La storia dei 6 figli di Goebbels, avvelenati dalla mamma poco dopo il suicidio di Hitler

Chi era Magda Goebbels, la donna che uccise i suoi stessi figli

Magda Goebbels era moglie del ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels e presunta amante di Hitler. La donna, a partire dai suoi vent’anni, era già stata sposata con il ricco industriale tedesco Günther Quandt. Nel 1921 ebbe il suo primo figlio, Hararld – il solo a sopravvivere alla guerra – e otto anni dopo divorziò dal marito. Conobbe per la prima volta Joseph Goebbels nel 1930 durante un incontro del partito nazionalsocialista in cui lui faceva da oratore. I due si sposarono un anno più tardi e poiché Hitler ebbe rapporti molto intimi con la coppia si sospetta che in realtà il loro fosse un matrimonio di copertura volto a garantire la vicinanza di Magda nella cerchia del Führer. Nonostante le speculazioni, non ci sono prove storiche a supporto di questa presunta relazione, indubbia è però la fedeltà e ossessione che Magda nutriva nei confronti di Hitler e del regime. L’1 settembre del 1930 si era iscritta al partito e aveva iniziato a lavorare come volontaria sospinta da un forte convincimento degli ideali nazisti. Fu con il declino del regime che la donna, per disperazione, scelse di uccidere i propri figli e di togliersi subito dopo la vita.

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Come vennero uccisi i sei figli Goebbels

Alla fine della guerra, mentre le Armate Rosse stavano entrando a Berlino, l’intera famiglia Goebbels, che contava sei figli, fu invitata a risiedere nel bunker della Cancelleria. Quando ormai il regime sembrava arrivato al crepuscolo, Hitler invitò i coniugi Goebbels a scappare per mettere in sicurezza i figli, ma nessuno dei due volle trarre in salvo i bambini a spese della loro fedeltà al regime. Quando Hitler e la compagna Eva Braun si suicidarono il primo maggio del 1945, Magda e Joseph decisero di togliersi anche loro la vita, ma solo dopo aver sottratto i propri figli a un mondo in cui il regime nazista era stato annientato. Secondo le fonti, i bambini furono narcotizzati con la morfina e poi avvelenanti con il cianuro. Una volta uccisi i propri figli, anche i genitori si tolsero la vita fuori dal bunker con della benzina. I corpi furono ritrovati pochi giorni dopo non ancora del tutto carbonizzati.

Scena dell’omicidio dei figli Goebbels nel film La caduta

Le ultime parole di Magda Goebbels che spiegano il suo folle gesto

La donna scrisse una lettera al suo primo figlio, Hararld, che si trovava in Nord Africa come prigioniero di guerra, in cui spiegava il gesto che stava per compiere e le ragioni che l’avevano indotta a quella folle decisione: «Mio figlio adorato! Siamo nel Führerbunker già da sei giorni – papà, i tuoi sei fratellini e sorelline ed io – nell’intento di dare alle nostre vite nazionalsocialiste l’unica possibile onorevole conclusione… sappi che sono rimasta qui contro la volontà di papà, e che anche domenica scorsa il Führer voleva aiutarmi ad andarmene. Tu conosci tua madre – abbiamo lo stesso sangue – non ho avuto alcuna esitazione. Il nostro glorioso ideale è andato in rovina e con esso tutto ciò che di bello e meraviglioso ho conosciuto nella mia vita. Il mondo che verrà dopo il Führer e il nazionalsocialismo non è più degno di essere vissuto e quindi porterò i bambini con me, perché sono troppo buoni per la vita che li attenderebbe, e un Dio misericordioso mi capirà quando darò loro la salvezza… I bambini sono meravigliosi… mai una parola per lamentarsi o una lacrima. Le bombe scuotono il bunker. I bambini più grandi proteggono quelli più piccoli, la loro presenza è una benedizione e riescono a far sorridere il Führer di tanto in tanto. Possa Dio aiutarmi a trovare la forza di superare la prova finale e più difficile. Ci resta un solo obiettivo: la lealtà verso il Führer anche nella morte. Hararld, mio caro figlio – voglio trasmetterti quello che ho imparato nella vita: sii leale! Leale verso te stesso, leale verso le persone e leale verso il tuo paese… Sii orgoglioso di noi e cerca di tenerci tra i ricordi più cari…». I figli vittime di questo fanatismo erano di età compresa tra i 4 e i 12 anni il giorno del loro omicidio.

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Immagine di copertina: ©  By Bundesarchiv, Bild 146-1978-086-03 / CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 de

1 commento
  1. maria catena saccoccio
    maria catena saccoccio dice:

    Certo che questo Harald Quandt ha avuto un gran bel culo a trovarsi prigioniero di guerra proprio in quel frangente….altrimenti la sua mammina puttana magari avvelenava pure lui, grande e grosso com’era, col cianuro. Aho, ma certo che tra il ’39 e il ’45 ci avevate proprio ‘na fissazione con l’insetticida cianogenetico……….

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