La Freikörperkultur in Germania: il potere dei corpi nudi

La Freikörperkultur, cultura del corpo libero, è un movimento naturista diffuso in Germania e a Berlino. La FKK promuove uno stile di vita che pone al centro l’uomo e la natura

Arrivando a Berlino sarà possibile incontrare nei parchi, sulle rive dei laghi e in altri luoghi pubblici la sigla FKK che significa, per esteso, Freikörperkultur, cultura del corpo libero. Non si tratta solo di un modo per designare zone in cui è possibile praticare il nudismo. Dietro questa etichetta si nasconde la storia di una particolare visione del mondo e di una cultura che si è posta come alternativa a quella prodotta dal progresso industriale del XIX secolo. Quando parliamo di cultura FKK, infatti, ci riferiamo a un movimento naturista che promuove la nudità del corpo come modo per l’uomo di ristabilire un contatto salutare con l’ambiente che lo circonda. Non vi è dunque, in origine, in questo movimento, una sessualizzazione della nudità ma, all’opposto, una normalizzazione del corpo nudo. Esso viene considerato fuori dal contesto pornografico in cui siamo abituati a collocarlo.

I principi della Freikörperkultur

Secondo i principi della Freikörperkultur spogliarsi permette alle persone di godere del sole, del vento, di ristabilire il proprio benessere fisico. Contemporaneamente, la nudità, in base alla cultura del corpo libero, consente di promuovere un atteggiamento di rispetto per ogni tipologia di corpo. La libertà dei corpi può dunque creare miglioramenti per la società anche da un punto di vista relazionale. Essa contribuirebbe all’accettazione di sé stessi e degli altri esseri umani. Altro punto importante della corrente naturista è anche il rispetto, appunto, per la natura. L’ideale della nudità si intreccia allora con la pratica del vegetarianismo e del veganismo. D’altronde il movimento nasce alla fine del XIX secolo come risposta alle conseguenze dannose dello sviluppo industriale e dell’urbanizzazione. Si tratta dunque di un modus vivendi che si è posto come alternativa a quello dominante. Alla sedentarietà e alla ripetitività del lavoro industriale il naturismo ha opposto un incoraggiamento al movimento fisico e a una liberazione creativa del corpo.

Il movimento naturista e Adolf Koch

Nel corso della storia, in Germania, è avvenuta un’appropriazione della cultura naturista sia da parte di correnti di sinistra sia da parte di alcune ideologie di destra. Per quanto riguarda l’interpretazione socialista della cultura FKK un nome rilevante è quello di Adolf Koch, che fu un insegnante sportivo ed educatore tedesco. Durante gli anni ’20 e ’30 del Novecento Koch fu uno dei pionieri della Freikörperkultur. Il suo pensiero ruotava intorno agli effetti del capitalismo sulla vita delle persone e sul corpo dei tedeschi. La sua visione chiamava dunque in causa la meccanizzazione dei processi produttivi come responsabile della creazione di un ambiente di lavoro e di vita insalubre per gli esseri umani. A questo stile di vita Adolf Koch opponeva i suoi esercizi di ginnastica a corpo nudo. “There are no ugly people. In the movement, every person is beautiful” è stato uno dei suoi motti. Questa frase sottolinea l’intento del movimento di combattere contro la vergogna e il tabù della nudità.

Il movimento naturista e il nazismo

Durante il nazismo il movimento del corpo libero divenne uno strumento per la difesa delle ideologie legate alla superiorità raziale. I nazisti si appropriarono di alcuni aspetti della Freikörperkultur, integrandola nelle loro organizzazioni con nuovi nomi e una diversa interpretazione, promuovendola principalmente come movimento sportivo. Nei confronti del nudismo ci furono due atteggiamenti contraddittori: da una parte la condanna del nudismo come pratica immorale e socialista, dall’altra l’utilizzo del nudismo per celebrare la superiorità della razza ariana.  Il movimento, per come era in precedenza, venne bandito perché considerato un pericolo per la moralità dei tedeschi. Hermann Göring disse infatti che si trattava di  “uno dei maggiori pericoli per la cultura e la moralità tedesca”. Successivamente alla Seconda Guerra Mondiale il movimento assunse forme differenti nella Germania dell’Est e dell’Ovest, diffondendosi principalmente nella parte orientale e diventando una delle principali esportazioni culturali dall’Est all’Ovest dopo la riunificazione.

La FKK oggi

Anche se la Freikörperkultur non promuove direttamente una maggiore libertà dei costumi sessuali, svolgendo delle ricerche sulla vita notturna di Berlino, si può notare come l’etichetta FKK venga utilizzata oggi per designare qualcosa che va al di là della cultura naturista originale che promuoveva. Secondo Annegret Staiger, professoressa di antropologia alla Clarkson University, nei nostri giorni molti locali utilizzano questa sigla per vendere prostituzione o un divertimento legato al sesso. La storia del movimento FKK si intreccia qui in modo ambiguo con un’ “attitudine” pornografica che non le è propria. Forse però non si tratta solo di trovate a scopo di lucro e di promozioni pubblicitarie da parte dei locali. A Berlino la cultura del corpo libero si incontra e si confonde con la storia di una città caratterizzata da una liberazione dei costumi sessuali più ampia e dai diversi volti. Sarebbe interessante ma anche complessa un’indagine sull’evoluzione della cultura FKK, sui suoi legami attuali con la scena dei  locali per adulti berlinesi e con la storia di una città tra le più sessualmente liberali di tutto il mondo.

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Foto di giovannibaldoni da Pixabay