Cerimonia per i 75 anni da Auschwitz, l’Italia ancora non ha detto chi la rappresenterà

L’Italia fantasma alla cerimonia per i 75 anni da Auschwitz. Tra ministri, premier e capi di stato non è stato ancora detto chi la rappresenterà.

“A 9 giorni dalla cerimonia per i 75 anni dalla liberazione di Auschwitz, l‘Italia invitata mesi fa come tutti gli stati UE, non ha ancora fatto sapere chi la rappresenterà”. Lo fa notare Jeanne Perego con uno stato su facebook. Dopo che l’organizzazione dell’evento ha pubblicato online la lista delle conferme. In quest’ultima manca l’Italia, a cui di certo non mancano capi di Stato, premier o ministri.

La cerimonia per il 75 esimo anniversario della liberazione del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau.

La commemorazione ufficiale si svolgerà presso il sito dell’ex campo lo stesso 27 gennaio. La giornata si svolgerà in due momenti salienti. Alle ore 15:30 si svolgerà la principale commemorazione di fronte al cancello della morte. Sopra il quale verrà appesa una speciale tenda. Aprirà l’evento il presidente della Repubblica di Polonia, Andrzej Duda, con un discorso di benvenuto. A seguire interverranno gli stessi sopravvissuti al campo, ospiti di onore della commemorazione, e il rappresentante di “The Pillars of Remembrance”, Ronald S. Lauder. Si concluderà con i ringraziamenti del Dr. Piotr M. A. Cywiński, direttore del Memoriale di Auschwitz, e le preghiere ecumeniche. 

Il capitolo più triste della storia dell’umanità. Quanto è importante ricordare.

In tutto il mondo, Auschwitz è il simbolo di terrore, genocidio e olocausto. Fu fondata dai tedeschi nel 1940, nella periferia di Oswiecim, una città polacca che fu annessa al Terzo Reich dai nazisti. Il suo nome fu cambiato in Auschwitz. Successivamente venne annessa la parte di Birkenau, conosciuta anche come Auschwitz II. Inizialmente era stato pensato per essere come tutti gli altri campi di concentramento che i nazisti avevano istituito sin dai primi anni ’30. Ha funzionato nello stesso modo fino al 1942, quando si è trasformato nel più grande centro di sterminio del mondo. Sono accertati almeno un milione di ebrei morti, uccisi prevalentemente nelle camere a gas, dove veniva utilizzato l’antiparassitario  Zyklon B. Oltre agli ebrei sono stati uccisi 70 mila polacchi, 20 mila rom e sinti, e 10 mila prigionieri di guerra. Oltre ai circa 900 mila prigionieri di Auschwitz non registrati dai nazisti. 

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Immagine di copertina: Pixabay

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