Berlino e quasi tutte le regioni tedesche chiudono scuole, asili, musei, teatri e biblioteche

Berlino comincia a prendere le misure a lungo attese per contrastare l’aumento dei contagi di Coronavirus

Le misure del Senato di Berlino nella lotta contro il coronavirus si estendono. Come fatto emergere attraverso diversi comunicati teatri statali, teatri dell’opera, musei, biblioteche e sale da concerto sono chiusi a partire da oggi, venerdì 13 marzo. Le scuole lo saranno da lunedì 16. La riapertura prevista è per il 19 aprile. Stesse misure sono prese anche da Nord Reno Vestfalia, Baviera, Bassa Sassonia, Brandenburgo, Brema, Renania-Palatinato, Schleswig-Holstein, Baden-Württemberg e Saarland.  Ad Amburgo per il momento la riapertura è fissata al 29 marzo. Sassonia, Turingia e Sassonia-Anhalt chiuderanno le scuole, ma non è ancora ufficiale fino a quando. L’esempio delle istituzioni culturali statali di Berlino è seguito anche da alcune aziende private. Il divieto di inaugurare eventi con più di mille persone ha inciso sulla scelta di molti organizzatori di iniziative più piccole di annullarle autonomamente

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Dopo intense discussioni con i rispettivi direttori, anche il Berliner Ensemble, lo Schaubühne, il Grips-Theater e la Komödie am Kurfürstendamm nello Schillertheater cesseranno di suonare da venerdì al 19 aprile. «Consigliamo anche agli altri teatri privati di procedere in questo modo», si appella al Senatore per la Cultura. Anche l’Isola dei Musei rimane deserta. I quattro musei statali di Berlino rimarranno chiusi fino al 19 aprile: il Bröhan Museum for Art Nouveau, Art Deco e Functionalism, la Berlinische Galerie/Museum of Modern Art, il German Museum of Technology e il City Museum. Anche il Memoriale del Muro di Berlino in Bernauer Strasse rimarrà chiuso fino al 19 aprile. Anche la Prussian Cultural Heritage Foundation chiuderà sabato tutte le sue sedi a Berlino. Saranno interessati tutti i musei dell’Isola dei Musei, tra cui l’Altes Museum, il Neues Museum, il Pergamon Museum e il Bode Museum. Sono interessati anche l’Hamburger Bahnhof, il Museo Berggruen e il Museo della Fotografia.

La cultura di Berlino chiede aiuto

Klaus Lederer, assessore alla cultura di Berlino, ha chiesto al governo federale un risarcimento finanziario per le istituzioni culturali interessate. Egli si aspettava «che nel fornire assistenza in caso di crisi agli attori economici, si debba prestare uguale attenzione alle istituzioni culturali indispensabili per il funzionamento di una comunità democratica e agli operatori culturali, molti dei quali lavorano come freelance». Soprattutto le piccole istituzioni e gli artisti freelance si trovano ora in difficoltà finanziarie. E continua: «Noi come Paese non saremo in grado di affrontare questi problemi da soli»

 

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Immagine di copertina: Pixabay

1 commento
  1. Corrado
    Corrado dice:

    Sarebbe anche ora di chiamarli Stati. Non è una questione di lana capriana. Il Fatto che i Länder siano Stati e non regioni spiega perché questo apparente ritardo. Il governo federale (Merkel e i suoi ministri) non possono obbligare i Länder a fare niente, proprio perché sono stati sovrani e hanno giurisdizione esclusiva su molti temi, inclusi sanitá e istruzione. D’altronde lo si trova spiegato anche nel sito della ambasciata tedesca
    https://www.tatsachen-ueber-deutschland.de/en/chapter/state-politics/federal-state
    (In inglese)

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