plastica, Ermaf62, https://pixabay.com/it/photos/bottiglie-riciclo-plastica-scultura-2324335/ CC0

Berlino, scoperti enzimi per rendere biodegradabile la plastica già prodotta

La scoperta delle forbici molecolari, enzimi in grado di mangiare la plastica

Pensare che ogni confezione di plastica che utilizziamo verrà riciclata e utilizzata per costruire, ad esempio, nuove panchine o elementi di design, non è del tutto realistico. Esiste, infatti, una grande quantità di plastica che non viene inserita direttamente nel ciclo produttivo, ma caricata su navi e spedita in Cina. A fronte dell’enorme problematica sullo smaltimento dei rifiuti, è stato scoperto un nuovo enzima in grado di mangiare la plastica, cioè le forbici molecolari. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications dall’università tedesca di Greifswald e dal centro Helmholtz di Berlino, conferma la scoperta della struttura 3D dell’enzima e segna un importante progresso: conoscendone la struttura originale, sarà più semplice crearne di più efficaci e in quantità illimitate.

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Il nuovo obiettivo è usare gli enzimi in un riciclo mirato della plastica

Qualche anno fa, nel 2016, era stato scoperto il batterio che si nutre di plastica, il Pet, e che la digerisce tramite due enzimi, Petase e Mhetase. Ora che è nota la struttura dei due enzimi, si conosce meglio come poter servirsi del Pet. I due enzimi entrano in azione uno di seguito all’altro in questo modo: il Petase suddivide la plastica in frammenti e, successivamente, il Mhetase li scompone ulteriormente fino ad ottenere gli elementi base del Pet. L’obiettivo è quello di continuare lo studio della struttura degli enzimi così da poterli usare per un riciclo mirato della plastica.

Come funziona il riciclaggio della plastica

Una volta raggiunti gli impianti di imballaggio, la plastica viene suddivisa per tipologia, secondo dimensione, polimeri di formazione e colorazione. Segue, quindi, la fase di compressione in cui sono formati imballi diversi a seconda dei tre parametri sopra elencati. La plastica compattata passa sopra dei nastri trasportatori e viene analizzata dagli addetti ai lavori, che rimuovono eventuali errori delle macchine. Alla fine della lavorazione, vi è sempre una parte di scarto, il rifiuto. In Italia, nonostante siano 450 mila le tonnellate disponibili, solo 180 mila vengono reinserite nel ciclo produttivo e reinventate in qualcos’altro.

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Immagine di copertina: PlasticaErmaf62, CC0