Screenshot da Il cielo sopra Berlino

I 5 migliori film ambientati a Berlino secondo il regista Luca Lucchesi (A Black Jesus)

Nella speranza di tornare il prima possibile davanti al grande schermo, ci siamo fatti consigliare 5 titoli dal regista italo-berlinese Luca Lucchesi

Era il 1 novembre 1885 quando i due Max ed Emil Skladanowsky, proiettarono al Wintergarten Ballroom, nel Central Hotel di Berlino, il primo spettacolo cinematografico davanti ad un pubblico pagante, anticipando di circa otto settimane il celebre debutto pubblico del Cinématographe dei fratelli Lumière a Parigi. La storia di come i due fratelli costruirono il primo proiettore (che chiamarono Bioskop, dal greco “vedere la vita”) è stata spesso oscurata dal successo dei concorrenti francesi, sebbene lo stesso Wim Wenders abbia scritto e diretto una splendida pellicola per raccontare le vicende dei due inventori del cinema moderno. Ma se in pochi sanno che Berlino fu sede delle prime proiezioni cinematografiche della storia, bisogna ammettere che la capitale tedesca è stata frequentemente sfondo di numerose pellicole, che hanno raccontato storie e personaggi della capitale tedesca. Per questo abbiamo fatto quattro chiacchere con Luca Lucchesi, regista e direttore della fotografia, nato a Palermo, ma trapiantato a Berlino dal 2008. Nella speranza di tornare davanti al grande schermo il prima possibile, ci siamo fatti consigliare cinque film assolutamente imperdibili ambientati nella capitale tedesca.

1-“Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders

Prima di iniziare il suo elenco, Luca mi avverte di come bisognerebbe fare una distinzione tra i film visti primi di arrivare e Berlino, e quelli visti dopo averci vissuto. Guardare un film ambientato nella città in cui vivi, ti permette di cogliere delle sfumature che altrimenti passerebbero inosservate. Nonostante questo, il primo titolo che sceglie, “Il cielo sopra Berlino”, capolavoro assoluto di Wim Wenders, rientra nella prima categoria. «L’ho visto quando era ancora adolescente, ed è stato il mio primo approccio a Berlino», mi racconta Luca. «Mi fa strano pensare che vent’anni dopo averlo visto, la stessa casa di produzione ha prodotto anche il mio ultimo film ( A Black Jesus)» – aggiunge poi. Si tratta di una pellicola che, al di là del grande significato stilistico, è il racconto di una città in un periodo di rivoluzione e cambiamento. Restaurato recentemente in una nuova versione in 4k, questo film rappresenta ancora oggi un’opera coraggiosa, che intende raccontare una città all’apice della sua divisione. Una piccola curiosità raccontata da Luca: gran parte del film è stato girato senza sceneggiatura. I dialoghi venivano infatti scritti volta per volta, e ogni giorno si decideva dove girare e cosa. Lo avreste mai detto?

2-  “This ain’t California” di Marten Piersel

Presentato al Festival internazionale del Cinema di Berlino 2012, “This ain’t California” è un film-documentario – che mischia immagini di archivio con materiale girato ex novo – sulla vita di tre giovani skateboarders di Berlino Est. Una moderna fiaba punk che segue i tre eroi dalla loro infanzia, negli anni Settanta, passando per la ribellione adolescenziale negli anni Ottanta, fino ad arrivare alla loro ultima estate nella Repubblica Democratica Tedesca, destinata a cambiare le loro vite per sempre. «É un film che racconta molto bene le aspirazioni e i tormenti degli adolescenti di Berlino Est, combattuti dal desiderio di essere all’Ovest, ma allo stesso tempo  fieri di essere nati dalla parte opposta della città», spiega Luca. Un film che ci regala una prospettiva sulla Berlino divisa, con un occhio giovane, fresco e assolutamente non convenzionale.

3- “Lola corre” di Tom Tykwer

Lola ha 20 minuti per portare 100.000 marchi tedeschi a Manni, il suo ragazzo, che altrimenti  verrà ucciso. Queste le premesse di “Lola Corre”, film iconico della fine degli anni ’90, diretto da Tom Tykwer. A metà tra un thriller e un videogioco, in questo piccolo capolavoro, la giovane Lola, attraversa la città da Est ad Ovest, incontrando personaggi a dir poco surreali. «Mi piace perché mi ricorda i miei primi anni a Berlino, quando uscivo per strada e incontravo gente di tutti i tipi» – mi dice Luca. I famosi archi dell’Oberbaumbrücke, la stazione della metropolitana di Deutsche Oper a Charlottenburg, la Bebelplatz, sono solo alcuni dei punti che fanno da sfondo alla folle impresa.  Si tratta di luoghi che vogliono raccontare una Berlino meno turistica, ma che risultano familiari a chi vive la città ogni giorno. La forza della pellicola risiede proprio nella sua capacità di raccontare in maniera schietta, veritiera e volutamente “sporca” Berlino,  «una città che effettivamente corre». Lo sa bene la protagonista Franka Potente, che ha confessato come durante le riprese abbia dovuto correre per tutta la città con un paio di Dr.Martens, nonostante allora fumasse due pacchetti di sigarette al giorno.

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4) “Prinzessinenbad” di Bettina Blümner

Klara, Mina e Tanutscha, sono tre migliori  amiche, cresciute con le loro madri a Berlino, nel quartiere di Kreuzberg. Si conoscono fin dall’infanzia e condividono interessi comuni: feste, ragazzi  e piscine all’aperto. Proprio una di queste, la Prinzenbad di Kreuzberg, da cui il nome del film, fa da sfondo ai frequenti incontri delle tre adolescenti. In questo film-documentario, realizzato nel 2007, la regista Bettina Blümner segue, in una sorta di simbiosi, il trio per un anno intero. Ne emerge un racconto schietto e sincero della vita delle tre berlinesi, che affronta con la giusta sensibilità  le problematiche di chi si avvicina all’età adulta: i primi amori, l’iniziazione alle droghe, la richiesta di una maggiore indipendenza nei confronti dei genitori.  Paragonato ad una versione moderna de “I ragazzi dello zoo di Berlino”, Prinzessinenbad sicuramente offre un punto di vista lucido e attento sulla vita dei berlinesi contemporanei.

5) “Herr Lehmann” di Leander Haußmann

Basato sull’omonimo romanzo d’ esordio di Sven Regener, “Herr Lehmann” è un film dai toni tragi-comici, del registra tedesco Leander Haußmann. Ambientato a Berlino Ovest, poche settimane prima della caduta del Muro, il film racconta la storia del neo-trentenne Frank Lehmann, chiamato scherzosamente dagli amici “Herr Hermann” (Signor Hermann). Mentre il giovane si destreggia tra il suo lavoro da barista, bevute con gli amici e una pigra relazione con la cuoca Katrin,  i suoi genitori si presentano per una visita improvvisa, turbando il suo stile di vita. «É un film che puoi apprezzare solo se vivi a Berlino» – ci spiega Luca – «racconta benissimo la vita nei quartieri della capitale e soprattutto ti fa vivere l’esperienza della kneipe berlinese, riuscendo a cogliere quell’atmosfera “da bar” dove tutti si conoscono e diventano amici dopo un paio di birre».

Nel corso dell’intervista Luca ci ha ricordato che tra pochi giorni uscirà il suo ultimo lavoro,  A Black Jesus. Si tratta di un film documentario, prodotto dalla Road Movies, casa di produzione di proprietà di Wim Wenders, che sarà disponibile online a partire dal 20 Maggio. I biglietti possono già essere acquistati sulla piattaforma, e il 40% del ricavato finanzierà il fondo per i cinema. Una bella iniziativa da sostenere, nell’attesa di tornare in sala!

 

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Immagine di copertina: Screenshot da Il cielo sopra Berlino

 

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