Il video di Berlino nel lockdown firmato da Sven, il bouncer del Berghain

Il famosissimo bouncer del Berghain ci racconta di una Berlino quasi deserta durante l’epidemia del Covid-19 con il suo video: Isolation

Solitamente conosciuto sotto altre vesti, Sven Marquardt, comunemente chiamato da tutti solo Sven, ci racconta della capitale tedesca ai tempi del Coronavirus. Forse, non tutti conoscono il lato artistico del bouncer. Il 23 aprile ha condiviso con i suoi fan un video ideato e creato da lui. Il video narra di una Berlino muta, vuota. Si tratta di un vero e proprio viaggio introspettivo e Berlino fa da sfondo. Certo, non è la solita Berlino che si è abituati a vedere. Strade vuote, assenza totale di traffico. Tutte le porte dei club sono chiuse. Date di riapertura in work in progress. La voce fuoricampo che accompagna le immagini del video è la sua. Comincia parlando di un film, probabilmente un film importante per la sua vita. Si tratta di un film drammatico, In einem Jahr mit 13 Monden (Un anno con 13 lune), del regista tedesco Rainer Werner Fassbinder. Un filo conduttore della storia parla dell’atteggiamento delle persone di fronte a catastrofi personali. In questo tempo così lento, che proprio non appartiene alla vita di Sven, ci racconta come vive il lockdown e la città.

 

In Isolation vediamo una città che si è fermata, nel pieno della stagione, e con la città anche Sven

“Professionalmente per me è stato un arresto improvviso. Le porte dei club di Berlino sono chiuse e 2/3 terzi del mio lavoro da fotografo si svolgono all’estero”. Nel video scorrono le fotografie, i ritratti, il lavoro più artistico del bouncer. Racconta del suo modo di lavorare. “Ho sempre lavorato in modo analogico, con persone davanti alla macchina fotografica. Se questo dovesse cambiare, sarebbe ancora troppo presto per me” è così che introduce la carrellata di primi piani rigorosamente in bianco e nero. In questa pausa forzata, Sven si ritrova a non avere uno studio, un atelier. Ci racconta di un desiderio che a volte ritorna. Ma ora si ritrova a casa, unico archivio del suo lavoro da fotografo. Le fotografie, sembrano essere un passato da riordinare, da riscoprire. Anche Sven ha avuto un momento di debolezza. Accettare il lockdown, nonostante in Germania non sia stato poi così rigido, è stato difficile. Sapere di non essere gli unici, di non essere soli è la luce in fondo al tunnel.

 

La chiusura dei club di Berlino ha lasciato a casa molti dipendenti

E’ ormai passato più di un mese dalla chiusura delle porte dei club di Berlino. Lo storico Berghain è stato uno dei primi club ad annullare gli eventi e a chiudere le porte. Le ultime serate risalgono al weekend del 7/8 marzo. Inizialmente la chiusura aveva una data di fine: il 20 aprile. Adesso, che la situazione è cambiata radicalmente, sappiamo che eventi e raduni sono vietati. Si suppone come data il 31 luglio, ma si tratta di date ipotetiche. E’ necessario vagliare e tenere sotto controllo la curva del virus. Purtroppo, i club, così come molti altri spazi dediti all’intrattenimento e al divertimento, saranno gli ultimi a riaprire.

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Immagine di copertina: Screenshot from Vimeo

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