Coronavirus, un tedesco racconta quanto sia difficile fare il test a Berlino

Un cameraman tedesco di ritorno dall’Italia dove è stato per lavoro, ha temuto di poter contagiare famiglia e colleghi. Ha tentato di effettuare il test ed è stato respinto dal suo medico

Dopo l’aumento dei casi di Coronavirus in Italia, a Berlino le autorità si preparano a un’eventuale diffusione. Finora non è stato rilevato alcun caso, l’amministrazione sanitaria del Senato ha ripetutamente sottolineato nei giorni scorsi di essere ben preparata ad una possibile epidemia. Tuttavia a Berlino una persona ha raccontato a rbb|24 di com’è difficile effettuare test per il coronavirus. Un cameraman tedesco è stato per lavoro ai Campionati del Mondo di Biathlon nel Nord Italia. Per paura di essere un possibile portatore, lunedì mattina ha voluto fare il test  prima di tornare in famiglia e dai colleghi. Il 35enne ha provato a chiamare la linea diretta dell’amministrazione sanitaria. Dopo un’ora di chiamate ha raggiunto i dipendenti che lo hanno indirizzato al suo medico di famiglia. Al telefono gli è stato detto dal suo medico che questi non voleva ammettere nessuno nel suo studio che si trovasse in una zona contaminata. Inoltre, non aveva in magazzino un test rapido.

300 euro per chi non soddisfa i criteri per il test

L’uomo è stato quindi indirizzato all’ospedale Charité di Berlino. Questa è la struttura a cui si fa riferimento per la rilevazione del virus nella capitale tedesca. Il personale dell’ospedale gli ha riferito che il test rapido di Covid-19 è riservato a persone che avevano avuto contatti reali con persone infette. Inoltre, gli è stato detto che gli sarebbe stata addebitata una spesa di 300 euro. Lunedì sera l’amministrazione sanitaria di Berlino ha informato rbb|24 che la hotline era «principalmente per un chiarimento». Inoltre che l’uomo non è stato a Wuhan né in un’area del nord Italia dove c’è stato il contagio. Coloro che non soddisfano questi criteri dovranno pagare le spese.

C’è positività riguardo le capacità delle strutture della capitale di affrontare un’eventuale epidemia 

Le strutture messe a disposizione dall’amministrazione sanitaria del Senato sono 38 ospedali e vari centri di emergenza. Come ha recentemente spiegato Martin Matz, segretario di Stato dell’amministrazione sanitaria del Senato, in risposta a un’interrogazione scritta da vari parlamentari della CDU, tutti e 38 gli ospedali e i centri di emergenza di Berlino sono adatti al trattamento di persone affette da Coronavirus. Il Segretario di Stato prevede che gli ospedali, anche per quanto riguarda il personale, siano attrezzati in modo da garantire il trattamento dei pazienti.

Leggi anche: “Coronavirus: chi torna dall’Italia sarà invitato a sottoporsi a controlli in Germania

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