Berlino vuole cambiare il nome alla via dedicata a Papa Pacelli, Pio XII, per non aver difeso abbastanza gli ebrei

Due storici lanciano una petizione per rinominare Pacelliallee, la strada dedicata a Pio XII a Dahlem

Gli storici Julien Reitzenstein e Ralf Balke hanno lanciato un’iniziativa per rinominare la Pacelliallee a Dahlem, dedicata a Papa Pio XII, pontefice in carica durante la Seconda Guerra Mondiale e nel periodo del dopo-guerra. Le ragioni di questa iniziativa risiedono nelle accuse contro Papa Pio XII in merito al suo rapporto con il nazismo e al suo ruolo nella questione ebraica. Molte fonti hanno rivelato che Papa Pacelli ha avuto un ruolo rilevante nel tacere gli orrori dell’Olocausto. E’ opinione diffusa che egli fosse a conoscenza del piano diabolico del Führer, contro il quale non si oppose mai.

Reitzenstein si batte per questa iniziativa in nome di tutti gli ebrei che hanno perso le loro proprietà e la loro vita

Papa Pacelli non criticò mai pubblicamente i nazionalsocialisti per lo sterminio di massa degli ebrei. Vari chierici cercarono di fare pressioni per farlo parlare, ma lui rifiutò sempre. Quando, il 16 dicembre del 1943, più di mille ebrei furono trattenuti per due giorni nei pressi del Vaticano in attesa di essere deportati, Papa Pacelli non si oppose. Non solo non lo fece pubblicamente, ma non inviò nemmeno una lettera privata a Hitler per impedirgli di mettere in atto lo sterminio. Reitzenstein si batte per questa iniziativa in nome di tutti gli ebrei che hanno perso le loro proprietà, e spesso anche la loro vita, a causa delle persecuzioni antisemite. In particolare, lo storico trova assurdo che venga dedicato un viale – dove un tempo vivevano tante famiglie ebree – a chi ha permesso a molti autori di violenze antisemite di farla franca di fronte alla giustizia.

Il nuovo nome proposto per il viale è quello di Golda Meir, una politica israeliana

La petizione lanciata da Reitzenstein ha già ottenuto un migliaio di firme. Il nuovo nome proposto per il viale è quello di Golda Meir, una politica israeliana. La Meir è stata la prima donna in capo al Governo di Israele  e la terza donna al mondo a ricoprire questa posizione. Tra i tanti a favore della nuova denominazione vi è anche Felix Klein, commissario per l’antisemitismo del Governo federale. «Il dibattito si concentra sulla controversa figura di Papa Pio XII. [..] Ha taciuto sull’Olocausto e sull’omicidio dei Sinti e dei Rom, molti dei quali erano cattolici», ha affermato Klein.

Proteste da parte del Vaticano e da AfD

Ovviamente, il Vaticano si è opposto alla proposta di Reitzenstein. Ma le opposizioni non sono venute solo dalla Santa Sede. C’è stata anche una contro-petizione, lanciata per preservare il nome attuale, che presenta un numero di sostenitori pressoché uguale. L’autore è un vaticanista di Düsseldorf, con una personalità controversa. Alcune delle sue opere vengono pubblicate dall’editore Kopp Verlag. Quest’ultimo pubblica libri e testi in merito a tematiche particolari, quali l’esoterismo di destra, il populismo, l’estremismo e le teorie della cospirazione. Anche AfD si è opposto all’iniziativa di Reitzenstein, sostenendo le argomentazioni del vaticanista di Düsseldorf.

Golda Meir. Fonte: Wikimedia

Sulla Pacelliallee vivevano molti ebrei che poi vennero deportati

Un tempo, questo viale era costellato di case di proprietà di famiglie ebree. Anche il pastore Martin Niemöller – forte oppositore del nazismo – ha vissuto nella canonica di Pacelliallee. Come gli ebrei, anche lui ha subito anni e anni di torture nei campi di concentramento. Allo stesso tempo, anche molti nazisti vivevano in questa strada. Tra questi Emil Georg von Stauß, ex direttore generale di Deutsche Bank, tra i primi sostenitori di Hitler e vicepresidente del Reichstag dal 1934. Pacelliallee è un luogo intriso di storia. Passeggiando lungo il viale si viene catapultati direttamente nel passato. Tra le tante storie umane che questa strada può raccontare vi è quella di Richard Semmel, un produttore ebreo di biancheria. Semmel visse nella villetta al civico 19-21 di Pacelliallee fino al 1933, quando fu costretto a fuggire. Come molti altri ebrei dovette svendere la propria abitazione. Oggi la villa è sede dell’ambasciata irachena.

Pacelliallee, civico 19. Fonte: Wikimedia

Quali sono le ragioni che hanno spinto Reitzenstein a lanciare la petizione

Sul sito, in cui è possibile firmare la petizione, sono espresse molto chiaramente tutte le ragioni che hanno spinto gli autori ad intraprendere questa iniziativa.
Innanzitutto, se si osservano con attenzione i nomi di tutte le strade del distretto di Dahlem, compare un solo nome femminile: Königin-Luise-Straße. La Golda-Meir-Allee sarebbe così la seconda strada dedicata ad una donna. La nuova denominazione contribuirebbe ad onorare la vita di una donna che è riuscita a diventare una tra le prime figure femminili a guidare uno Stato. Inoltre, la Meir ha un certo rapporto con la città di Berlino. Nel 1960, l’allora sindaco di Berlino Willy Brandt, si era recato in Israele e Golda Meir, all’epoca Ministro degli Esteri, lo aveva accolto nel Paese. Ma le vere ragioni di questa iniziativa sono molto più sottili. Secondo gli autori della petizione, la Meir rappresenta una perfetta alternativa all’attuale soggetto cui la strada è dedicata. Alla base dell’iniziativa c’è proprio una profonda critica all’operato di Papa XII e al suo ruolo nel coprire gli autori di crimini di guerra. Papa Pacelli ha rappresentato per decenni una figura problematica, al centro di numerosi dibattiti e discussioni. Molti storici lo hanno accusato di diversi atteggiamenti scorretti e spregevoli messi in atto durante il suo mandato. Addirittura il pontefice è stato ribattezzato da molti ‘il Papa di Hitler’, proprio per il suo rapporto particolare con il nazionalsocialismo. Innanzitutto, il Papa ha subito l’accusa di aver diffuso commenti antisemiti sulla misoginia e di aver negoziato uno dei primissimi successi di politica estera nazionalsocialista – il concordato del Reich – nel 1933. Inoltre, sostenne lo scioglimento del Partito Cattolico di Centro Tedesco e non si oppose alla deportazione del clero nei campi di concentramento. Ma Pio XII non protestò nemmeno quando i nazisti uccisero migliaia di sacerdoti cattolici polacchi o iniziarono lo sterminio di massa dei disabili e dei malati tedeschi. Infine, il pontefice è stato accusato anche di aver permesso a molti responsabili di crimini di guerra, come Adolf Eichmann e Josef Mengele, di sfuggire alla giustizia.

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Immagine di copertina: Papa Pacelli ©Bundesarchiv, Bild 102-06728 / CC-BY-SA 3.0 da Wikimedia

 

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