Berlino, 16 nuovi centri di accoglienza per rifugiati

Prevista a Berlino la costruzione di 16 nuovi centri di accoglienza per rifugiati: il sindaco Wegner ha detto quali distretti saranno coinvolti

Il Senato di Berlino ha annunciato in un comunicato stampa del 26 marzo il luogo dei 16 nuovi centri di accoglienza (CPR) in strutture container che ospiteranno 6130 rifugiati nel 2025 e 2026. Questo rientra nel progetto del Residental Container Program 2.0 presentato sotto la direzione del sindaco Kai Wegner (CDU). Nove diversi distretti di Berlino accolgono i rifugiati: il quartiere di Lichtenberg avrà 4 strutture, segue Pankow con 3. All’ex aeroporto di Tegel in Reinickendorf ne saranno costruiti 2 come a Treptow-Kopernick e uno sarà anche nei distretti di Spandau, Tempelhof-Schoneberg, Neukölln, Steglitz-Zehlendorf, Charlottenburg e Wilmersdorf.

Del Residential Container Program 2.0 viene detto che sono previsti alloggi usati come dormitori e container anche a tre piani come appartamenti. Invece della gestione, realizzazione e finanziamenti dei centri-container e del tipo di stile di vita che verrà dato ai rifugiati, il Senato di Berlino non ha diffuso informazioni.

Il distretto di Lichtenberg sarà la destinazione per molti rifugiati, ma il sindaco Schaefer non approva

La costruzione dei centri di accoglienza in container, a Berlino, ha avuto anche riscontri negativi fra i singoli i distretti coinvolti. Il sindaco di Lichtenberg, Martin Schaefer (CDU), ha avanzato lamentele e si sente direttamente “colpito” dal Residental Container Program 2.0. Il quartiere ospita già 12 villaggi e con l’aggiunta dei 4 nuovi complessi con capienza di 1600 persone, si stima un totale di 6000 rifugiati; nello specifico dentro la zona Honeschönhausen saranno ampliati i 6 campi già esistenti.

Martin Schaefer si dice “fortemente irritato” e fa pressione al compagno di partito CDU Kai Wegner per ottenere una distribuzione più equa dei rifugiati. Essendo la parte orientale di Berlino la destinazione principale di chi ne ha bisogno, Lichtenberg e Schaefer coinvolgono nel dibattito anche il distretto di Pankow, che ospita il 16% dei rifugiati e che con il programma dei container istituito dal Senato ospiterà 3 nuovi complessi e più di 6000 persone.

Il sindaco di Berlino Kai Wegner (CDU) sottolinea che la città darà un tetto sopra la testa a tutti e che ciò lo farà con una distribuzione decentralizzata equa per i distretti. Secondo la senatrice per il lavoro, gli affari sociali, l’uguaglianza, l’integrazione, la diversità e la lotta alla discriminazione, Cansel Kiziltepe (SPD) una maggiore distribuzione delle persone in più zone permetterebbero migliori opportunità di integrazione per i rifugiati.

L’ex aeroporto di Tegel è sovraccarico di rifugiati

L’ufficio distrettuale di Reinickendorf, in un comunicato stampa si dice stupito della scelta del Senato di Berlino. È infatti dentro questo distretto che si trova l’ex aeroporto di Tegel. Attualmente è uno dei più grandi centri di accoglienza per rifugiati, tra cui gli ucraini dal 2022 con lo scoppio della guerra di Putin, che ospiterà nell’area di Tegel-Zentrum, Am Borsigturm, 200 persone e 2 container residenziali. Il distretto ha espresso i propri dubbi al riguardo sottolineando che già nel novembre 2023 la capienza dell’infrastruttura era in eccesso con 13mila persone e puntualizzando l’esigenza di garantire strumenti e condizioni necessarie per far svolgere una vita dignitosa e umana a tutti.

Nel comunicato dice che “Le persone a Berlino devono essere ospitate in modo umano e devono poter partecipare. Un tetto sopra la testa non è sufficiente. L’integrazione avviene localmente nel distretto e necessita di una base umana e finanziaria. L’autorità distrettuale ritiene che le sedi esistenti non possano essere ulteriormente ampliate per motivi di infrastrutture sociali, per la mancanza di asili nido e di strutture per i giovani e per il notevole sovraccarico del mix di popolazione interculturale”.

Trasparenza

Una migliore trasparenza è necessaria. Non è possibile al momento comprendere in modo concreto e veritiero ciò che ruota attorno alla gestione dei  centri di accoglienza per rifugiati proprio per la mancanza della pubblicazione di documentazioni ufficiali che esplicitano quanto accade. Informazioni sulle condizioni di vita dei rifugiati dei centri di accoglienza, l’aspetto finanziario, i lavoratori e volontari che gestiscono l’organizzazione dei campi, dovrebbero essere diffuse per permettere di capire il modo in cui uno Stato (in questo contesto federale) controlla e determina la vita di migliaia di persone.

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