Tesla inaugura primo stabilimento europeo fuori Berlino

Elon Musk e Olaf Scholz all’apertura della prima “gigafactory” Tesla. Consegnate le prime auto

Oggi, martedì 22 marzo, l’imprenditore americano Elon Musk e il Cancelliere Olaf Scholz hanno presieduto all’inaugurazione del nuovo stabilimento di Tesla a Grünheide, nel Brandeburgo. È la prima fabbrica dell’azienda americana aperta in Europa, con un costo di 5 miliardi di euro (5.5 miliardi di dollari) – il più grande investimento nell’industria automobilistica tedesca nella storia recente. Durante la celebrazione sono state consegnate dallo stesso Musk le prime vetture Model Y ai primi 30 clienti. Il primo annuncio era stato fatto nel 2019, ma vari ostacoli, come la situazione pandemica, hanno ritardato l’apertura. Inoltre, il via libera alla produzione ha dovuto attendere l’approvazione delle autorità tedesche di un piano in cui la società doveva dimostrare di essere in grado di soddisfare numerose condizioni, tra cui un adeguato e moderato consumo di acqua oltre che la capacità di controllare le emissioni inquinanti. Nella fabbrica saranno prodotti fino a 500.000 veicoli per anno.

Previste 12.000 assunzioni

La fabbrica è costruita su un terreno di 165 ettari, con un investimento di 5 miliardi di euro. A pieno regime il nuovo stabilimento di Berlino-Brandeburgo produrrà 500.000 Tesla l’anno e milioni di batterie, al suo interno ha infatti una fabbrica di batterie, e accoglierà, in totale, 12mila dipendenti – per ora già assunti circa 3.5000 (sono diverse le posizioni lavorative aperte a Tesla). L’inizio della produzione a Grünheide apre nuove porte all’azienda americana e ai clienti europei. Le vetture Tesla, infatti, prima importate da Cina e USA, saranno prodotte localmente, in un periodo storico in cui la corsa all’elettrico sembra sempre più urgente.

Le preoccupazioni ambientali

Musk dovrà inoltre gestire un altro problema che già in passato aveva generato diverse contestazioni e due contenziosi in tribunale: affrontare la gestione dell’acqua. L’alto consumo di acqua potrebbe infatti mettere in crisi le falde acquifere dell’area quando la fabbrica funzionerà a pieno regime. Motivo per cui l’autorizzazioni delle autorità tedesche all’avvio della produzione hanno tardato, volendo verificare il piano di gestione della problematica elaborato dall’azienda. Anche l’autorità idrica nella regione tedesca di Brandenberg non ha nascosto la sua preoccupazione per lo sviluppo futuro dell’azienda.

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Foto da Flickr