Helgoland, il suggestivo arcipelago tedesco dalle storie (e Storia) incredibili

Un’oasi di relax nel Mare del Nord, un gioiellino tutto tedesco

L’arcipelago di Helgoland è situato nel land dello Schleswig-Holstein, nella parte sud-orientale del Mare del Nord, ed è composto da due isole (Helgoland e Helgoland-Düne). L’isola di Helgoland è divisa a sua volta in due zone: nella parte bassa troviamo il porto, la passeggiata lungomare, il municipio, l’acquario e il “Kurhaus”, un centro di cura per malattie respiratorie. Nella parte alta ci sono il grande faro e un sentiero panoramico con una meravigliosa vista sul mare, che porta fino allo scoglio “Lange Anna”. Nell’isola di Düne è presente l’aeroporto, circondato da ampie e splendide spiagge balneabili. Attualmente Helgoland è un rinomato luogo di villeggiatura che gode di uno status particolare di esenzione fiscale. L’isola è esclusa dall’area di applicazione di determinate imposte dell’Unione Europea, di conseguenza gran parte dell’economia si basa sul commercio di sigarette, bevande alcoliche e profumi per i turisti che visitano l’isola. Questo luogo è davvero speciale: ogni anno, da novembre a gennaio, delle colonie di foche grigie scelgono questo fazzoletto di terra nel Mare del Nord per far nascere e crescere i propri cuccioli. Per la convivenza pacifica di uomini e animali, l’amministrazione di Helgoland, sotto la giurisdizione tedesca, ha realizzato dei sentieri nelle dune. I visitatori devono mantenere una distanza di almeno 30 metri.

Helgoland è sinonimo di contesa tra Inghilterra e Germania

Nel 700 i frisoni si stabilirono su questa bella isola, vivendo di pesca di aringhe e di allevamento di pecore, ma anche grazie all’estrazione di gesso. La lontananza dalla terraferma rendeva la vita degli abitanti di Helgoland relativamente tranquilla, nonostante il territorio fosse politicamente conteso soprattutto tra i danesi e i duchi di Schleswig e di Holstein. Nel 1806 però Helgoland passò all’Inghilterra. Le successive tensioni militari tra Inghilterra, Francia, Danimarca e Prussia la resero un fiorente centro di contrabbando. Con un trattato internazionale del 1890 tra la Gran Bretagna e la Germania, Helgoland passò alla Germania. La leggenda narra di uno scambio tra le isole di Helgoland e Zanzibar, ma Zanzibar non è mai appartenuta alla Germania. In ogni caso, le vicissitudini non finiscono qui. Nel 1947 gli inglesi, intenti ad eliminare una volta per tutte tutti i possibili pericoli per la loro sicurezza militare nel Mare del Nord, hanno provato far saltare in aria tutta l’isola. Con la più grande esplosione non-nucleare della storia, dovuta a circa 6.700 tonnellate di esplosivi, un gigantesco getto di fuoco e un fungo di fumo alto 9 chilometri, gli inglesi distrussero gran parte dell’isola.

Fonte immagine: Flickr

Dalla storia al mito: i riferimenti nella cultura popolare

Il nome di questa terra, ricordata anche da Tacito come le Colonne d’Ercole, ricorda l’inglese holy land, ovvero terra santa. Potrebbe derivare dall’isola santa di Lindisfarne, a 300 miglia di distanza. Era da lì che veniva St. Willebrod, il missionario cristiano che vi fece naufragio nel 699. Ma per i soldati inglesi Helgoland divenne “Hell-go-land” (il paese che va all’inferno).

Molti fan della saga di Harry Potter hanno identificato l’isola come il luogo in cui sorgerebbe la prigione di Azkaban. La deduzione è stata data dalla descrizione geografica fatta dall’autrice:
« …Arrivo or ora da Azkaban» aveva detto Caramell ansante, rovesciandosi in tasca un bel po’ d’acqua dal bordo della bombetta, «in mezzo al Mare del Nord, sa, un volo orribile… i Dissennatori sono in tumulto… »
(Harry Potter e il principe mezzosangue – J. K. Rowling)

Vi chiedete il perché di tutto questo interesse per un piccolo arcipelago tedesco? Il motivo risiede nella possibile localizzazione di Atlantide in una terra affondata vicino ad Helgoland. Il pastore tedesco Jürgen Spanuth nel 1953 suscitò grande scalpore con la teoria sulla collocazione di Atlantide in quelle zone, da lui individuata grazie a certi presunti resti archeologici. L’autore sostenne fortemente l’opinione che l’Atlantide del Mare del Nord fosse affondata durante l’età del bronzo, per riemergere parzialmente durante l’età del ferro. In realtà, siamo ora certi si sia trattato di un errore, ma l’enorme successo del ciarlatano Spanuth costrinse seri e veri studiosi tedeschi a dire la loro sulla sua strampalata ipotesi.

 

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Immagine di copertina: Flickr

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