Stampa tedesca: “Cavie umane per emissioni gas di scarico dei colossi delle auto”.

Volkswagen, Bmw e Daimler avrebbero utilizzato scimmie e 25 cavie umane per i loro test sui gas di scarico. La Merkel « questi test sugli animali e perfino sulle persone non trovano alcuna giustificazione sul piano etico. L’indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile».

Dopo lo scandalo Dieselgate del settembre 2015 riguardante la falsificazione delle emissioni delle vetture Volkswagen, l’industria dell’automobile tedesca torna a far parlare male di sé. Questa volta, al centro dello scandalo, vi è l’utilizzo di scimmie e cavie umane per effettuare test per verificare la tossicità dei gas di scarico.

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Le cavie animali

Secondo il Sueddeutsche Zeitung e il Stuttgarter Zeitung, Volkswagen, Bmw e Daimler avrebbero effettuato dei test sui gas di scarico delle auto diesel sia sulle scimmie sia su cavie umane. Nel maggio del 2015 dieci scimmie sono state condotte in un laboratorio scientifico del New Mexico. Sono state rinchiuse in una vetrina, tranquillizzate con la visione di un cartone animato e sottoposte all’emissione di gas di scarico per circa 4 ore. Le scimmie sono sopravvissute al test ma non si hanno notizie sullo stato di salute degli esemplari. Secondo uno studio pubblicato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), infatti, i gas di scarico sono cancerogeni. Per il presidente della Bassa Sassonia, Stephan Weil, che rappresenta il maggiore azionista del gruppo Volkswagen di Wolfsburg, si tratta di pratiche “assurde e ributtanti”. Parole dure sono arrivate anche da Klaus Kronausil dell’associazione tedesca contro gli esperimenti sugli animali: «le scimmie sono animali che hanno bisogno di muoversi molto, già tenerle ferme per 4 ore corrisponde a una tortura. Il gas di scarico ha poi messo a rischio la loro salute».

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Le cavie umane

Secondo i due giornali tedeschi sopracitati, la Società di Ricerca europea per l’Ambiente e la Salute nei Trasporti, fondata nel 2007 dai tre colossi dell’auto (Volkswagen, Bmw e Daimler), ha promosso “un breve studio per testare le inalazione di biossido d’azoto su persone sane”. Venticinque cavie umane volontarie- riporta La Stampa -sono state sottoposte al test basato sull’inalazione di diossido di azoto tre ore al giorno per un periodo di quattro settimane consecutive. Le cavie sono state poi sottoposte a dei controlli presso la clinica universitaria di Aquisgrana. Stando al rapporto della società, le cavie umane non avrebbero riportato conseguenze negative sul loro stato di salute. La società di ricerca che aveva promosso gli esperimenti è stata sciolta nel 2017, forse in seguito allo scandalo Dieselgate. Il biossido di azoto è il gas i cui i dati sulle emissioni delle auto Volkswagen sono stati manipolati per rimanere entro i limiti legali.

Lo scopo dei test

La cancelliera tedesca ha chiesto ai gruppi dell’industria di fare chiarezza su quanto accaduto. I consigli di amministrazione e chi ha commissionato i test dovranno spiegarne lo scopo. Il portavoce della cancelliera ha affermato che «le industrie dell’auto avrebbero dovuto limitare le emissioni e non dimostrarne la presunta innocuità». L’obiettivo ufficiale era quello di esaminare e documentare l’impatto dei trasporti sulle persone e sull’ambiente senza pregiudizi- riporta il Fatto Quotidiano -ma il vero obiettivo, era promuovere con forza l’idea del diesel pulito.

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I colossi prendono le distanze

A prendere subito le distanze è stata la Daimler, casa automobilistica con sede a Stoccarda, dicendo che si dissocia esplicitamente dallo studio condotto. «Siamo scossi dalla portata degli studi e dalla loro attuazione e condanniamo gli esperimenti nei termini più forti» ha dichiarato. La Daimler ha poi sottolineato che è in corso un’indagine approfondita per capire come si è arrivati a questo.« La questione deve essere chiarita il più rapidamente possibile», ha detto anche il presidente del consiglio di fabbrica di Volkswagen, Bernd Osterloh, dicendosi scosso per l’accaduto. Anche Bmw Group prende una netta posizione di distanza: «Non conduciamo studi su animali e non abbiamo preso parte a questa sperimentazione. Per questo motivo non siamo in grado di dare informazioni sul tema in oggetto o commentarlo».

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Immagine di copertina: © CC0 StockSnap

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