Germania, contagi mai così bassi in 2 settimane, ma boom di decessi. Merkel: “Impossibile fare previsioni”.Il bollettino Land per Land

La situazione in Germania alle 9 del mattino di martedì 7 aprile

I dati di lunedì riguardanti il Coronavirus sono prima di tutto tragici visto il boom di decessi, ben 226 in un solo giorno (il precedente picco era 176 giovedì scorso). Meno negativi sono invece quelli riguardanti i nuovi contagi, “solo” 3252, minor dato registrato dal 22 marzo. Guardando il secondo grafico qui sotto (“Casi giorno per giorno”) potrete vedere come si tratta di un rallentamento costante, probabilmente frutto delle restrizioni messe in atto proprio due settimane fa.  “Non abbiamo né un vaccino né un medicamento. Al momento quindi ciò che dobbiamo fare è rispettare la distanza di sicurezza, un metro e mezzo, meglio due”. Sono alcune delle frasi pronunciate ieri da Angela Merkel durante la prima conferenza stampa da quando ha lasciato la quarantena (aveva avuto contatti con un medico poi risultato positivo). Niente cambia quindi sul piano delle limitazioni che rimarranno in vigore almeno fino al 19 aprile e che probabilmente saranno allungate fino alla fine del mese. Secondo le informazioni sempre raccolte da Reuters, il governo sta lavorando a come potrebbe essere la riapertura. Ci sarebbe un documento del Ministero dell’Interno federale secondo cui le scuole saranno le prime ad essere riaperte. Poi negozi e ristoranti, ma solo in alcune regioni. Grandi eventi e feste private dovrebbero rimanere proibiti per il momento.

Il bollettino Land per Land

Ben 33 decessi in un solo giorno: la Baviera continua ad avere il triste primato sia di vittime (444) che di contagi (2535, 1185 più del giorno prima ). Rallenta il contagio in NordReno-Vestfalia, “solo” 297 casi in più,per un totale di 20814. Più distante il Baden-Württemberg (20029, ma con più decessi del NordReno-Vestfalia, 427). A grande distanza la Bassa Sassonia con 6218 casi e 108 decessi. I dati sono presi dal Berliner Morgenpost. Nella classifica qui sotto vedete, nell’ordine, il numero di contagi complessivi, i casi risolti positivamente e il numero di decessi. Non si modifica la situazione per cui gli ex Land dell’Est hanno molti meno casi di quelli dell’Ovest. Brandenburgo, Turingia, Sassonia-Anhalt, Meclemburgo-Pomerania anteriore sono tutti negli ultimi posti della classifica. Solo la Sassonia e Berlino (che è Ossie solo in parte) si trovano a metà.

Il bollettino cittadino

Ciò che è successo ieri in breve: la polizia ha dovuto sgomberare un locale di scommesse a Neukölln, l’Hertha Berlin ha ricominciato ad allenarsi, seppur a piccoli gruppi e non si sa ancora che fine abbiano fatto migliaia di mascherine ordinate dall’amministrazione comunale e scomparse a Bangkok. Le conseguenze economiche della crisi  saranno discusse di nuovo nella riunione del Senato di Berlino. Questa volta, l’attenzione sarà rivolta alle possibilità di come aiutare anche le medie imprese, ovvero quelle superiori ai 10 dipendenti, aiutate con il fondo messo a disposizione tre settimane fa (fino a 10mila euro). A tal fine, il Senato desidera consultare il Presidente della banca di investimenti IHK e il capo dell’Istituto tedesco di ricerca economica al Senato. In città al momento ci sono 3862 e 28 decessi, rispettivamente 175 e 2 in più del giorno precedente. In totale sono stati eseguiti più di 50mila tamponi. Anche qui sui numeri pesa il fatto che ieri fosse domenica. Andando a vedere i casi nelle varie zone cittadine è Mitte il quartiere più colpito con 580 contagi (43 più del giorno precedente) seguito da Charlottenburg-Wilmersdorf (477, 15 in più), Tempelhof-Schöneberg (407, 13 in più) e Neukölln (407, 15 in più),  Pankow (390, 12 in più) e Friedrichshain-Kreuzberg  (352, invariato).

© Berliner Morgenpost

Un occhio ai dati: Johns Hopkins vs Robert Koch Institut

I dati che prendiamo sono presi dalla Johns Hopkins University, la prestigiosa università statunitense che – a differenza del Robert Koch Institut – aggiorna i suoi dati attraverso diverse fonti, comunque tutte attendibili, come le autorità sanitarie di ogni regione, la pagina dell’OMS e le segnalazioni di medici e statistici. Trovate una spiegazione della continua discrepanza di dati tra RKI e JH anche qui.

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