“La vita sopra di tutto”. Un tribunale tedesco ribalta una condanna per “accanimento terapeutico”

La Corte federale di giustizia tedesca si è pronunciata in favore di un medico accusato di accanimento terapeutico

In una prima fase del processo, un medico era stato condannato per accanimento terapeutico poiché aveva mantenuto in vita artificialmente un uomo per anni tramite sondino. La Corte federale di giustizia tedesca ha però ribaltato il verdetto pronunciandosi a favore del dottore: il medico non dovrà, quindi, considerarsi responsabile dei costi o dei danni emotivi relativi al prolungamento artificiale della vita del paziente. Il tribunale penale tedesco si è così apertamente schierato in favore dei medici.

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La sentenza della Corte, come si è pronunciata

La sentenza emanata dalla Corte ha avuto grande valore per la categoria dei medici, perché, se avesse avallato l’iniziale condanna del tribunale, molti medici che forniscono cure agli anziani e assistenza ai pazienti in stato vegetativo avrebbero potuto subire serie implicazioni legali. Secondo quanto ha pronunciato la Corte, però, un medico non deve essere punito per aver tentato di mantenere in vita il paziente perché “prolungare la vita non è da considerarsi dannoso”. Per questo, la Corte federale di giustizia tedesca ha deciso di annullare la condanna del tribunale di primo grado a Monaco e ha assolto da ogni responsabilità il medico accusato dal figlio del proprio paziente per averlo mantenuto in vita artificialmente.

La denuncia contro il medico curante

L’uomo, paziente del medico, era morto nel 2011 in una casa di riposo a Monaco e soffriva di demenza che lo avevano costretto a letto e lo avevano privato dell’uso della parola. A partire dal 2006 l’uomo veniva mantenuto in vita tramite un tubo gastrico. Il paziente non aveva mai espresso una preferenza relativa al prolungamento artificiale della vita e il medico curante ne ha tutelato la sopravvivenza. Una volta deceduto, il figlio ha accusato il dottore di accanimento terapeutico e di aver prolungato inutilmente le sofferenze del padre. Nel 2017 il tribunale regionale superiore di Monaco aveva stabilito che il medico dovesse pagare 40.000 euro di danni. Presentato ricorso, la Corte Federale di Giustizia ha ribaltato la sentenza a favore del medico.

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Immagine di copertina:©Photo by Arvin Chingcuangco on Unsplash

0 commenti
  1. Francesco
    Francesco dice:

    Per completezza scrivete che il figlio del paziente viveva negli USA e non si é mai fatto vivo se non dopo la morte del padre per fare causa al medico e intascare i soldi… Una chiara indicazione del paziente non c´ era. Mettiamo caso che avesse staccato i macchinari di sua iniziativa e il figlio lo denunciava per omicidio…
    Una ottima notizia, mettetevi nei panni dei medici che assistono malati terminali o anziani che non hanno espresso volontá sul fine vita.

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