Ursula Hirschmann: la pioniera (tedesca) del federalismo europeo e madre fondatrice dell’Unione Europea
Dalla lotta antifascista alla diffusione del Manifesto di Ventotene, l’impegno di Ursula Hirschmann ha segnato la nascita di un’Europa unita e democratica.
Ursula Hirschmann è una figura fondamentale nella storia della costruzione dell’Unione Europea. Politica socialdemocratica, antifascista e appassionata sostenitrice del federalismo europeo, il suo nome è legato in particolare alla diffusione del Manifesto di Ventotene, scritto da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, che ha gettato le basi ideologiche per un’Europa unita, libera e democratica. Ursula non solo fu una delle prime a credere nel progetto di una federazione europea, ma anche una delle Madri fondatrici dell’Unione Europea, il cui impegno politico ha segnato indelebilmente la costruzione dell’Europa post-bellica.
Le Origini e l’Incontro con il Federalismo Europeo
Ursula Hirschmann nacque a Berlino il 2 settembre 1913 in una famiglia ebraica benestante. Suo padre, Carl Hirschmann, e sua madre, Hedwig Marcuse, ebbero tre figli: Ursula, la primogenita, il fratello Albert, che divenne un economista di fama internazionale, e la sorella Eva. Cresciuta in un ambiente intellettualmente vivace, Ursula sviluppò fin da giovanissima un forte interesse per la politica. Fu durante gli anni della Repubblica di Weimar che si avvicinò al Partito Socialdemocratico Tedesco, in un periodo segnato dall’instabilità politica e dalla crescente minaccia del nazismo.
Nel 1933, a causa della crescente repressione del regime nazista, Ursula fu costretta ad abbandonare gli studi di economia e a fuggire in Francia. A Parigi, Ursula incontrò l’antifascista italiano Eugenio Colorni, con cui si sposò. Il loro legame fu non solo personale, ma anche politico, poiché entrambi condividevano un impegno antifascista profondo. Insieme si unirono al movimento di resistenza, impegnandosi a contrastare il regime di Mussolini e la diffusione delle ideologie fasciste in Europa.
Il Ruolo Cruciale nel Manifesto di Ventotene
Nel 1939, a seguito delle difficoltà politiche e delle azioni repressive in Italia, Colorni fu confinato sull’isola di Ventotene, dove incontrò Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, i due ideologi che avrebbero scritto il celebre Manifesto di Ventotene nel 1941. Il manifesto promuoveva un’idea di Europa federata come antidoto al nazionalismo e al fascismo, un’Europa unita attraverso la creazione di istituzioni sovranazionali che potessero garantire la pace e la prosperità. Ursula, che non era soggetta a restrizioni, poté continuare la sua attività di diffusione del Manifesto in Italia e all’estero.
Nel suo ruolo di intermediaria, Ursula divenne una figura centrale nella diffusione clandestina del Manifesto, distribuendo il testo a Roma e Milano e collaborando con le famiglie Spinelli e Rossi. Nonostante le difficoltà e il rischio costante di essere arrestata, continuò a promuovere le idee del federalismo europeo e ad agire in favore dell’unità del continente. Fu determinante anche la sua partecipazione alla fondazione del Movimento Federalista Europeo, che nacque proprio da quelle radici di
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