaggi che da anni studia e racconta la vita negli anni del Muro prima di tutto sul suo blog e poi su altre riviste online, tra cui anche noi di Berlino Magazine. Il suo libro è la ricostruzione di un fantomatico viaggio nella parte orientale della capitale tedesca intrapreso dal giovane giornalista Antonio, una relazione finita male da mettersi alle spalle il prima possibile e una quotidianità che si divide tra lavoro,  tifo per i biancoverdi in B dopo dieci anni di A e mancanza di simpatia verso l’allora venerato Ciriaco De Mita. È così che decide di andare a vedere da vicino quella DDR che sembra sarà ancora a lungo al centro della Guerra Fredda. Il viaggio è fissato per quattro mesi dopo. Parte il febbraio 1988 in treno verso Roma e poi in aereo direzione aeroporto di Tegel. Da qui prende un treno per la stazione di Friedrichstraße.

Il clima è gelido ma gradevole. Nell’aria si percepisce un velo di tensione man mano che mi avvicino alla stazione da cui partono i treni per l’Est, per quel mondo inesplorato che nasconde al suo interno segreti e misteri. Non ho potuto scorgere granché della città dall’alto per via del brutto tempo. La percezione che ho, però, è di una città senza una vera identità, grigia e dall’animo di acciaio. Sul treno siamo quasi tutti occidentali; gli unici cittadini dell’Est sono lavoratori con un permesso di pochi giorni. Tallonati dalla Stasi che minaccia le loro famiglie, è praticamente impossibile per loro lasciare il Paese. Poco più di 20 minuti e mi accorgo di aver superato il confine, sono in dirittura d’arrivo alla stazione di Friedrichstraße, vero e proprio check-point per poter entrare a Berlino Est. Una volta sceso dal treno mi metto in coda per i controlli composti da tre file: la più lunga è quella dedicata ai cittadini della Repubblica Federale; un’altra, visibilmente con meno persone, è dedicata ai cittadini di Berlino Ovest”e, infine, io ed un altro paio di coraggiosi siamo nella fila dedicata ai “cittadini di altri Stati”. Superati i controlli di competenza del Ministero per la Sicurezza, ricevo un permesso di 48 ore per poter visitare la parte sotto l’influenza sovietica e cambio le mie lire in 25 marchi tedeschi, la cifra minima giornaliera per noi visitatori per poter avere l’accesso ad Est ad un cambio, in realtà, per niente conveniente. Inutile obiettare. Mentre cerco il treno per raggiungere la mia prossima tappa, mi perdo in questo insieme di corridoi, scale, controlli doganali e passaggi nascosti. Solo da lontano scorgo una piccola porzione di Muro; per il mio bene, preferisco vederlo solo a questa distanza”.

Inizia così un’avventura costellata di luoghi e soprattutto incontri che non esauriranno la propria forza quando Antonio sarà costretto a tornare in Italia. Il lavoro di Claudio Petrozzelli è eccezionale per la precisione con cui non ricostruisce una Berlino che in parte non c’è più sia in termini di luoghi che, soprattutto, di abitudini e modo di pensare. Chi all’epoca c’era e ancora c’è, non è più la stessa persona. Il romanzo scorre velocissimo, una cinquantina di pagine seguita da una ricca cronologia della storia del Muro e la necessaria bibliografia. «L’idea di scrivere questo libro è nata dopo la pubblicazione di alcuni mini racconti su un blog di viaggi che curavo.  Nei miei due ultimi viaggi nella capitale tedesca ho avuto modo di scoprire da vicino i luoghi che hanno caratterizzato gli anni della divisione, dal museo della Stasi ai tunnel sotterranei di Bernauer Straße passando per il DDR Museum fino ad arrivare al Ristorante Pila, luogo davvero mitologico dove ho realizzato un’intervista pubblicata sul vostro blog. Alcuni di questi li ho scoperti anche grazie a Berlino Magazine su cui poi ho pubblicato anche un articolo che li condensava. Camminando tra quelle strade e scoprendo nuovi luoghi sono riuscito a trovare i pezzi del puzzle mancanti per poter avere una trama abbastanza corposa. Così, nei mesi del lockdown, ha preso vita il libro redatto da Antonia De Falco e la cui introduzione è a cura del professor Leonardo Festa»

In viaggio a Berlino Est, ovvero come nasce il desiderio di scrivere un libro sulla metà orientale ai tempi del Muro 

«Ogni volta che passeggio sulla Karl-Marx-Allee o attraverso il Warschauer Brücke mi sento vivo, una sensazione difficile da spiegare a chi non ha mai visitato questa città. Il suo essere cosmopolita e l’unire lo stile moderno con gli edifici retrò dell’epoca socialista è qualcosa che mi affascina. La visito sempre con piacere ed ogni volta scopro luoghi nuovi meritevoli di una visita approfondita. La mitica Vita Cola o i simpatici Ampelmännchen che ancora oggi accompagnano le mie passeggiate nella fu Berlino Est li ho scoperti la prima volta anni fa con  “Goodbye Lenin”, film che tuttora è di grande ispirazione al pari di alcune letture  come “Anschluss” di Vladimiro Giacchè e “La perestroika e la fine della DDR” di Hans Modrow”.  La speranza è che questo lavoro possa essere utile a chi vuole muovere i primi passi alla scoperta di una città intrigante per approfondire le sfumature che ruotano attorno alla caduta del Muro. Il velato sentimento di Ostalgie che traspare dal romanzo non è sicuramente legato ad un regime oppressivo bensì ad una rete di solidarietà e di welfare che oggi viene rimpianta nei territori ormai sempre più abbandonati dell’ex Repubblica Democratica Tedesca.  Spero che questo romanzo aiuti a capirne di più la complessità senza affidarsi solo alle risposte più facili che vengono in mente quando si parla di quel periodo storico».

In viaggio a Berlino Est 

di Claudio Petrozzelli

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