In Germania si parla di rendere obbligatorie le visite ai campi di concentramento

A proporlo è stata Sawsan Chebli, esponente dei socialdemocratici, nata a Berlino da genitori palestinesi

L’idea risale al marzo scorso, ma è ancora oggetto di dibattito. Sawsan Chebli, membro del consiglio comunale di Berlino (il cosiddetto Senato) vorrebbe così arginare l’ondata di antisemitismo serpeggiante in Germania anche a causa della crescente presenza di musulmani.

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Antisemitismo e immigrazione in Germania

L’obbligo sarebbe indirizzato ad ogni singolo cittadino, compresi gli immigrati. Visitare campi di concentramento potrebbe essere un’opportunità, soprattutto per questi ultimi, di provare un’empatia con tali memoriali, sostiene il presidente del consiglio Josef Schuster. “Chi ha dovuto scappare dal proprio Paese può facilmente sviluppare un senso di empatia in questi memoriali”, ha dichiarato il Presidente del consiglio, Josef Schuster all’emittente radiofonica Deutschlandfunk. L’idea ha trovato l’ok anche dall’ultimo congresso ebraico mondiale. Secondo il suo Presidente, Ronald S. Lauder: “La proposta è un metodo incoraggiante ed efficace per educare le persone di tutte le origini sul tentativo nazista di spazzare via l’intera popolazione ebraica d’Europa e i pericoli che tale odio può produrre. Più di ogni altro paese, la Germania ha affrontato i crimini del suo passato in modo onesto e diretto chiarendo a più alti livelli del governo che la memoria dell’Olocausto non deve mai essere dimenticata o diminuita”.

Una proposta che non convince tutti

Non si può dire che la proposta viene considerata buona da tutti. Secondo la  direttrice del Dipartimento di studi europei e tedeschi Sabine von Mering, dell’Università di Brandeis, (Massachussets) che la dichiara inefficace al fine di poter sradicare razzismo e xenofobia. In Germania risiedono al momento circa 200.000 ebrei. Il Paese è riuscito negli ultimi decennia costruirsi la reputazione di luogo tollerante e sicuro per gli ebrei, anche se i dati mostrano che i crimini antisemiti denunciati alla polizia sono aumentati del 4% fino a 681 nei primi otto mesi di 2017 dello stesso periodo del 2016. La proposta di Sawsan Chebli è ancora oggetto di dibattito, difficile che diventi legge, ma contribuisce a stimolare un confronto e a cercare una soluzioni per frenare l’ondata d’odio che sta coinvolgendo non solo la Germania, ma tutta l’Europa.

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