Arco di Galerio da Pixabay Foto di Thanasis Papazacharias https://pixabay.com/it/photos/arco-di-galerio-antica-romano-4996115/

I Catti, celebri guerrieri germani nemici di Roma raccontati, con ammirazione, anche da Tacito

Disciplina e volontà ferrea: le insolite qualità dei Catti capaci di impressionare anche Tacito

Coraggio, onore e dignità. Qualità piuttosto insolite tra gli antichi popoli germanici, secondo il poeta, senatore e storico romano Tacito, ma che caratterizzavano uno tra di essi: i Catti. Questo popolo aveva colpito talmente il letterato che, nella sua opera Germania, dedica un’intera parte ai Catti, etnia che incarnava perfettamente i tre valori. Dal latino Chatti o Cháttoi, scrive Tacito, questa antica popolazione germanica viveva nell’Assia centro-settentrionale e Bassa Sassonia. Per Tacito i Catti erano un’eccezione rispetto agli altri popoli germanici, caratterizzati da una spiccata intelligenza e da una ferrea disciplina, particolarità che li distinguevano dalle altre etnie descritte nella sua opera.

I Catti e l’arte della guerra

A colpire Tacito fu anche il modo di combattere dei Catti. Essi erano infatti estremamente fedeli al proprio comandante, una qualità tipicamente romana ma poco comune nelle popolazioni germaniche. Secondo Tacito era «a dir poco spaventoso» trovarsi di fronte al loro esercito e combattere contro di loro e, sempre secondo lo storico, erano gli unici tra i popoli germanici a rispettare l’ordine dello schieramento in battaglia. Tra le tradizioni legate alla guerra più interessanti vi era quella di lasciarsi crescere barba e capelli e di tagliarseli solo dopo aver ucciso per la prima volta un nemico sul campo di battaglia. Con il sangue delle vittime, invece, si segnavano il volto, ritenuto l’unico gesto attraverso il quale rendere onore ai loro antenati.

Qui un interessante video che ricostruisce la sconfitta dei Romani

Il misterioso e leggendario passato dei Catti: l’importanza di questa popolazione germanica per la Scozia

I Catti avevano, tra i loro antenati, i Fenici e le tribù ebraiche dei Gad, ma la loro storia, prima di insediarsi in Assia e Bassa Sassonia è ancora avvolta nel mistero. Nel 50 d.C. i Catti tentarono di conquistare i territori della Germania Superiore ma furono pesantemente sconfitti dall’Impero Romano. Alcuni tra loro rimasero in Germania, assoggettati all’Impero, ma altri si mossero verso la Scozia. Sir Robert Gordon, storico scozzese del XVII secolo, descrive il leggendario arrivo dei Catti in Scozia. «Nell’Anno Domini 82 arrivò in Scozia un popolo il germanico chiamato Catti. (…) Al loro arrivo il capitano scese a esplorare la nuova terra quando vennero attaccati da mostruosi, giganteschi gatti selvatici. Lo scontro fu cruento ma, alla fine, uccise tutti gli animali. Da quel momento lo stemma dei Catti fu un gatto con una zampa sollevata, pronto a dire le sue ultime preghiere». I Catti chiamarono questi territori Caithness o “gall taobh,”, letteralmente “terra, spiaggia dello straniero”. Secondo un antico documento inglese è proprio ai valorosi Catti che il clan scozzese dei Keith deve la propria origine. Il primo capo del clan secondo lo storico gaelico Senachies fu Gilli Chattan Noir, letteralmente capo dei Catti. Da qui parte la discendenza dei Keith, generalmente noti come Clan Catti.

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Immagine di copertina: Arco di Galerio da Pixabay Foto di Thanasis Papazacharias

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