Il diario di Hans Posse, l’uomo che girò l’Europa per le opere (rubate) del museo di Hitler

Lo storico d’arte Hans Posse venne incaricato da Hitler di raccogliere preziose opere d’arte di tutte le epoche storiche

Durante la seconda guerra mondiale i nazisti si impadronirono di molte opere d’arte, sia trafugandole dai territori occupati, sia confiscandole agli ebrei deportati. Che Hitler amasse la pittura tanto da essere lui stesso pittore è un fatto abbastanza noto. Meno noto è il piano del Fuhrer di costruire un museo mastodontico a Linz, all’interno di una generale riqualificazione della città. L’uomo dietro questo progetto era lo storico d’arte Hans Posse. Il suo compito era di viaggiare per l’Europa al fine di trovare le più preziose opere d’arte, dalla preistoria fino agli inizi del XIX secolo. Posse avrebbe usato tutti i mezzi a disposizione del regime per ottenere le opere, quindi oltre all’acquisto anche la confisca.

I diari di Hans Posse rappresentano un prezioso documento per capire come i nazisti siano riusciti a ottenere così tante opere d’arte

Hans Posse tenne alcuni diari durante i suoi viaggi per il reperimento di opere d’arte. Essi comprendono appunti scritti velocemente a matita, schizzi e descrizioni a penna di opere appena visionate. Questi diari sono oggi visionabili anche on line e rappresentano un prezioso documento per capire come i nazisti abbiano potuto trafugare tante opere d’arte. I viaggi di Posse iniziarono nel 1939. La prima città ad essere visitata fu Monaco. Successivamente si recò a Vienna dove erano custodite molte opere d’arte confiscate agli ebrei deportati. Il 10 luglio Posse scrisse nel suo diario che queste opere ammontavano a circa 8000 pezzi. Altre sue mete furono le città di Venezia, Firenze, Varsavia, Cracovia, dove acquistò dipinti di  Tiziano, Raffaello, Canaletto, Rubens, Rembrandt e Van Dyk.

Durante la guerra le opere vennero nascoste in una miniera e dato poi l’ordine di farla esplodere

Durante la guerra i nazisti nascosero le opere all’interno di una miniera di sale ad Altausse, vicino Salisburgo. Quando la guerra era quasi al termine venne dato l’ordine di far saltare la miniera e con essa le opere d’arte. L’ordine tuttavia non venne eseguito e nel 1945 gli alleati trovarono il rifugio con le opere. Esso comprendeva 6500 opere d’arte di cui 4700 erano destinate al futuro museo della città di Linz. Dopo la guerra iniziarono le restituzioni ai legittimi proprietari. Molte opere rimasero senza padrone e dopo il vuoto giuridico post conflitto esse riapparvero in musei o collezioni private. Alcune cause di restituzione continuano ancora oggi.

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Immagine di copertina: Screenshot da Youtube

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