Germania, Corte Costituzionale approva il piano del recovery fund e rigetta la causa di AfD

La Corte costituzionale tedesca approva il piano di recovery fund europeo e respinge la causa dell’AfD.

La Corte costituzionale tedesca ha respinto il ricorso del partito di destra AfD contro l’approvazione da parte di Berlino del piano di recovery fund proposto dalla Commissione Europea. Il fondo multimiliardario dell’UE mira a superare la grave crisi economica provocata dalla pandemia e necessita della ratifica di tutti gli Stati Membri. L’AfD si era opposto all’approvazione di tale misura da parte della Germania, ricorrendo alla Corte costituzionale tedesca. Giovedì 17 giugno, l’alta Corte ha ufficialmente respinto il ricorso del partito tedesco.

La sentenza della corte costituzionale tedesca

Secondo la Corte, il ricorso del partito di destra “Alternative für Deutschland” era privo di legittimazione. Quando era stato presentato, infatti, il presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier aveva già firmato la legislazione riguardante la ratifica per il recovery fund e l’aveva già pubblicata sulla Gazzetta federale. Non si tratta della prima causa intentata da AfD contro tale ratifica: nel mese di marzo il partito di estrema destra aveva presentato alla corte un ricorso di emergenza, impedendo al presidente Steinmeier di siglare l’approvazione del piano dell’UE.  La ratifica, anche se approvata in precedenza da entrambe le camere del parlamento, era stata pertanto bloccata. Ora, grazie alla sentenza dell’alta corte, anche la Germania ha dato la sua approvazione al pacchetto di misure stanziate dall’UE.

Cosa prevede il recovery fund dell’Unione Europea

Il piano di rilancio dell’Unione Europea necessita dell’approvazione di tutti gli Stati Membri. Il pacchetto di misure prevede un fondo da 750 miliardi di euro che ha lo scopo di aiutare gli Stati Membri a superare la grave crisi economica provocata dalla pandemia. La Commissione Europea può avviare il processo solo dopo aver ottenuto la ratifica della misura da parte di tutti i 27 paesi che fanno parte dell’Unione. Ad oggi, tutti gli stati appartenenti hanno ratificato il fondo.

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