La Germania ha successo anche perché solo “i migliori” studenti possono iscriversi al “Gymnasium”, il nostro liceo

ll sistema scolastico tedesco e quello italiano a confronto.

In Italia la maggiore parte degli adolescenti si iscrive al liceo, circa il 55,3% nel 2018, un aumento di circa il 2% rispetto all’anno precedente. Il valore è nettamente più alto rispetto a quello del sistema scolastico tedesco dove ciò che si potrebbe definire come l’analogo istituto del liceo, ovvero Gymnasium (che va dagli 11 ai 17 anni circa), è frequentato solo da un terzo degli studenti. Scegliere l’indirizzo liceale a scapito degli istituti tecnico-professionali (iscrizioni in calo del 15,1% nell’ultimo anno) è una tendenza molto diffusa in Italia e che non sembra essere premiata né da un particolare coinvolgimento degli studenti (uno su tre tra i liceali abbandona precocemente gli studi) né dal mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione giovanile è infatti salito al 31,9%, uno tra i più alti d’Europa e a grande distanza sia dalla media europea (6,8%) che tedesca (6%). Certo, il dato italiano non è solo il frutto delle scelte del proprio percorso di studi più o meno corrette, ma si compone di valori macro-economici più ampi e di atavici problemi strutturali, ma offre un importante punto di discussione.

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Il sistema scolastico tedesco dai 6 agli 17 anni

Il sistema scolastico tedesco, a differenza di quello italiano, è pensato per indirizzare gli studenti già dagli 11 anni in poi. Da quell’età in poi per essere accettati in un liceo bisogna superare una selezione basata sui voti ricevuti fino a quel momento durante gli anni della Grundschule (elementari) e altri elementi, sempre più stringenti nel corso degli anni. Solo un terzo degli studenti,  ovvero quelli aventi una media dei voti in matematica e tedesco tra 2 e 2,5 (la scala dei voti è invertita va dal 6 all’1, dove 1 è massimo), salvo eccezioni, può frequentare il Gymnasium. In alcuni Länder, come Sassonia e Brema, l’accesso ai licei è possibile solo tramite raccomandazione da parte della Grundschule o attraverso un esame o una lezione di prova. Solo il 33% degli studenti riesce a essere ammesso al Gymnasium, gli altri, invece, vengono normalmente incoraggiati a iscriversi alla Realschule (i corrispettivi degli istituti tecnici italiani) o alla Haupschule (la scuola professionale). Un modo intelligente, anche se non scevro di contraddizioni e qualche malfunzionamento, finalizzato all’apprendimento di un mestiere percepito con pari dignità e valore dei licei e, successivamente, attraverso l’Ausbildung, a quello di professionisti laureati. In alcune regioni esiste ad ogni modo anche la Gesamtschule, una scuola “unificata” in cui gli alunni non sono divisi per classe, ma che ha diversi livelli di approfondimento per la stessa materia. A seconda dei risultati si può ottenere il diploma della Hauptschule o della Realschule o ancora proseguire fino alla maturità. Dopo il decimo anno di istruzione alla Gesamtschule gli studenti possono decidere di lasciare la scuola ed orientarsi verso una Lehre o Ausbildung (una scuola professionale) oppure proseguire per altri tre anni ed ottenere così un Abitur, ovvero la maturità, esame necessario per l’accesso all’università.

Il sistema scolastico tedesco e quello italiano: dal liceo all’università

In Germania il sistema universitario si è ormai omologato agli standard europei: per accedervi è necessario il diploma di maturità. Tuttavia esistono anche le cosiddette Fachhochschulen a cui è più facile accedere nel caso in cui si provenga da una Realschule. Non esistono esami di ammissione (salvo per alcune facoltà a numero chiuso, come medicina), la selezione avviene in base al voto preso all’esame di maturità. Lo studio universitario in Germania è abbastanza libero: entro certi limiti gli studenti possono scegliere quali corsi seguire sostenendo prove intermedie ed esami finali. La prova conclusiva corrisponde alla laurea e consiste solitamente nella redazione di una tesi che verrà poi letta e valutata dai professori della materia. Una piccola curiosità: c’è una notevole differenza tra il titolo italiano “Dottore” e quello tedesco Doktor. Quest’ultimo è infatti riservato, come nel resto d’Europa, solo a coloro che hanno completato un dottorato di ricerca.

Quello che manca in Italia: le Ausbildungen

Chi ha frequentato una scuola superiore diversa dal Gymnasium in Germania non rimane però abbandonato a se stesso. La Lehre o Ausbildung è infatti una scuola professionale, della durata normalmente dai 2 ai 3 anni, che permette di imparare un mestiere. Esiste per esempio una Ausbildung come infermiere, come educatore, come meccanico, elettricista o muratore. Queste scuole prevedono normalmente una parte di teoria, soprattutto all’inizio, e una parte di pratica, che viene svolta in un’azienda e retribuita. Lo studente, chiamato Azubi, ottiene un compenso che può andare dai 500 agli 800€. Ma soprattutto: quando avrà finito sarà abilitato ufficialmente a svolgere quel mestiere. La vera differenza rispetto all’Italia, quindi, è che la Germania concede un’alternativa più che dignitosa a chi non ha frequentato il liceo e l’università. Nessuno può improvvisare un mestiere né pensare che chiunque sarebbe in grado di svolgere il proprio. Tutti i lavori vengono percepiti come dignitosi e frutto di un percorso di impegno e fatica. E questa è una grande differenza rispetto alla percezione che si ha in Italia di tanti mestieri.

Leggi anche: Differenze tra scuola tedesca e italiana: l’incontro all’Ambasciata d’Italia a Berlino per saperne di più

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Berlino Schule tedesco a Berlino

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Immagine di copertina: ©Photo by NeONBRAND on Unsplash CC0

1 commento
  1. F.L.
    F.L. dice:

    State proponendo, come sempre, un sistema scolastico profondanente classista e rigido, quale quello tedesco (e neanche così buono a dirla tutta, poiché i metodi di studio tedeschi portano non di rado a lacune enormi), come se fosse il migliore al mondo. Il sistema delle Ausbildung è una buona idea che in effetti manca all’Italia ma porta anche là a compartimenti stagno nella società, dove una persona è relegata per sempre a quel mestiere e a una determinata classe retributiva. Sicuramente c’è qualcosa da imitare ma anche tanto da migliorare. Dite pure questo.

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